NON VOGLIAMO TORNARE ALLA NORMALITÀ, PERCHÉ QUELLA NORMALITÀ È IL PROBLEMA!

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Scriviamo dai territori dilaniati dalla pandemia di #Covid19. Non sta andando tutto bene, per niente: migliaia di morti, decine di migliaia di contagiati ufficiali, chissà quanti reali. Nelle terapie intensive, stracolme, si lotta tra la vita e la morte. Gli ospedali non hanno più posti, si aspetta nei corridoi o dove si può. Si muore a casa, da soli. Il personale sanitario, ridotto all’osso da decenni di tagli, è insufficiente. Quello che c’è si ammala, a volte muore, di certo è allo stremo, costretto a ritmi e condizioni di lavoro inumane. Sfogliando i giornali locali si leggono paginate di necrologi. Ognun*, qui, conosce persone contagiate, ricoverate o che non ce l’hanno fatta, alle quali non può nemmeno dire addio con un funerale. read more

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L’EMERGENZA COLPISCE TUTT*, CHIUDIAMO TUTTO!

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Siamo convinti che sia giusto, per tutelare la salute di tutte e di tutti, che ognuno di noi rimanga a casa in questi giorni difficili e di forte difficoltà per le strutture sanitarie nel garantire le adeguate cure a coloro che ne hanno bisogno.

Proprio per questo riteniamo inaccettabile che le industrie, i magazzini della logistica, i servizi di consegna a domicilio e molti altri ambiti lavorativi rimangano in funzione e che operaie/i, fattorini/e, riders, impiegati/e e troppe altre figure lavorative siano costrette a recarsi sul luogo di lavoro, mettendo a rischio la propria salute in nome della produzione e dei profitti! read more

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CORONAVIRUS: TRA QUESTIONE SANITARIA E CONSEGUENZE SULLE NOSTRE VITE

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Quella che ci troviamo ad affrontare in queste settimane è una vera emergenza sanitaria e pensiamo che in quanto tale vada affrontata con la massima serietà. Secondo il principio di precauzione, riteniamo di seguire le indicazioni igienico-sanitarie per contribuire al contenimento della diffusione del contagio. Con tranquillità, senza cedere al panico, ma senza sottovalutare la situazione e le conseguenze che può avere sulle persone più fragili e con minore possibilità di accesso alle cure. read more

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Attività sospese fino al 1 marzo

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COMUNICAZIONE:
Vista la situazione causata dalla diffusione del contagio da Coronavirus, in particolare in nord Italia e ancor più in Lombardia, abbiamo deciso di provare a dare il nostro piccolo contributo alla tutela della salute della collettività e dunque al tentativo di contenere la diffusione del contagio.
Per questo motivo TUTTE LE ATTIVITA’, DIURNE E SERALI, CHE SI SVOLGONO E CHE SI SAREBBERO DOVUTE SVOLGERE AL CENTRO SOCIALE SONO SOSPESE E ANNULLATE FINO A QUESTA DOMENICA 1 MARZO 2020. read more

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NO AL DASPO URBANO! Per una Brescia libera e solidale

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Una recente delibera della Giunta comunale di Brescia dispone l’introduzione del “DASPO Urbano” nel regolamento di polizia urbana della città. In questo modo gli agenti della Polizia Locale potranno allontanare per alcuni giorni da determinati luoghi persone la cui presenza sia considerata contraria al ‘decoro urbano’ o alla ‘pubblica decenza’. Questo dispositivo è stato introdotto dai decreti sicurezza dell’ex ministro Minniti, ed è stato rafforzato dai decreti sicurezza del suo successore Salvini. Entrambi questi “pacchetti sicurezza” sono stati poi convertiti in leggi dello Stato. Purtroppo il DASPO urbano è già in vigore su tutto il territorio nazionale, Comune di Brescia compreso. Non esiste alcun obbligo, per le amministrazioni, di inserire questa misura nei regolamenti comunali. Nella nostra città, inoltre, non esiste alcuna emergenza sicurezza, come dimostrano persino i dati diffusi dalla Questura. Quella dell’Amministrazione di Brescia è una scelta politica. Un governo della città che in questi anni ha voluto distinguersi per sensibilità ai temi dell’accoglienza, della solidarietà e della tolleranza, decide ora di assumere, e alimentare, la retorica della paura, dell’insicurezza, della diffidenza. Un discorso politico che genera odio, discriminazione, guerra tra poveri, e legittima l’emergere di autoritarismi e pulsioni repressive.

Noi pensiamo che la povertà, il disagio e la marginalità sociale vadano combattuti con una sempre maggior cura delle politiche sociali e dei servizi, che devono essere aumentati (non smantellati o privatizzati!) e garantiti per tutte e tutti, con la solidarietà e con il mutuo soccorso tra le persone. Non allontanando le persone in difficoltà per nasconderle dalla facciata “pulita” della città!

Pensiamo che le leggi di Salvini sulla sicurezza vadano cancellate, non applicate. read more

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