Indietro non si torna: aborto libero, sicuro, gratuito

A 41 anni dalla  194, legge che tutela l’interruzione volontaria di gravidanza, scegliamo di scendere ancora in piazza in occasione della Giornata per l’aborto libero e sicuro perché è reale che tutto sia ancora da conquistare. Sulla carta è un diritto garantito, nella realtà è un percorso a ostacoli. Le donne che decidono di abortire devono superare difficoltà di ogni tipo: oltre ai medici che esercitano l’obiezione di coscienza, in costante aumento , ci sono intere strutture che, pur avendo il reparto di ginecologia, non eseguono interruzioni volontarie di gravidanza.
Impedendo così di esercitare il diritto di scegliere sul proprio corpo e sulla propria vita. Ma non solo i diritti già teoricamente conquistati sono sotto attacco.
La limitazione della libertà di abortire è solo una delle tante forme di violenza che viene agita ogni giorno sulle donne di tutto il mondo.
La stampa continua a creare una narrazione tossica di ogni femminicidio, nel quale l uomo uccide sempre per il “troppo amore”. Questa narrazione continua con forme e linguaggi di stampo patriarcale. È necessario quindi rivendicare che la liberazione dalla violenza strutturale è un percorso politico, culturale e sociale non di legalità e giustizia.
Un futuro sempre più controllato e manipolato da una logica capitalista che vuole le donne rinchiuse, spaventate, vittime, una società che forma alla predisposizione e dedizione alla cura in tutti gli ambiti della nostra quotidianità. Bisogna anche uscire da una logica emergenziale di abusi di genere, perché ė una questione strutturale che riguarda tutta la società. Società capitalista e patriarcale.
Vogliamo allora creare tutte e tutti insieme una lotta e un percorso che tenda al costruire un nuovo modo di pensarsi e di esistere, un nuovo mondo e una nuova società. Perché questa è una battaglia per la vita, perché di patriarcato si muore.
Sui nostri corpi, sulle nostre vite, sul nostro futuro decidiamo noi!

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