Comunicato di solidarietà a compagne e compagni di Torino

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Questa mattina l’ennesima infame operazione repressiva ha colpito 7 student* del Collettivo Universitario Autonomo di Torino. Sei di loro sono attualmente agli arresti domiciliari, per una compagna è stato invece disposto l’obbligo di firma. I reati contestati riguardano i fatti avvenuti questo autunno quando, in seguito alle provocazioni dei neofascisti del FUAN e di altre organizzazioni razziste e xenofobe come il MUP, decine di studenti e studentesse si ripresero gli spazi della propria università dimostrando con determinazione il rifiuto della presenza di questi personaggi nel campus Luigi Einaudi. Corpi estranei rispetto all’Università le cui comparsate sono sempre scortate e ben protette da reparti celere, DIGOS e conseguente militarizzazione dell’ateneo. read more

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IN LOTTA TUTTO L’ANNO

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cinemag marzo donne in lottaL’8 marzo è diventato uno dei tanti giorni di festa strumentalizzati da politici e media che propagandano la figura di una donna debole e vittima del mondo a lei circostante.

Per questo abbiamo deciso di proporre per il mese di marzo un ciclo di film che tocca diversi aspetti del ruolo della donna nella famiglia e nella società e le questioni di genere.

Nella nostra programmazione non poteva mancare il nuovo film “Suffragette”, che racconta la storia della lotta per il diritto di voto alle donne portata avanti collettivamente da coloro che erano costrette a continue discriminazioni sia in campo familiare che lavorativo, destinate a ricevere uno stipendio minore rispetto a quello degli uomini, impossibilitate di poter gestire le proprie ricchezze e la propria vita. read more

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CON IL CSO ZANZANÙ FINO ALLA CONQUISTA DI UNO SPAZIO SOCIALE

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cso zanzanù

Questa mattina un dispositivo pazzesco di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa, decine di agenti della DIGOS, Polizia Locale e Vigili del Fuoco ha sgomberato -alle ore 4.00 circa – il Centro Sociale Occupato Zanzanù, uno spazio sociale liberato lo scorso 21 dicembre da compagne e compagni del Collettivo Gardesano Autonomo con l’occupazione dell’ex-ristorante “Spiaggia d’Oro” in località Rivoltella, Desenzano del Garda (BS). Uno stabile di proprietà comunale, da anni abbandonato all’inutilizzo e al degrado, all’interno del quale – in soli 40 giorni – gli occupanti, riaprendone le porte al territorio e restituendo utilità pubblica e sociale all’immobile, hanno proposto decine di iniziative culturali, aggregative, musicali e politiche fuori da logiche commerciali e di profitto.
L’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca del Pd Rosa Leso, invece, dopo essersi sottratta a qualsiasi forma di dialogo cui più volte è stata invitata da parte degli occupanti dal giorno dell’occupazione a oggi, ha permesso e avallato il blitz notturno in stile hollywoodiano della Questura, con decine di uomini in assetto da guerra che hanno fatto irruzione all’interno dello stabile urlando e rompendo vetri per poi trovarsi di fronte ben 6 persone. Uno sgombero vigliacco, nascosto dal buio della notte, lontano dagli occhi di chiunque potesse rendersi conto dell’utilizzo spropositato della forza contro chi non ha fatto altro che rivendicare spazi collettivi di aggregazione e autogestione, lontani dalle leggi imperanti dell’individualismo competitivo, della speculazione e del profitto, per giovani e non. Un’operazione coordinata dal (solito) sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, personaggio letteralmente e odiosamente ossessionato dalle lotte sociali attive sul nostro territorio. read more

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28/03 #BRESCIALIBERA: MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E ANTIRAZZISTI #PERMESSOSUBITO #BASTAPRECARIETÀ

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SABATO 28 MARZO 2015
ORE 15 – PIAZZA DELLA LOGGIA – Brescia
#BRESCIALIBERA: MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E ANTIRAZZISTI #PERMESSOSUBITO #BASTAPRECARIETÀ

BASTA PRECARIETÀ, PERMESSI DI SOGGIORNO SUBITO!

#brescialibera

I dati sono ora definitivi: la Prefettura di Brescia ha respinto quasi l’80% delle oltre 5.000 domande di permesso di soggiorno presentate con la sanatoria del 2012. Al contrario nel resto d’Italia il 70-80% dei richiedenti ha ottenuto il permesso. Persino il Ministero dell’Interno ha ammesso che a Brescia la Prefettura ha lavorato male e contro gli immigrati.
Intanto da mesi la Questura applica la legge Bossi-Fini togliendo il permesso a migliaia di immigrati che hanno perso il lavoro e sono diventati più poveri. Come se la crisi fosse colpa loro.
Così, senza il permesso, molte migliaia di immigrati, che spesso vivono a Brescia da tanti anni con le loro famiglie, sono costretti a lavorare senza contratto, rischiano in qualsiasi momento l’espulsione, non possono avere una casa in affitto, la residenza, l’iscrizione al servizio sanitario.
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