CHI DECIDE SULLA CITTÀ? NO ALLA MERIDIANA IN PIAZZA ROVETTA

LARGO FORMENTONE

Una notista degli anni Trenta descrisse così la situazione di fine Ottocento: “Vicino alla Loggia prendendo verso nord attraverso vicoli strettissimi, tra case miserabili si sbucava nel famigerato quartiere di Rossovere. Il Garza scendeva scoperto da Porta Pile, un ponte stretto disimpegnava il transito in senso mattina-sera e nell’attuale spazio che il popolo chiama piazza Rovetta era allora un groviglio di catapecchie e di vicoli sordidi. Nei pressi dell’attuale via Capriolo vi era un dedalo di vicolacci brevi, bui, lerci, contorti, ove appena si poteva passare a piedi […]. Un tanfo esalava, specialmente d’estate dalla sporcizia delle straduncole sconnesse e dalle persone che vi bivaccavano.” (Robecchi F., Floride botteghe artigiane sui corsid’acqua e con la copertura dei canali inizia la decadenza, in Assessorato ai beni e alle attività culturali (a cura di), Il quartiere Carmine,1989, pag. 20).

Chi decide sullo spazio pubblico? Chi decide della sua progettazione, del suo utilizzo e del suo attraversamento?
Parliamo di Largo Formentone, secondo l’ufficialità dello stradario comunale, o di Piazza Rovetta, secondo la tradizione popolare, un importante crocevia per la città di Brescia, uno spazio proprio accanto alla centrale e rappresentativa piazza della Loggia che apre le porte allo storico quartiere del Carmine; uno spazio interessato da diverse dispute tra progetti falliti o bocciati ancor prima di vedere la luce; uno spazio ibrido a metà strada tra una piazza e un incrocio; uno spazio che sembra non trovare contenuto e identità.
Eppure di proposte se ne sono susseguite molte. Eppure le panchine che lo abitavano sono state rimosse nel lontano 2008 da una giunta repressiva e securitaria e ancora oggi faticano a riapparire.

Il caso in questi giorni è scoppiato per la decisione dei proprietari dell’ormai celebre muro color sabbia grande 280 metri quadrati di riempire questo vuoto con una meridiana adornata da figure che dovrebbero rimandare alla tradizione della città di Brescia e alla sua storia: tra Garibaldi, Tito Speri e Tartaglia spunta anche il nome di Mussolini che guarda il Bigio. Se questo progetto venisse attuato, quindi, Brescia si presenterebbe ai suoi abitanti e ai passanti con la faccia di Mussolini dipinta su di un muro grande 280 metri quadrati nel mezzo della città, in un quartiere come quello del Carmine da sempre riconosciuto per la sua vocazione all’accoglienza e per la composizione sociale meticcia e popolare!
L’idea dei proprietari è stata apprLargo Formentone Bresciaovata dalla Soprintendenza poiché il muro non ha vincolo monumentale, quindi, in virtù della proprietà privata, i padroni del muro possono decidere di fare in piazza Rovetta quello che gli pare. Inoltre questa soluzione sembrerebbe far guadagnare tempo e soldi al comune che, anzi, dovrebbe addirittura elargire un bonus di 15.000 euro ai proprietari per ripagarli del disturbo.

Basta quindi essere proprietari di un muro per decidere l’immagine che la città vuole comunicare agli abitanti e a tutte le persone che passeggeranno per le vie del centro storico?
Cosa dà il diritto a qualcuno di decidere cosa fare dello spazio pubblico?
Perché è bene ricordarsi che non si tratta solo di un muro.
Stiamo parlando di Piazza Rovetta, porta naturale del quartiere del Carmine.
Stiamo parlando di uno spazio nato sulle macerie volute dai piani regolatori dell’epoca fascista che, per fare spazio a grandi piazze che ricordassero il foro romano o a grandi strade che richiamassero alla memoria l’architettura ottocentesca, demolirono il quartiere popolare delle Pescherie e alcuni caseggiati del quartiere del Carmine, sfrattando e relegando nelle periferie gli abitanti.
Stiamo parlando di un luogo che fu teatro delle terribili ed infami fucilazioni fasciste del 13 novembre 1943 quando Arnaldo Dall’Angelo, operaio alla radiatori e militante del Partito Comunista Clandestino venne crivellato di colpi e dove, insieme al suo cadavere, vennero lasciati, a monito per la crescente Resistenza bresciana, i corpi privi di vita di Guglielmo Perinelli, anziano operaio della OM che venne freddato sulla soglia di casa in via F.lli Bandiera, e di Rolando Pezzagno, anarchico che venne ucciso in via S.Faustino.
Stiamo parlando dunque di un muro che forse per la Soprintendenza non avrà vincoli monumentali ma che di sicuro caratterizza una piazza significativa per la città e per i suoi abitanti che quindi dovrebbero essere coinvolti nella progettazione e rivitalizzazione di questo spazio che è di tutti e non si esaurisce in un muro e nei suoi proprietari.

Abbiamo pensato dunque di indire un’assemblea pubblica, aperta a tutti, che parli delle sorti di piazza Rovetta ma non solo, che affronti i temi della progettazione urbanistica, dell’uso degli spazi pubblici, dei bisogni degli abitanti e del loro ruolo nelle decisioni sulla città.

VENERDì 17 GIUGNO
PIAZZA ROVETTA, Largo Formentone – Brescia
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• ore 20 inizio Assemblea Pubblica
• Durante l’iniziativa sarà possibile partecipare alla decorazione di pannelli da dipingere, disposti per una jam artistica aperta a chiunque voglia esprimersi
• A seguire musica DjSet in Piazza