Contro il razzismo istituzionale, diritti sociali per tutti e tutte

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Contro il razzismo istituzionale, diritti sociali per tutti e tutte

Sabato 14 ottobre ore 14.30 – Largo Formentone, Brescia

MANIFESTAZIONE in occasione della “Marcia per l’accoglienza e la cittadinanza”

Violenza e morte programmata lungo le frontiere, per reprimere e selezionare le persone in movimento dagli epicentri del saccheggio economico e del collasso eco-climatico globale, i e le migranti che lottano per una vita degna sfidando il regime dei confini, del privilegio razzista e di classe.

Razzismo strutturale e segregazione all’interno della società, per creare una popolazione di serie b da sfruttare in campagna elettorale e nel lavoro come braccianti, operai, muratori, badanti, facchini, riders.

È la sostanza delle politiche migratorie dell’Unione Europea e dei suoi Stati-nazione. Oggi ne è capofila il governo italiano, con la Premier underdog da guardia addestrata dai padroni ad azzannare i poveri che si accanisce anzitutto verso chi ha provenienza o colore non conformi al canone da “vero italiano”.

Mentre l’inflazione accelera il trasferimento di ricchezza dai redditi bassi ai profitti stratosferici delle grandi oligarchie economiche capitaliste, il governo Meloni ha una strategia: alimentare la tensione xenofoba. A colpi di decreti inasprisce all’estremo le leggi già in uso contro la solidarietà e il soccorso, riorganizza il sistema dell’accoglienza in senso ancora più avvilente e discriminatorio, incrementa dinieghi e precarietà dei titoli di soggiorno. Dilata la detenzione senza reato degli “irregolari” o presunti tali nei campi di concentramento chiamati CPR e hotspot.

Oggi più che mai, ad indicarci da che parte stare sono il coraggio, i bisogni e i desideri di chi arriva. Di chi cerca di raggiungere le terre d’Europa fra pericoli e violenze mortali. Di chi poi, giunto al di qua della frontiera, deve lottare ancora, per passare altri confini: per scegliere dove andare in Europa; per ottenere in Italia un permesso stabile o la cittadinanza. Per superare, anche dopo la regolarizzazione dei documenti, la negazione di una casa, di un’assistenza sanitaria adeguata, di un lavoro in condizioni accettabili. Insomma, dei diritti sociali essenziali che da anni le varie compagini di governo provvedono a rendere sempre meno accessibili per chiunque non sia ricco, peggio se immigrato/a.

Mentre tratta le persone migranti come pericolosi parassiti da espellere o assoggettare all’ipersfruttamento, l’attuale esecutivo di quei provvedimenti antipopolari va spedito ad incrementarli: austerità, privatizzazioni, precarizzazione del lavoro, tagli a salari, reddito e servizi pubblici. Sono le solite sciagurate ricette del dogma neoliberista, che ora questo governo mescola anche a più esplicite ambizioni autoritarie. Un’espropriazione di diritti e democrazia che è a carico di tutte e tutti coloro che si ritrovano ai piani bassi della scala sociale. Italiani compresi, sempre più numerosi.

Meloni e Salvini aggravano anche un’emergenza abitativa strutturale che è già insostenibile, tagliando il reddito di cittadinanza e il fondo nazionale affitti e approntando al contempo nuove leggi contro le azioni antisfratto e le lotte sociali per il diritto alla casa.

Lotte quanto mai necessarie anche a Brescia. Perché anche qui, mentre abbondano gli affitti brevi per turisti, le poche abitazioni disponibili per locazioni ordinarie sono gravate da richieste di canoni esorbitanti. Tre alloggi ogni dieci restano inutilizzati, mentre le case popolari assegnabili sono solo un decimo della domanda sociale di chi per legge ne avrebbe diritto. In altre parole, chi vive a Brescia con un reddito medio-basso rischia la strada o il dormitorio: operai, muratori, lavoratori e lavoratrici, famiglie. Più spesso se immigrate. Ancor più se composte da donne con bambini e senza legami con maschi adulti. Come dire: l’ingiustizia sociale è classista, è razzista ed è anche patriarcale.

No alla guerra ai poveri. No al razzismo. Per tutte e tutti vogliamo casa, reddito, lavoro dignitoso, sanità, trasporti e welfare pubblici, sicurezza sociale. La ricchezza che produciamo, italiani/e e immigrati/e, deve servire per questo. Non per aumentare a dismisura i profitti e i privilegi di chi ha il potere, come le grandi compagnie dei combustibili fossili climalteranti, o l’industria delle armi per la guerra in corso anche in Europa con i suoi inaccettabili costi umani, sociali, ambientali.

Per tutte e tutti libertà di movimento, documenti, residenza, cittadinanza, accoglienza degna.

Migrare, essere solidali, soccorrere, lottare per i diritti sociali non sono reati.

No ai decreti Meloni-Salvini. No ai centri di detenzione (CPR e hotspot), né qui né altrove.

No agli accordi con Libia, Tunisia, Turchia per confinare chi migra.

CONTRO IL RAZZISMO E PER I DIRITTI SOCIALI

Sabato 14 ottobre ore 14.30 – Largo Formentone, Brescia

CSA Magazzino47Associazione Diritti per tutti

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