SENTENZA SULLA STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA: PERCHE’ NON RINGRAZIAMO LO STATO.

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43 anni, 1 mese e 4 giorni.

Questo è il tempo che la “giustizia” italiana, dal punto di vista della magistratura, ha impiegato per trovare, parzialmente, in maniera insufficiente e incompleta, un mandante e un esecutore per la Strage di Piazza della Loggia che a Brescia, il 28 maggio 1974, uccise 8 persone e ne ferì oltre 100 tra i partecipanti a una manifestazione antifascista.

La Corte di Cassazione, dopo ben 11 processi, ha ufficializzato nelle aule dei tribunali solo una parte della verità che alla città di Brescia era già nota dal giorno della Strage. I giudici hanno confermato la condanna all’ergastolo per Carlo Maria Maggi (all’epoca responsabile per il Triveneto dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo) e Maurizio Tramonte (all’epoca dei fatti militante di Ordine Nuovo ma anche informatore dei servizi segreti dello Stato italiano). Una sentenza che, per la prima volta in sede processuale, stabilisce definitivamente che la Strage fu compiuta dalla destra fascista con la complicità degli apparati dello Stato. read more

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28 MAGGIO 1974 – 28 MAGGIO 2014: ORA E SEMPRE RESISTENZA!

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28 MAGGIO 1974 – 28 MAGGIO 2014
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Al1001972_793713840647242_6507368898961952584_nle 10.12 del 28 Maggio del 1974 in piazza della Loggia, a Brescia, esplode una bomba uccidendo in totale 8 persone e ferendone più di 100.
Si tratta di militanti politici appartenenti a diverse strutture organizzate dell’epoca (dai sindacati confederali ai gruppi extraparlamentari) scesi in piazza, quella mattina, con diversi cortei, tutti confluiti nella piazza principale della città per il comizio organizzato dai sindacati confederali e dal Comitato Antifascista.
La manifestazione era stata indetta per rispondere in maniera decisa al clima di paura provocato da diversi attentati e violenze fasciste avvenute in città e davanti alle scuole; l’episodio più noto in assoluto avviene pochissimi giorni prima della Strage, nella notte tra il 18 ed il 19 Maggio, e riguarda il neofascista Silvio Ferrari di Ordine Nuovo, il quale salta in aria in piazza Mercato, in pieno centro, insieme alla sua Vespa, mentre trasporta un ordigno.
In piazza della Loggia, quando esplode la bomba, è immediatamente chiaro a tutti che l’esecutore non possa che essere la manovalanza fascista. A molti è chiaro anche il mandante. E per coloro ai quali il mandante non fosse chiaro arriva un suggerimento da parte del vice-questore di Brescia: dopo il boato, il panico, il fuggi-fuggi disordinato, l’evacuazione dell’intera piazza questi compie un gesto eloquente ordinando ai pompieri di pulire detriti e sangue dal selciato distruggendo così la possibilità di raccogliere reperti importanti per le indagini e per i riscontri probatori. read more

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SOLIDALI E COMPLICI CON GLI IMPUTATI DEL PROCESSO PER I FATTI DEL 28 MAGGIO 2012: INFEROCITI CONTRO LE INGIUSTIZIE SOCIALI.

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piazza-loggiaPresso il Tribunale di Brescia è in corso un processo a carico di 18 militanti di diverse realtà antagoniste. Diciotto persone che negli ultimi anni hanno contribuito a rendere Brescia una città che vive le strade e le piazze, che lotta per i diritti sociali, che alza la testa contro lo sfruttamento, il razzismo e le politiche lacrime e sangue. Il processo si riferisce ai fatti del 28 Maggio 2012 avvenuti in città: in quell’occasione, con giustificazioni inaccettabili e pretestuose quali la presunta incapienza della piazza, la Questura vietò al corteo antagonista e antifascista di raggiungere Piazza della Loggia, dove si svolgeva la commemorazione ufficiale della strage fascista e di Stato del 1974. Il corteo, deciso ad affermare il proprio diritto a partecipare ad una giornata così importante per la nostra città ed a contestare l’allora ministro degli interni Anna Maria Cancellieri presente in piazza per l’occasione, dichiarò da subito di non accettare questo divieto; per questo motivo la Questura ordinò due volte ai reparti celere di caricare la manifestazione, composta prevalentemente da giovani e giovanissimi: prima con una carica molto violenta in corso Matteotti, sul percorso autorizzato; dopo in largo Formentone, all’imbocco di piazza Loggia, dove uno sbarramento di Polizia, Carabinieri e transenne cerca invano di impedire il passaggio al corteo.

Una ricostruzione assolutamente falsa della giornata, costruita ad hoc dagli agenti della DIGOS, e l’appoggio della procura della Repubblica, hanno reso possibile l’inizio delle udienze preliminari di questo iter giudiziario.

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CORTEO ANTIFASCISTA E ANTAGONISTA

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977598_606071399411488_1945388947_o28 maggio 1974 – 28 maggio 2013
E’ SEMPRE RESISTENZA!

Sono passati 39 anni da quel 28 maggio 1974 quando la bomba neofascista esplose in Piazza della Loggia, durante un comizio antifascista indetto dai sindacati confederali e dal comitato unitario antifascista; ordigno che uccise 8 persone e ne ferì 102. Una strage, come le altre che caratterizzarono la “Strategia della tensione” con cui lo Stato voleva colpire a morte i movimenti anticapitalisti e antifascisti che in quegli anni mettevano in seria discussione il potere costituito. Alcuni colpevoli hanno avuto l’assoluzione proprio l’anno scorso e la maggior parte di questi non sono mai stati indagati; del resto non ci siamo mai fatti illusioni e non speriamo nella giustizia dei tribunali di Stato, la storia ha già decretato i colpevoli: la strage, come quella di piazza Fontana e tutte le altre di quegli anni, fu fascista, di Stato e della Nato.

Nel 2013 le lotte che erano in piazza quel mattino, proseguno. Siamo ormai al quinto anno di crisi globale e l’uscita da questa sembra solo un miraggio del neoliberismo che intanto continua a far pesare sulle fasce più povere politiche di austerity, tagli, sacrifici. Il “nuovo” governissimo PDL – PD non è altro che la conferma di questa rotta distruttiva per le condizioni di vita di student*, precar*, migrant*, disoccupat* o per chi con i denti difende il proprio territorio dalle speculazioni e dall’inquinamento.

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In ogni caso, dormiamo sereni e continuiamo ad agire e sognare

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piazza-loggiaIn questi giorni a Brescia sono stati notificati, da parte della questura, numerosi avvisi di chiusura delle indagini preliminari ai danni di altrettanti militanti del centro sociale Magazzino 47, del Kollettivo studenti in lotta, del Collettivo Universitario Autonomo, dell’associazione diritti per tutti, redattori di Radio onda d’urto ed attivisti particolarmente impegnati nelle battaglie politiche per i saperi liberi, contro la precarietà, contro le politiche di austerity e per il diritto alla casa.

Questa mattina ci siamo svegliati trovando, nero su bianco, su tutti i quotidiani locali, la narrazione poliziesca dei fatti contestati: il corteo del 28 Maggio 2012, con la presenza in piazza della loggia del ministro degli interni uscente Anna Maria Cancellieri, e il corteo autonomo che nella giornata di mobilitazione europea contro le politiche di austerità fu ripetutamente caricato con particolare accanimento e violenza dalle forze dell’ordine.

Successivamente ad entrambe le occasioni, non tardammo nel fornire dettagliatamente alla stampa la nostra versione delle dinamiche non senza l’ausilio di filmati, fotografie e testimonianze.

Non è nostra abitudine e non è nel nostro stile gridare al complotto o stupirci per queste piogge di denunce: ci battiamo nella nostra quotidianità contro un sistema politico, economico e sociale profondamente ingiusto e lo facciamo serenamente, consapevoli del fatto che questo si accanirà nei nostri confronti con ogni strumento a propria disposizione. Non è questo il punto.

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