Magazzino 47

CASSIANI E’ UNA MERDA?

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cassiani merdaQuesta mattina [giovedì 31 marzo 2016] ben 6 agenti della DIGOS della Questura di Brescia hanno fatto irruzione all’interno dell’hotel Alabarda occupato per perquisire la stanza in cui vive un compagno reo, secondo gli inquirenti, di aver vergato la scritta “Cassiani sei una merda” all’esterno del Palagiustizia. Ebbene sì: una perquisizione, con tanto di fermo e sequestro di alcuni indumenti, per una scritta sul muro (che per quanto si sappia, tra l’altro, potrebbe aver tracciato chiunque). Un’operazione di Polizia, che i media ci raccontano impegnata nelle ricerche del jihadista della porta accanto e dei covi dell’Isis nella nostra provincia, per soddisfare i capricci di un Pm, il dottor Ambrogio Cassiani, forse stupito dalla scarsa simpatia che ha saputo generare intorno alla propria persona – a forza di costruire strampalati quanto pericolosi teoremi accusatori, di insultare, di sbeffeggiare chi osa opporsi all’ingiustizia sociale dell’esistente – o forse innervosito per le assoluzioni continue – “perchè il fatto non sussiste” – degli imputati che vorrebbe vedere un giorno dietro le sbarre e privati della propria agibilità fisica e politica. read more

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SOLIDALI E COMPLICI CON GLI IMPUTATI DEL PROCESSO PER I FATTI DEL 28 MAGGIO 2012: INFEROCITI CONTRO LE INGIUSTIZIE SOCIALI.

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piazza-loggiaPresso il Tribunale di Brescia è in corso un processo a carico di 18 militanti di diverse realtà antagoniste. Diciotto persone che negli ultimi anni hanno contribuito a rendere Brescia una città che vive le strade e le piazze, che lotta per i diritti sociali, che alza la testa contro lo sfruttamento, il razzismo e le politiche lacrime e sangue. Il processo si riferisce ai fatti del 28 Maggio 2012 avvenuti in città: in quell’occasione, con giustificazioni inaccettabili e pretestuose quali la presunta incapienza della piazza, la Questura vietò al corteo antagonista e antifascista di raggiungere Piazza della Loggia, dove si svolgeva la commemorazione ufficiale della strage fascista e di Stato del 1974. Il corteo, deciso ad affermare il proprio diritto a partecipare ad una giornata così importante per la nostra città ed a contestare l’allora ministro degli interni Anna Maria Cancellieri presente in piazza per l’occasione, dichiarò da subito di non accettare questo divieto; per questo motivo la Questura ordinò due volte ai reparti celere di caricare la manifestazione, composta prevalentemente da giovani e giovanissimi: prima con una carica molto violenta in corso Matteotti, sul percorso autorizzato; dopo in largo Formentone, all’imbocco di piazza Loggia, dove uno sbarramento di Polizia, Carabinieri e transenne cerca invano di impedire il passaggio al corteo.

Una ricostruzione assolutamente falsa della giornata, costruita ad hoc dagli agenti della DIGOS, e l’appoggio della procura della Repubblica, hanno reso possibile l’inizio delle udienze preliminari di questo iter giudiziario.

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