Magazzino 47

LO SKATE (NON) È UN CRIMINE

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Read Time:3 Minute, 4 Second “Non è una moda che può trasformarsi in tragedia, è uno sport che può trasformarsi in disciplina olimpionica.”   Brescia, 10 gennaio 2017. Qualche giorno fa si è creato il “caso” dopo la notizia, sui giornali locali bresciani, delle multe a 5 ragazzi per aver attraversato piazza Vittoria in skate. Una sanzione che aveva già raggiunto altri minorenni nel 2016 sotto i portici vicino alla Camera di Commercio, sempre in centro. Un dibattito ciclico e una lente perennemente puntata sulle “mosse” degli skaters. Il codice della strada vieta effettivamente il transito a mezzi non definiti dal codice come “veicoli” non a motore (la bicicletta lo è, secondo il codice). Ma anche ai calessi coi cavalli. Al rimorchio sulla bici. Ai pattini e alle ciaspole. No? Lo skate, come la mountain bike o i pattini (o il deltaplano!), non è solo un mezzo di transito: è soprattutto un passatempo, quanto una cultura, uno stile di vita, o uno sport, per una grande fetta di giovani e adulti. Anche questa volta la situazione sfugge di mano. Si individua il nemico, il terribile e mostruoso “teppista”, che gira la città con le gomme chiodate per distruggere i monumenti e i gradini di tutto il centro storico. Se ne inizia a fare un caso mediatico, con tanto di articoli di un’empatia preoccupante quanto ridicola e con allegate fotografie d’archivio di spaventevoli trick, flip, ollie o qualsivoglia “numero” da skater. C’è il rischio che – come troppo spesso accade – a causa dei toni delle autorità e di certa stampa la gente caschi nella trappola, ci creda davvero, e trasformi la vista di ragazzini che si divertono sulle scale vicino a casa, in potenziali minacce per la propria incolumità. Non è così. Prima di tutto perchè invece che discutere collettivamente (con il quartiere o con la strada di competenza) di come utilizzare lo spazio urbano perchè venga vissuto in armonia (quindi VISSUTO, senza punire la voglia di vivere la città), si decide di passare direttamente alla sanzione da parte dei detentori del taccuino. In secondo luogo perchè prima di arrivare alla sanzione ci si dovrebbe chiedere se per caso manchino in città dei luoghi o delle strutture pubbliche adeguate alle esigenze di tutte e tutti. A Mompiano, ad esempio, gli intollerabili “teppisti” non utilizzavano le panchine o le teste dei passanti: erano arrivati ad autocostruirsi delle rampe e utilizzarle in una zona abbandonata vicina allo stadio. Voi ve lo ricordate “Ritorno al Futuro”? Quando Michael J. Fox si muoveva a Hill Valley con lo skate? C’era per caso qualcuno che dalle finestre gli lanciava ortaggi o chiamava la Polizia Locale, o qualche residente allarmato che si preoccupava del “degrado”, della “pericolosità” delle infrastrutture o dei pedoni? Dal film si è poi passati alla realtà, negli anni ’90, fase in cui lo skate ha avuto il picco di diffusione in Italia (non si sa se per “Ritorno al Futuro”). E’ dunque da decine di anni che questo strumento attraversa le strade della nostra città ed è da vent’anni che chi lo utilizza è costretto a sfidare il rischio contravvenzione. Noi, al contrario dei vigili, di certa stampa e dell’Amministrazione comunale – che potrebbe preoccuparsi di ben altro – crediamo nel potenziale aggregativo dello skateboarding, nella sua piacevole presenza nelle piazze, vissute da giovani e meno giovani, nel suo carattere allo stesso tempo “di strada”, artistico, sportivo ed ecologico. Senza, tra l’altro, che debbano per forza essere create strutture, luoghi o regolamenti che permettano di utilizzarlo.   Più gente in skate, più vita di strada!   Magazzino47 (se sei anche tu uno/a skater colpito/a da misure o semplicemente un solidale che vuole organizzarsi in merito, contattateci via messaggio a questa pagina di fb!)

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Comunicato post corteo “Brescia dice NO alla ministra Boschi, cacciamo il governo Renzi!”

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Questa mattina un corteo deciso a portare nelle strade di Brescia i molti no al referendum costituzionale, che si stanno moltiplicando in tutta la penisola, ha sfilato per le vie della città contestando la presenza della ministra Boschi. Studenti, precari, disoccupati occupanti di case e inquilini resistenti hanno comunicato con le molte persone presenti ai margini del corteo spiegando i motivi per cui sarà importante votare no al referendum del 4 dicembre. Il piano casa, il jobs act, la riforma della buona scuola sono tasselli che compongono l’ariete attraverso il quale il governo Renzi sta scardinando e saccheggiando i diritti conquistati in anni di lotte. Gli obiettivi sono la creazione di studenti pronti a diventare merce per le grandi aziende, l’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e la necessità di fermare le lotte per la casa favorendo speculazioni e grandi immobiliaristi. Il referendum costituzionale è un tassello fondamentale del disegno renziano e rappresenta la necessità di rendere governabile, a favore di banche e multinazionali, il nostro paese continuando ad imporre misure d’austerità. read more

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C’È CHI DICE NO: I PERCHÉ DI UN “NO!” SOCIALE

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Il 4 dicembre voteremo sulle modifiche alla costituzione volute dal governo Renzi e fortemente caldeggiate dalla Commissione europea.
Queste si accompagneranno a una nuova legge elettorale e, insieme, delineeranno il nuovo assetto istituzionale per gli anni a venire. Le novità principali volute da Renzi sono due: il superamento del bicameralismo paritario e la riforma del titolo V. La prima eliminerà il suffragio universale per una delle due camere, il Senato, e sancirà la predominanza del potere esecutivo su quello legislativo una volta combinata con la legge elettorale. La seconda riassegnerà una serie di competenze dalle regioni allo stato.
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NON SIAMO IN ATTESA, E NON È NEMMENO DOLCE!

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Read Time:2 Minute, 14 Second no fertility dayOggi è la giornata nazionale dedicata alla fertilità, il Fertilityday istituito dal Ministero della Salute. L’ultima grande invenzione da parte del nostro governo, per ricordarci che il nostro corpo è un bene comune e che serve per procreare, ma allo stesso tempo ci ricorda anche che non tutte le genitorialità sono uguali e non tutte hanno il diritto di riprodursi. Il Fertilityday è una giornata che oltre ad esserci stata presentata con una propaganda degna del ventennio fascista ci dice quanto sia importante l’istituzione della famiglia, ma solo di un certo tipo. La famiglia bianca, eterosessuale e socialmente produttiva. Perchè in questa giornata ci viene detto che la fertilità di donne e uomini ha una scadenza, che devono fare dei figli in fretta e devono farne tanti. Una giornata dove ci viene ricordato che l’atto sessuale deve avere solo e soltanto un fine riproduttivo. Per l’ennesima volta ci viene detto che non dobbiamo avere la minima autodeterminazione sui nostri corpi. Che dobbiamo riprodurci e produrre prole, bella, sana e forte per il nostro Stato. Bisogna essere in dolce attesa, perchè questo è il ruolo che spetta alle donne. Perchè sono al mondo solo e soltanto per essere madri. Nel “Piano Nazionale della Fertilità” si parla di ” Prestigio della Maternità”. Noi non riteniamo che la maternità sia un prestigio, noi riteniamo che la maternità sia una scelta libera, senza dover discriminare chi un figlio non l’ha voluto o non l’ha potuto avere, perchè essere donne non è essere madri. Non siamo in attesa, e non è nemmeno dolce. Noi vogliamo che ci venga riconosciuto il diritto all’ autodeterminazione. Perchè vogliamo poter scegliere. Scegliere se avere figli, quando farli, come farli e con chi farli. Non vogliamo politiche che spingano alla fertilità di una cerchia ristretta, perchè ritenuta degna di avere prole, quando ai soggetti LGBTQI viene imposta una sterilità forzata in quanto non viene riconosciuto loro il diritto a costruirsi una famiglia e ad avere dei figli. Vogliamo rivendicare la legittimità delle pratiche sessuali e delle scelte non riproduttive Vogliamo che sia permesso a tutte di accedere all’ IVG e alla pillola del giorno dopo senza dover fare battaglie con gli obbiettori per ottenere quello che dovrebbe essere un diritto. Queste campagne, queste politiche, sono violenza. Violenza sulle donne, violenza sui/sulle trans, sulle lesbiche. Violenza su tutti quei soggetti che decidono di scegliere in modo autonomo sulle proprie vite e sui propri corpi. Un tipo di violenza politica e istituzionale che non siamo più dispost* ad accettare. Lo ribadiamo oggi e lo continueremo a dire tutti i giorni: vogliamo essere liber* di scegliere sui nostri corpi, indipendentemente dal nostro genere e orientamento sessuale. CSA MAGAZZINO 47

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CONTRO PATRIARCATO E OMOFOBIA – CONTESTIAMO LE SENTINELLE IN PIEDI

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Le Sentinelle in piedi fanno riferimento teorico (e ideologico) a figure come Costanza Miriano, autrice di libri dai titoli inquietanti come per esempio “ Sposati e sii sottomessa”, “Sposala e muori per lei” o ancora “ Obbedire è meglio”.

Obbedire è meglio? Meglio di essere ammazzata per mano dell’uomo con cui hai una relazione perchè non sei abbastanza sottomessa?

Leggere titoli come questi per i tempi che corrono è vergognoso. Da Gennaio a oggi sono più di 50 le donne morte – solo in Italia – per mano di uomini, mariti, compagni, fidanzati. Lo scorso anno sono state più di 150. read more

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