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3/11: RENZI A BRESCIA? ACCOGLIAMOLO! – Il 3 novembre dillo a Matteo Renzi…

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Senti parlare di continuo di ripresa economica e crescita, ma la tua busta paga (quando c’è) è sempre la stessa, se non peggio?

I ministri fanno i vertici europei sull’occupazione giovanile ma da quando hai terminato gli studi un lavoro non l’hai mai nemmeno sfiorato, figuriamoci un reddito?

Quando ti hanno offerto un lavoro era volontariato per Expo2015?

Pensavi che il piano casa avrebbe risolto le tue difficoltà nel pagare l’affitto ma sei stato sfrattato dalla tua casa?
Hai occupato una casa vuota ed ora minacciano di staccarti le utenze e negarti la residenza?

Ti propongono la ‘Buona scuola’ ma nella tua classe il soffitto è sul punto di caderti in testa?
Le tasse universitarie aumentano di anno in anno?

“Non ci sono i soldi” ma i tuoi contributi finanzieranno un’opera inutile e molto costosa, che oltretutto abbatterà la tua casa ed esproprierà i tuoi terreni?

I politici piangono le stragi a Lampedusa ma continui a vivere nella paura di essere catturato e internato in un CIE perchè non hai il permesso di soggiorno?

IL 3 NOVEMBRE DILLO A MATTEO RENZI!!
(APPUNTAMENTO ORE 9.00 – piazzale FERMATA METRO CASAZZA)

Il 3 novembre il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Brescia. Ad invitarlo in città sono stati i privilegiati dalle sue politiche economiche e sul lavoro. L’occasione, infatti, sarà l’assemblea dei padroni del nostro territorio: quella dell’AIB (Associazione Industriali Bresciani) che si svolgerà presso l’industria Palazzoli (quartiere S.Bartolomeo).
Matteo Renzi rappresenta bene, e senza nasconderlo, i loro interessi.
Renzi, come chi l’ha preceduto, rappresenta perfettamente gli interessi dei poteri economici e finanziari europei e transnazionali e l’imposizione delle politiche di austerity e tagli ai servizi (anche quando bisticcia con Barroso); i privilegi dei ricchi che vorrebbero essere sempre più ricchi; l’attacco ai diritti dei lavoratori con il Jobs Act; le speculazioni dei palazzinari e delle lobby del cemento, con un piano casa che premia chi costruisce palazzi destinati a rimanere vuoti ed attacca, punisce, chi, per necessità, occupa immobili da anni sfitti e abbandonati. Con una politica delle grandi opere e dei grandi eventi (TAV ed EXPO in testa) che devastano e saccheggiano i territori in favore degli affari sporchi di mafie e politici corrotti.
E ancora Renzi rappresenta, con il ministro Giannini, una ‘buona scuola’ che è in realtà la completa mercificazione dei saperi e il compimento di una progressiva trasformazione di scuole e università: da luoghi della formazione ad aziende (accessibili a sempre meno giovani) destinate a produrre lavoratori precari e flessibili.

Renzi è portavoce di una retorica del cambiamento e del nuovo che nasconde, in realtà, un’accelerazione nella guerra contro i poveri, in ossequio ai diktat delle banche e delle governance politiche e finanziarie: più sfruttamento, sacrifici, austerity, tagli ai servizi, meno diritti, ma tante promesse e proclama sui social network.

Per questo invitiamo tutte e tutti: studenti, precari, disoccupati, lavoratori, migranti ad accoglierlo nella nostra città come si merita.
Sarà la Brescia meticcia e solidale, contro Renzi e il governo dell’austerity e della precarietà…verso lo sciopero generale e sociale del 14 novembre!

LUNEDI’ 3 NOVEMBRE
APPUNTAMENTO ORE 9.00 – piazzale FERMATA METRO CASAZZA


TUTT* A VERONA – 25/10 TRENO COLLETTIVO DA BRESCIA PER LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA!

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SABATO 25 OTTOBRE 2014
ore 13.15 – Stazione FS di Brescia:

TRENO DA BRESCIA PER LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DI VERONA!

Un treno collettivo per raggiungere insieme la manifestazione a Verona! Facciamo sentire che aria tira a neofascisti, leghisti e il sindaco-sceriffo Flavio Tosi!

Portiamo in piazza le lotte sociali, meticcie e solidali, per spazzare le derive fasciste, razziste, sessiste, omofobe…

NESSUNA DESTRA CI SALVERA’ DALL’AUSTERITY!

#verona #antifa #25ottobre
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Riportiamo di seguito il comunicato di indizione del corteo:

Appello per una GIORNATA ANTIRAZZISTA e ANTIFASCISTA a Verona il 25 Ottobre 2014

Verona è ormai da troppo tempo una città-laboratorio dell’estrema destra e dei movimenti integralisti cattolici, appoggiati dall’attuale sindaco, il leghista Flavio Tosi. Tra i consiglieri comunali e circoscrizionali eletti nella sua lista, parecchi provengono dalle file della destra radicale e qualcuno ne è tuttora il referente.
Vittorio Di Dio, ex Msi-An-PdL, è il referente di CasaPound in consiglio comunale, Marcello Ruffo, coordinatore regionale di CasaPound, è consigliere in Terza circoscrizione, Massimo Piubello, ex Veneto Front Skinhead, ex Fiamma Tricolore, attualmente di Progetto nazionale-Fiamma futura, è consigliere comunale, Ciro Maschio, ex Fronte della Gioventù, ex An, attualmente di Fratelli d’Italia, è consigliere comunale e via discorrendo.
Altri, ex consiglieri in forza al centrodestra, sono stati nominati presidenti delle municipalizzate.
Andrea Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, chitarrista del gruppo nazirock “Gesta Bellica” è presidente dell’Amia (municipalizzata per i Servizi ambientali), Massimo Mariotti, ex MSI-AN, referente della destra sociale, indicato dagli integralisti cattolici sul sito Agere Contra come loro responsabile, ex assessore alle Politiche giovanili nella giunta Sironi (Forza Italia) dal 1998 al 2002, è presidente di Acque Veronesi, la società consortile che gestisce la rete idrica cittadina.
L’avvocato difensore di tutti i neonazisti coinvolti in pestaggi o peggio, Roberto Bussinello, ex Fiamma tricolore, ex Forza Nuova, attualmente di Comunità identitaria, fa parte dell’organismo di vigilanza di Agsm (municipalizzata che gestisce la rete di distribuzione di gas ed energia elettrica).
L’ultimo, eclatante episodio di discriminazione “istituzionale”, che riguarda “soltanto” un gruppo musicale, i 99 Posse, a cui è stato praticamente impedito di esibirsi in città nell’ambito dell’Vrban Ecofestival, è sintomatico del clima di intimidazione portato avanti dall’estrema destra che gode di appoggi e collateralismo nella giunta comunale.
Ma sono però molti altri gli episodi e i fatti, ben più gravi, a scandire la vita quotidiana della città.
L’aggressione squadrista all’università in occasione di una conferenza di Alessandra Kersevan sulle foibe, l’approvazione in consiglio comunale di una mozione omo-transfobica a cura del consigliere integralista cattolico Alberto Zelger, che invita le scuole a vigilare sulle iniziative in odor di “teoria del gender” con numero verde comunale per ricevere le “spiate”, le varie ordinanze e divieti del sindaco, tra cui quella che multa chi soccorre i senzatetto, l’aggressione fascista in vari locali del quartiere popolare di Veronetta con protagonista il suddetto consigliere di circoscrizione Marcello Ruffo, l’approvazione con finanziamento pubblico del progetto di quest’ultimo per una commemorazione del neofascista Sergio Ramelli, sono soltanto alcuni degli episodi di un elenco che sarebbe tristemente più lungo. Dal 2008, quando una banda di ragazzotti (tra cui alcuni neofascisti) aggredì Nicola Tommasoli che morì in seguito alle
violenze, non è cambiato nulla!
Già 14 anni fa gli antifascisti veronesi chiamarono alla mobilitazione le forze democratiche, nel tentativo di fermare quello che anche allora si configurava come un laboratorio avanzato delle destre. Allora la Lega era alleata con Forza Italia per affermare un blocco di consenso che comprendeva nuovi fascisti e integralisti.
Oggi la Lega ha il volto del sindaco Tosi che nel frattempo è diventato un fenomeno mediatico ma che in realtà è l’abile tessitore di questo laboratorio, coadiuvato dai suoi amici fascisti vecchi e nuovi. A tutto ciò non è estranea neppure la Chiesa cattolica, che a Verona, oltre ad esprimere la potenza anche economica legata all’Opus Dei, trova nell’attuale vescovo Zenti un forte sostenitore non solo degli integralisti ma anche dello stesso sindaco.
Ci sembra dunque arrivato il momento di lanciare un appello per una nuova grande GIORNATA ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA a Verona per sabato 25 ottobre, che sia non un punto d’arrivo ma la tappa di un percorso di riflessione, di sensibilizzazione e di reale cambiamento.
E’ il momento di riappropriarci della città, degli spazi, della facoltà di decidere chi deve suonare o meno, o di fare una festa senza che vengano bruciate bandiere.
Abbiamo sete di cultura, di conoscenza e di confronto, insomma vogliamo una città libera, aperta, solidale, inclusiva, vivace e accogliente,
Verona, città medaglia d’oro della Resistenza, ora e sempre antifascista!

ASSEMBLEA per il 25 OTTOBRE
Kollettivo Autonomo Antifascista Verona
Circolo Pink LGBTE Verona
Ross@ Verona
Partito dei Comunisti Italiani – Verona
Rifondazione Comunista – Verona
Partito Comunista – Verona

per adesioni: assemblea25ottobre@autoproduzioni.net

Sabato 25 Ottobre 2014

h. 10.30 Incontro Pubblico con Saverio Ferrari (responsabile dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre)
h. 14.30 Concentramento piazzale Stazione P.ta Nuova
h. 15.00 Corteo
Al termine CONCERTO GRATUITO


#16O: BRESCIA SCIOPERA – Sciopero Sociale Metropolitano!

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CORTEO METROPOLITANO – BRESCIA SCIOPERA!


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BRESCIA SCIOPERA!
16 OTTOBRE – SCIOPERO SOCIALE METROPOLITANO
Scioperare la crisi, ricomporre le lotte!

Ci troviamo ormai nell’ottavo anno della crisi economica, in Italia come in europa molti governi si sono succeduti, ma la ricetta proposta è stata ovunque la stessa: austerity, precarizzazione e saccheggio dei territori.

Quotidianamente viene ripetuto che questa è l’unica via d’uscita dalla crisi, una strada che prevede, per favorire il profitto di pochi e la continua accumulazione di capitale, la demolizione sistematica dei diritti sociali e il peggioramento delle condizioni lavorative, colpendo direttamente tutti gli aspetti della vita (a partire da sanità e previdenza) e precarizzando le nostre esistenze.
I grandi registi di questi teatrini sono quegli stessi poteri che vogliono in tutti i modi erigersi ad arbitri universali delle regole economiche, e che invece sappiamo essere una parte in gioco con interessi ben definiti: gli interessi delle banche, dei mercati finanziari e delle grandi compagnie multinazionali.

L’italia non fa eccezione: i governi cosiddetti tecnici prima ed i decreti del governo Renzi poi (“Sblocca Italia” , “Jobs Act” e “ La Buona Scuola”), sono esempi lampanti della direzione nella quale si vuol trascinare tutto il paese: una deturpazione ambientale con grandi opere inutili e dannose, una precarizzazione capillare di gran parte dei soggetti lavorativi e nella creazione di una scuola sempre più dedita ad insegnare obbedienza e finalizzata all’utilità per il sistema produttivo, eliminando ogni spazio per lo sviluppo di pensieri critici sull’esistente.
Al contempo inflazione, caro vita e privatizzazioni rendono ogni giorno più difficile per la maggior parte delle persone far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese.
La grande astensione dal voto alla quale abbiamo assistito nelle ultime tornate elettorali, prova il livello di sfiducia generale raggiunto nei confronti delle istituzioni, e va a dimostrare ancora una volta la crisi della rappresentanza partitica, incapace di incarnare e difendere gli interessi delle più ampie fasce di popolazione.

La risposta degli sfruttati, degli studenti, e di chi subisce quotidianamente gli effetti del dogma neoliberista basato sul libero sfruttamento del lavoro, da sola non riesce ad incidere nè ad essere inclusiva verso il resto del tessuto sociale, anche se già spontaneamente riesce ad identificare molti dei punti che stanno alla base del problema.
Bisogna, pensiamo, saper aggregare, ricomporre e catalizzare questa contrapposizione sociale, iniziale, diffusa, ma che fatica ad assumere una dimensione collettiva, coscienti che la lotta di ognuno deve essere lotta per tutti.
A Brescia questa contrapposizione sociale si muove dalla lotta per la casa, con centinaia di sfratti bloccati annualmente e diverse occupazioni a scopo abitativo, ai picchetti della logistica, con i lavoratori stufi di condizioni lavorative disumane e precarie; dalla richiesta di tutela della salute dei territori e dei cittadini contro opere inutili e dannose (come la tratta TAV Brescia-Verona) alla lotta degli studenti contro la scuola-azienda e per i saperi liberi, fino alla sacrosanta battaglia per i diritti dei migranti, contro il reato di clandestinità e la truffa della sanatoria.

Per questo il 16 Ottobre saremo tutte e tutti in piazza:
Per costruire insieme lo Sciopero sociale metropolitano, per creare, a partire dai nostri luoghi di studio, lavoro e vita, l’unica alternativa credibile e sostenibile all’austerity e al neoliberismo,ovvero dal basso verso reddito e diritti!
Per ribadire che i bisogni degli sfruttati e degli sfrattati non sono diversi da quelli dello studente a cui la laurea tanto sudata servirà solo ad essere meglio sfruttabile per il sistema produttivo.
Per riaffermare che la casa è un diritto e chi lo nega è al soldo di palazzinari e speculatori.

GIOVEDI’ 16 OTTOBRE – ore 18 Piazza della Loggia
BRESCIA SCIOPERA: CORTEO METROPOLITANO

CSA MAGAZZINO 47
ASSOCIAZIONE DIRITTI PER TUTTI

Settimana di mobilitazione europea per il diritto all’abitare: “Stop evictions – Take the city”


ALLA GLS DI BRESCIA LA LOTTA OTTIENE IL REINTEGRO DEGLI AUTISTI LICENZIATI!

SAMSUNGNel corso della settimana che giunge al termine, la cooperativa che, all’interno della filiale bresciana di “GLS corriere espresso”, gestisce la forza lavoro di padroncini e conseguentemente corrieri, ha licenziato (“oralmente”, senza nessuna lettera o documento impugnabile) 5 lavoratori. La sola colpa di questi è quella di essersi iscritti al sindacato di base S.I. Cobas, da anni impegnato nella reale e concreta difesa dei diritti dei lavoratori con una coraggiosa lotta in un settore spesso attraversato dagli interessi di mafie varie (dalla criminalità organizzata alle cooperative “rosse” anche a seconda delle coordinate geografiche).
La filiale di GLS a Brescia, situata nell’importante polo logistico della zona industriale della città, è uno di quei covi dell’iper sfruttamento nei quali non esiste il più minimo diritto dei lavoratori: orari e ritmi di lavoro insostenibili (il più delle ore non risultano in busta paga), niente TFR, niente ferie, niente indennità di malattia o infortunio, ecc.

Questa mattina, comunque, dopo essersi confrontati collettivamente nei giorni scorsi, autisti e facchini delle filiali GLS di Brescia, Manerbio e Rovato hanno incrociato le braccia, picchettando i cancelli della sede in via Di Vittorio fin dalle 6, paralizzando tutta la merce all’interno dei magazzini e pretendendo innanzitutto il reintegro dei cinque.
Dopo poche ore azienda e cooperativa (“Brescia service”), trovatesi di fronte al coraggio che, diffondendosi da TNT ed SDA fino a coinvolgere gli autisti GLS, sta trasformando il polo logistico in un “polo delle lotte”, hanno concesso un tavolo di trattativa nel quale si è stabilito il reintegro immediato, e senza contropartite, dei lavoratori licenziati ingiustamente.
Anche questa mattina come lavoratori, studenti, precari e disoccupati abbiamo voluto esserci. Abbiamo voluto lottare, bloccare e picchettare a fianco degli operai della logistica che sempre più, a Brescia come in tantissime città italiane, ci mostrano come l’unica strada realmente percorribile verso la conquista di diritti, bisogni e dignità sia la lotta, organizzata e praticata collettivamente ed in connessione con tutti quei percorsi che nei territori provano oggi a riappropriarsi, a strappare, picchetto per picchetto, occupazione per occupazione, pezzi di reddito e di spazio.
Siamo convinti che, soprattutto di fronte all’accellerazione dei processi di iper-sfruttamento ed alla portata dell’attacco neoliberista alle nostre condizioni di vita, ben rappresentata da un governo che senza problemi dichiara guerra ai poveri e a qualsiasi rivendicazione di diritti, la sfida sia riuscire a rispondere al sistema della crisi e della precarietà bloccando i cancelli della logistica come le strade e le città e provando ad inceppare il meccanismo di messa a valore delle nostre vite.

Anche per questo molti nostri compagni, dal picchetto alla GLS, si sono poi mossi alla volta del paese di Nuvolera, dove la giunta PD non voleva saperne di fornire una soluzione abitativa dignitosa ad una famiglia con due bambini piccoli. Qui, insieme a molti altri, hanno occupato il Municipio arrivando poi ad ottenere una soluzione dopo un’intera giornata di lotta.

Oggi dunque, insieme al S.I. Cobas ed ai lavoratori in lotta, accogliamo queste nuove vittorie e rivolgiamo lo sguardo alla giornata di sciopero sociale del 16 ottobre, al prossimo blocco, al prossimo picchetto.

CSA MAGAZZINO 47


PASSEGGIATA POPOLARE NO TAV – DOMENICA 5 OTTOBRE 2014 – SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA

10606551_286171194920032_574146281420129864_nI Comitati NO TAV Brescia-Verona organizzano per domenica 5 ottobre 2014 una passeggiata popolare a San Martino della Battaglia, una delle terre che verrà segnata dal passaggio dell’alta velocità della tratta Brescia-Verona.
La passeggiata sarà la prima di tante iniziative che vedranno i comitati NO TAV della zona attivi per contrastare il passaggio dell’alta velocità nelle nostre terre, per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita!

ORE 14:00
RITROVO in Piazza Concordia a San Martino della Battaglia

ORE 14:30
PARTENZA PASSEGGIATA

Percorso previsto: Piazza della Pace (o Concordia), via Unita’ d’Italia, via Colli Storici (SP 13),
via Bonata – localita’ Ortaglia (Torre), via Bonata -localita’ Parantonello, via Bonata – localita’ Armea,
via Morone, via dei Colli Storici, via Unita’ d’Italia, Piazza della Pace (o Concordia)

ORE 18:30
RISTORO E MUSICA in Piazza Concordia a San Martino della Battaglia

Per maggiori informazioni:
www.notavbs.org

https://www.facebook.com/pages/Coordinamento-NO-TAV-Basso-Garda-Colline-Moreniche/509993849016060?fref=ts

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NO ALL’ALTA VELOCITÀ BRESCIA-VERONA: INUTILE, COSTOSA, DANNOSA!

– 2 miliardi e 800 milioni di euro di spesa preventivati per la realizzazione della tratta ferroviaria Alta Velocità Brescia – Verona per un costo al Chilometro di 28,5 milioni di euro.
– Decine di case, cascine e aziende abbattute, decine di famiglie espropriate e sfrattate.
– Intere frazioni e quartieri isolati per anni da cantieri decennali (come a Campagna nel comune di Lonato), che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico (sito archeologico del Lavagnone, Lago del Frassino, ecc.).
– 2 milioni e 245 mila metri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa 300 ettari (sui 1300 complessivi, circa il 20%) di vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui.
– Un tunnel di 7 km sotto la cittadina di Lonato che creerà grossi scompensi idrici a questo territorio, interrompendo come una diga il flusso della falda acquifera dalle colline a nord del paese verso la pianura posta a sud (con il rischio che si prosciughino i pozzi per uso agricolo posti a sud della galleria e il conseguente innalzamento della falda a nord)
– Nuove cave per rifornire di ghiaia e sabbia l’opera e (quindi) nuove discariche in cui smaltire le rocce di smarino. Il TAV, uscendo da Brescia, attraverserà la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
– Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata (senza gara d’appalto) la realizzazione dell’opera, è coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose, ecc.).
– Intanto il trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone.

Tutto questo mentre nessuno riesce ancora a comprendere quali vantaggi porterà quest’infrastruttura, rimasta ferma ad un progetto di oltre 20 anni fa.
Questi potrebbero essere alcuni dei motivi per dire NO alla realizzazione di questa ennesima grande opera inutile. Ma il passaggio del TAV significherà anche la perdita definitiva e inaccettabile di una parte consistente del patrimonio storico-culturale e ambientale del territorio gardesano, già compromesso da anni di gestione dissennata, risorsa inestimabile per riprogettare il territorio in chiave sostenibile e da lasciare a disposizione a tutte le generazioni che verranno.
Per questo motivo vogliamo dar vita ad una passeggiata in uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. Per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Domenica 5 ottobre 2014 ore 14:00 – Piazza Concordia – Passeggiata popolare No Tav

NON DELEGARE, PARTECIPA!


4/07 e 6/07 RECLAIM THE STREET & RECLAIM PARK!

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quartiere CARMINE / INCROCIO VIA BATTAGLIE – VIA F.LLI BANDIERA (vicino all’ingresso di Giurisprudenza)
RECLAIM THE STREET – Riprendiamoci la città!

Dalle 21.00 fino a che ne avremo voglia…

dj set electro con:
RIP THE BEAT
e BAR AUTOGESTITO CON PREZZI ANTICRISI!

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PARCO CASTELLI – quartiere Mompiano, Brescia
RECLAIM PARK! – Riprendiamoci la città
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dalle ore 16 fino a che ci va…

CALCETTO POPOLARE A 4 AUTOGESTITO (porta la tua squadra o organizzala sul momento!) / MUSICA / PANNELLI PER WRITING / PUNTO BAR AUTOGESTITO CON PREZZI ANTICRISI / GRIGLIATA CONCLUSIVA

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RIPRENDIAMOCI LA CITTA’

Contro austerity, precarietà, coprifuochi e divieti…riappropriamoci di spazi, tempi, bisogni, sogni!In una società che pretende di relegarci a semplici consumatori, le politiche correnti (locali, nazionali e sovranazionali) puntano a precarizzare ed alienare tutti gli aspetti delle nostre esistenze, imponendoci di essere sempre più produttivi e facendo sì che il nostro ruolo sociale sia solo quello di consumare i beni e servizi necessari alla riproduzione del sistema economico. Tutto il resto, invece,
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DI NUOVO CON FACCHINI ED AUTISTI: SDA BASTA RUBARE, ORA FUORI RETRIBUZIONI E DIRITTI!

10411314_808292252522734_2775760013844891285_nQuesta notte, fin dalle 2.00, nell’importante polo logistico bresciano nella zona industriale, è tornata la lotta dei lavoratori della logistica. Dopo lo sciopero di giovedì della settimana scorsa alla TNT, ad incrociare le braccia sono stati oggi facchini ed autisti dell’SDA, azienda interessata, a livello nazionale, da una vertenza sindacale che attraversa tutte le filiali italiane, resa possibile dallo stato di agitazione permanente proclamato ormai da diversi giorni dal S.I. Cobas.

Nei giorni scorsi, insieme ai lavoratori della TNT, abbiamo partecipato ad assemblee, volantinaggi ed incontri con autisti e facchini dell’SDA che oggi hanno deciso di rompere il clima di rassegnazione allo sfruttamento che permette al colosso dei trasporti, legato alle Poste Italiane, di costringere i lavoratori a rinunciare alla propria dignità in cambio di ritmi di lavoro insostenibili e contratti precari e/o del tutto irregolari.

Tra le rivendicazioni presentate in tutto il paese nella piattaforma di sciopero ci sono, infatti, la garanzia della retribuzione minima mensile, la stabilizzazione reale del personale attraverso la trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro, l’introduzione del ticket giornaliero e del riconoscimento pieno dei diritti di infortunio e malattia.

Insomma, non certo quelli che potrebbero essere considerati privilegi!

I cancelli dell’SDA di Brescia sono stati bloccati dalle 2 di notte alle 8.30 del mattino da un presidio composito: facchini e autisti di SDA e TNT, studentesse e studenti, precarie e precari e semplici solidali.

Una forza che è stata, di nuovo, sotto gli occhi di tutti, direttore e responsabile dell’appalto compresi. Già nelle prime ore del mattino, infatti, l’azienda, messa all’angolo dal blocco di diversi camion carichi di merce all’esterno della ditta, ha dato la propria disponibilità ad aprire un tavolo di discussione e valutare la situazione confrontandosi con i delegati del sindacato dei lavoratori autorganizzati, riconoscendo oltretutto l’irregolarità di molte situazioni contrattuali.

Noi siamo stati anche questa volta, come centro sociale Magazzino 47 e Kollettivo Studenti in Lotta, al fianco di lavoratori e lavoratrici fin dall’inizio di questa ennesima giornata di lotta contro lo sfruttamento, per il reddito e la dignità di tutte e tutti. Lo abbiamo fatto come sfruttate e sfruttati, precarie e precari, costretti ogni giorno a fare i conti con l’impoverimento imposto delle nostre vite e la precarizzazione progressiva, sempre più totale, delle nostre vite. Lo abbiamo fatto come solidali perchè crediamo che solo riuscire a connettere soggettività in lotta ci possa permettere di costruire insieme, dal basso, territori resistenti nei quali accumulare la forza necessaria ad organizzare la spallata ad un sistema economico-sociale che è sempre più sfruttamento, precarietà, attacco ai diritti ed alle condizioni di vita.

Lo abbiamo fatto, ai cancelli dell’SDA di Brescia, come lo stanno facendo i nostri compagni in molte altre filiali di SDA e di tanti altri covi dell’iper-sfruttamento e della mafia delle cooperative.

ARRENDETEVI!

BASTA SFRUTTAMENTO, DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI!


20/06 – 28/06 “47 RELOADED – Aspettando il gatto nero”

47reloaded2Anche questi’anno torna “47 RELOADED – Aspettando il gatto nero”,
la 9 giorni di festa, socialità, musica, cultura fuori dalle logiche commerciali, dal 20/06 al 28/06

Apertura ore 19.00, inizio concerti ore 21.30

Ogni sera pane e salamina e un punto cucina vegan del g.d.c. Pubblico Ortaggio!
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IL PROGRAMMA:

20 GIUGNO
dalle 21.30: COLLE DER FOMENTO + scena rap bresciana
a seguire DRUM AND BASS RE_UNION meets IN BASS WE TRUST
evento Facebook -> https://www.facebook.com/events/710055392389013/

21 GIUGNO (solo in questa serata il centro sociale sarà aperto solo durante l’iniziativa, e non dalle 19)
alle ore 23.00: Letture bendate di “Racconti di paura”.
All’interno dell’iniziativa “Letti di notte” (lettori e librai scatenati)

22 GIUGNO
dalle 17: GIORNATA DELL’AUTOPRODUZIONE – esposizioni di produttori indipendenti
alle 19: Presentazione del libro: “IL POTERE SOVVERSIVO DELLA CARTA” con Alessandro Baronciani
dalle ore 21.30: GAB DE LA VEGA + ABUSIVE PUNK ROCK

23 GIUGNO
ore 21.30: OPAC + MAD PENGUINS

24 GIUGNO
ore 21.30: TBA + GIOVANI AL DOPPIO GIN + IL CAPPELLO DI PETALI

25 GIUGNO
ore 21.30: NOALTER + GARRAPATEROS (i tre amigos)

26 GIUGNO
ore 21.30: CRONOFOBIA + UGOSTIGLIZ

27 GIUGNO:
ore 21.30: RICCOBELLIS + MUGSHOTS
ore 23.30: ELECTROBEAT NIGHT
Rip the beat // Freakyboy (Uncontrolled beat) // Skruff (Blame Society rec.) // Dies Irae (Blame Society rec.)

28 GIUGNO:
ore 20.00: presentazione del libro “RESISTO!” a cura dell’associazione antifascista DAX16MARZO2003.
Iniziativa a sostegno della campagna 130MILA

ore 21.30: THE SMASHROOMS + SEVERANCE
ore 23.30: SUPER TRASH ROYAL RUMBLE
TrashMilano // Irons&Vercetti // Beppe Orizzonti // Mr. Cianotik Vocalist

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Apertura ore 19.00, inizio concerti ore 21.30

Ogni sera pane e salamina e un punto cucina vegan del g.d.c. Pubblico Ortaggio!

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A FIANCO DI FACCHINI E AUTISTI TNT IN LOTTA: SOLO LA LOTTA PAGA!

10404432_803742566311036_4206684260531048257_nIl vento di lotta e agitazione che in tutto il paese sta attraversando il settore della logistica ha oggi mostrato la sua forza anche a Brescia. Stamattina, infatti, fin dal primo turno lavorativo, ovvero dal primissimo mattino, i lavoratori della TNT hanno incrociato le braccia e indetto un presidio permanente fuori dai cancelli, impedendo l’uscita delle merci e le operazioni di carico/scarico, e paralizzando di fatto la produzione. Blocchi che hanno impedito il trasferimento del materiale e la paralisi dell’azienda, anche in virtù del fatto che l’adesione allo sciopero (indetto dal sindacato S.I.Cobas) ha raggiunto oltre il 90%. Facchini e autisti hanno reagito in maniera determinata all’ingiusta e arrogante sospensione di un collega, provocato da un pretesto, che è però solo l’ennesimo atto di un insieme di atteggiamenti e provocazioni tipiche della prevaricazione padronale, ed in particolar modo di quelle cooperative molto poco trasparenti su cui le imprese committenti fanno sempre più uso per gestire il settore logistico abbassando i costi il più possibile, facendone però ricadere gli effetti immediati sulle condizioni di vita dei lavoratori.

Le rivendicazioni indicate come minime e necessarie per interrompere il momento di fermento sindacale infatti comprendono
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28 MAGGIO 1974 – 28 MAGGIO 2014: ORA E SEMPRE RESISTENZA!

28 MAGGIO 1974 – 28 MAGGIO 2014
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Al1001972_793713840647242_6507368898961952584_nle 10.12 del 28 Maggio del 1974 in piazza della Loggia, a Brescia, esplode una bomba uccidendo in totale 8 persone e ferendone più di 100.
Si tratta di militanti politici appartenenti a diverse strutture organizzate dell’epoca (dai sindacati confederali ai gruppi extraparlamentari) scesi in piazza, quella mattina, con diversi cortei, tutti confluiti nella piazza principale della città per il comizio organizzato dai sindacati confederali e dal Comitato Antifascista.
La manifestazione era stata indetta per rispondere in maniera decisa al clima di paura provocato da diversi attentati e violenze fasciste avvenute in città e davanti alle scuole; l’episodio più noto in assoluto avviene pochissimi giorni prima della Strage, nella notte tra il 18 ed il 19 Maggio, e riguarda il neofascista Silvio Ferrari di Ordine Nuovo, il quale salta in aria in piazza Mercato, in pieno centro, insieme alla sua Vespa, mentre trasporta un ordigno.
In piazza della Loggia, quando esplode la bomba, è immediatamente chiaro a tutti che l’esecutore non possa che essere la manovalanza fascista. A molti è chiaro anche il mandante. E per coloro ai quali il mandante non fosse chiaro arriva un suggerimento da parte del vice-questore di Brescia: dopo il boato, il panico, il fuggi-fuggi disordinato, l’evacuazione dell’intera piazza questi compie un gesto eloquente ordinando ai pompieri di pulire detriti e sangue dal selciato distruggendo così la possibilità di raccogliere reperti importanti per le indagini e per i riscontri probatori.

Il mandante è lo stesso della Strage di piazza Fontana a Milano (12 Dicembre 1969). Il mandante è lo Stato italiano governato dalla Democrazia Cristiana. Quella di piazza della Loggia è una strage fascista e di Stato.
A dimostrazione di ciò, non solo la distruzione immediata di parte delle prove col lavaggio della piazza da parte di una “istituzione democratica”, ma decenni di depistaggi, false testimonianze, fughe di indagati e smarrimenti di prove; oltre alla responsabilità dell’allora capitano dei carabinieri Delfino (che condusse poi una brillante carriera diventando generale) e di alcuni neofascisti risultati a libro paga dei servizi segreti italiani e statunitensi. Quarant’anni di processi che ancora, nonostante la Cassazione abbia recentemente disposto di “ripartire dal via”, non sono giunti ad individuare nettamente dei responsabili.
In un periodo storico caratterizzato da una forte messa in discussione del sistema politico ed economico dominante da parte dei movimenti antagonisti di studenti e operai, la Strage di Brescia, insieme a quelle di Milano, di Bologna (1980), del treno Italicus (1974) e molto altro, fu parte della risposta dello Stato, realizzata dai suoi Servizi Segreti e dai suoi servi neofascisti: la cosiddetta “Strategia della tensione”. Bombe, attentati, aggressioni avevano un fine: seminare terrore e panico per stabilizzare e legittimare un potere e un ordine forte ed autoritario.

Non a caso, oggi più che mai, il discorso costruito nel tempo dalle Istituzioni promotrici del calendario delle commemorazioni ufficiali tende ad eliminare il carattere conflittuale di questi avvenimenti storici.
Gli interventi che negli anni si sono susseguiti  dai palchi dei vari incontri sul tema e della commemorazione in piazza ci hanno rappresentato un’ipocrita memoria condivisa, fatta di riconciliazione e di pacificazione, sostenendo che “i morti sono tutti uguali” e che di fronte a queste tragedie non possono esistere divisioni. Questa lettura è, invero, in continuità con la stessa strategia della tensione. Questa narrazione genera mistificazione e confusione sul piano storico-culturale, gettando nell’unico calderone del terrorismo e delle sue vittime fenomeni sociali radicalmente differenti come il terrorismo fascista, lo stragismo di stato e la lotta armata di sinistra. Una costruzione che ha trasformato le commemorazioni in liturgie, in una ritualità passiva utile a riprodurre immaginari e comportamenti compatibili. Compatibili con l’esistente governato da chi come Renzi, tra Jobsact e non-Piano casa, mentre smantella servizi e diritti sociali finge di restituire dignità alla memoria storica rendendo pubblici documenti di archivio che, in realtà, erano già accessibili alla magistratura.

Ma, come ogni anno, anche nel quarantesimo anniversario della Strage, ci sarà la Piazza di chi crede nel valore attivo e sovversivo della memoria; di chi oggi crea territori resistenti, di chi lotta per una sola grande opera: casa – reddito – salute – dignità per tutte e tutti.

QUARANT’ANNI DOPO: NELLA MEMORIA L’ESEMPIO, NELLA LOTTA LA PRATICA.


NESSUNA MEMORIA CONDIVISA E NESSUNA RICORRENZA.

MERCOLEDI’ 28 MAGGIO 2014
 h 9.00 PIAZZA GARIBALDI – CORTEO ANTIFASCISTA, ANTAGONISTA E DI MOVIMENTO


A Giulietta, Livia, Euplo, Luigi, Bartolomeo, Alberto, Clementina, Vittorio


CSA MAGAZZINO 47

KOLLETTIVO STUDENTI IN LOTTA