CASSIANI E’ UNA MERDA?

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cassiani merdaQuesta mattina [giovedì 31 marzo 2016] ben 6 agenti della DIGOS della Questura di Brescia hanno fatto irruzione all’interno dell’hotel Alabarda occupato per perquisire la stanza in cui vive un compagno reo, secondo gli inquirenti, di aver vergato la scritta “Cassiani sei una merda” all’esterno del Palagiustizia. Ebbene sì: una perquisizione, con tanto di fermo e sequestro di alcuni indumenti, per una scritta sul muro (che per quanto si sappia, tra l’altro, potrebbe aver tracciato chiunque). Un’operazione di Polizia, che i media ci raccontano impegnata nelle ricerche del jihadista della porta accanto e dei covi dell’Isis nella nostra provincia, per soddisfare i capricci di un Pm, il dottor Ambrogio Cassiani, forse stupito dalla scarsa simpatia che ha saputo generare intorno alla propria persona – a forza di costruire strampalati quanto pericolosi teoremi accusatori, di insultare, di sbeffeggiare chi osa opporsi all’ingiustizia sociale dell’esistente – o forse innervosito per le assoluzioni continue – “perchè il fatto non sussiste” – degli imputati che vorrebbe vedere un giorno dietro le sbarre e privati della propria agibilità fisica e politica. read more

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LA QUESTURA DI BRESCIA CONTINUA AD ATTACCARE LE LOTTE SOCIALI. NOTIFICATO L’ENNESIMO FOGLIO DI VIA!

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no repressioneNel fine settimana appena trascorso è stata comminata l’ennesima misura repressiva nei confronti di un giovane militante delle realtà antagoniste bresciane. Si tratta, ancora una volta, di un “foglio di via” della durata di addirittura 3 anni, emesso dalla Questura, con il quale si prescrive il divieto di mettere piede sul suolo del Comune di Brescia. La Questura di Brescia non è nuova all’utilizzo arbitrario di questa misura, particolarmente odiosa e lesiva delle libertà personali, benchè in assenza di condanne definitive. Nel 2013 un altro attivista era stato colpito da tale provvedimento, che è stato poi pretestuosamente notificato anche ad un ultras bresciano del gruppo Brescia 1911 ex-curva Nord, fino ad essere impiegato per agitare e alimentare lo spauracchio, sempre buono, della sicurezza (si vedano i fogli di via comminati ai ragazzi protagonisti della rissa in Piazza Vittoria, che ha fatto il giro del web).
Nell’ordinanza in questione il Questore cerca di giustificare un provvedimento giuridicamente ingiustificabile, asserendo ad una serie di episodi che dimostrerebbero la presunta “pericolosità sociale” del soggetto. Si tratta esclusivamente di azioni compiute in città in occasione di manifestazioni, picchetti contro gli sfratti o ai cancelli dei magazzini della logistica, iniziative di lotta per i diritti sociali e umani di tutte e di tutti.

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SOLIDALI E COMPLICI CON GLI IMPUTATI DEL PROCESSO PER I FATTI DEL 28 MAGGIO 2012: INFEROCITI CONTRO LE INGIUSTIZIE SOCIALI.

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piazza-loggiaPresso il Tribunale di Brescia è in corso un processo a carico di 18 militanti di diverse realtà antagoniste. Diciotto persone che negli ultimi anni hanno contribuito a rendere Brescia una città che vive le strade e le piazze, che lotta per i diritti sociali, che alza la testa contro lo sfruttamento, il razzismo e le politiche lacrime e sangue. Il processo si riferisce ai fatti del 28 Maggio 2012 avvenuti in città: in quell’occasione, con giustificazioni inaccettabili e pretestuose quali la presunta incapienza della piazza, la Questura vietò al corteo antagonista e antifascista di raggiungere Piazza della Loggia, dove si svolgeva la commemorazione ufficiale della strage fascista e di Stato del 1974. Il corteo, deciso ad affermare il proprio diritto a partecipare ad una giornata così importante per la nostra città ed a contestare l’allora ministro degli interni Anna Maria Cancellieri presente in piazza per l’occasione, dichiarò da subito di non accettare questo divieto; per questo motivo la Questura ordinò due volte ai reparti celere di caricare la manifestazione, composta prevalentemente da giovani e giovanissimi: prima con una carica molto violenta in corso Matteotti, sul percorso autorizzato; dopo in largo Formentone, all’imbocco di piazza Loggia, dove uno sbarramento di Polizia, Carabinieri e transenne cerca invano di impedire il passaggio al corteo.

Una ricostruzione assolutamente falsa della giornata, costruita ad hoc dagli agenti della DIGOS, e l’appoggio della procura della Repubblica, hanno reso possibile l’inizio delle udienze preliminari di questo iter giudiziario.

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In ogni caso, dormiamo sereni e continuiamo ad agire e sognare

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piazza-loggiaIn questi giorni a Brescia sono stati notificati, da parte della questura, numerosi avvisi di chiusura delle indagini preliminari ai danni di altrettanti militanti del centro sociale Magazzino 47, del Kollettivo studenti in lotta, del Collettivo Universitario Autonomo, dell’associazione diritti per tutti, redattori di Radio onda d’urto ed attivisti particolarmente impegnati nelle battaglie politiche per i saperi liberi, contro la precarietà, contro le politiche di austerity e per il diritto alla casa.

Questa mattina ci siamo svegliati trovando, nero su bianco, su tutti i quotidiani locali, la narrazione poliziesca dei fatti contestati: il corteo del 28 Maggio 2012, con la presenza in piazza della loggia del ministro degli interni uscente Anna Maria Cancellieri, e il corteo autonomo che nella giornata di mobilitazione europea contro le politiche di austerità fu ripetutamente caricato con particolare accanimento e violenza dalle forze dell’ordine.

Successivamente ad entrambe le occasioni, non tardammo nel fornire dettagliatamente alla stampa la nostra versione delle dinamiche non senza l’ausilio di filmati, fotografie e testimonianze.

Non è nostra abitudine e non è nel nostro stile gridare al complotto o stupirci per queste piogge di denunce: ci battiamo nella nostra quotidianità contro un sistema politico, economico e sociale profondamente ingiusto e lo facciamo serenamente, consapevoli del fatto che questo si accanirà nei nostri confronti con ogni strumento a propria disposizione. Non è questo il punto.

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