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Radio Onda D'Urto Kollettivo Studenti in Lotta CUA CTV

L’ANTIFASCISMO NON SI ARRESTA: LIBERI TUTTI!

cremona 24 gennaioSette compagni del CSA Dordoni di Cremona sono stati arrestati questa mattina all’alba con l’accusa di rissa aggravata con riferimento ai fatti dello scorso 18 gennaio, quando, in realtà, fu una squadraccia di cinquanta neofascisti di Casa Pound ad aggredire vigliaccamente compagne e compagni che si trovavano al centro sociale. Due di loro si trovano ora in carcere, per altri cinque (tra i quali Emilio, compagno che fu mandato in coma a sprangate durante l’aggressione squadrista) sono stati disposti gli arresti domiciliari.

E’ dunque definitivamente consumata dalla Questura di Cremona l’infame e gravissima equiparazione tra chi, come i militanti neonazi di Casa Pound, aggredisce, fomenta la guerra tra poveri favorendo gli interessi di chi è sfruttatore, esalta ancora la superiorità della razza contro le disgrazie degli immigrati che vorrebbe perseguitati come unici colpevoli della crisi economica, politica e sociale, e chi, come le compagne e i compagni del Dordoni, resiste quotidianamente, intraprende percorsi di lotta per la giustizia sociale, cerca connessioni tra i poveri di qualsiasi provenienza, per costruire dal basso una via d’uscita collettiva che si chiama “casa, reddito, dignità per tutte e tutti”, contro ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo.

Questa è una mistificazione che non siamo disposti ad accettare, così come non siamo disposti ad accettare la presenza di qualsiasi forma di razzismo e fascismo nelle nostre città. Come tutte e tutti insieme abbiamo dimostrato il 24 gennaio a Cremona, siamo pront* a rispondere colpo su colpo alle aggressioni dei fascisti; allo stesso modo siamo pront* a rispondere, con coraggio e determinazione, alle offensive repressive della Polizia, senza mai un passo indietro. Noi da che parte stare lo sappiamo.

Solidarietà alle compagne e ai compagni del Centro Sociale Dordoni di Cremona!

Brescia, 10 aprile 2015

CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per Tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


28/03 #BRESCIALIBERA: MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E ANTIRAZZISTI #PERMESSOSUBITO #BASTAPRECARIETÀ

SABATO 28 MARZO 2015
ORE 15 – PIAZZA DELLA LOGGIA – Brescia
#BRESCIALIBERA: MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E ANTIRAZZISTI #PERMESSOSUBITO #BASTAPRECARIETÀ

BASTA PRECARIETÀ, PERMESSI DI SOGGIORNO SUBITO!

#brescialibera

I dati sono ora definitivi: la Prefettura di Brescia ha respinto quasi l’80% delle oltre 5.000 domande di permesso di soggiorno presentate con la sanatoria del 2012. Al contrario nel resto d’Italia il 70-80% dei richiedenti ha ottenuto il permesso. Persino il Ministero dell’Interno ha ammesso che a Brescia la Prefettura ha lavorato male e contro gli immigrati.
Intanto da mesi la Questura applica la legge Bossi-Fini togliendo il permesso a migliaia di immigrati che hanno perso il lavoro e sono diventati più poveri. Come se la crisi fosse colpa loro.
Così, senza il permesso, molte migliaia di immigrati, che spesso vivono a Brescia da tanti anni con le loro famiglie, sono costretti a lavorare senza contratto, rischiano in qualsiasi momento l’espulsione, non possono avere una casa in affitto, la residenza, l’iscrizione al servizio sanitario.

Per tutte e tutti gli immigrati e gli antirazzisti è il momento di unirsi e di lottare. Aspettare ancora vuole dire perdere la possibilità di cambiare questa grave situazione. Gli avvocati e i costosissimi ricorsi in tribunale non bastano.
Le dimissioni della Prefetta Narcisa Brassesco Pace sono senza dubbio un primo risultato, ma da sole non possono risolvere il problema. Dobbiamo continuare a lottare con coraggio: è così che possiamo ottenere i diritti umani e sociali negati.
Le violenze e la repressione messe in campo in questi giorni dalla Questura di Brescia sono fatti inammissibili e sono un motivo importantissimo in più per lottare ancora, sempre più numerosi, non più soltanto per i permessi di soggiorno ma anche per difendere la libertà di manifestare, di protestare, di attivarsi e partecipare, per riaffermare pratiche e spazi di libertà tanto più irrinunciabili nel tempo della crisi e dell’attacco ai diritti fondamentali di milioni di persone, italiane e immigrate.

La causa vera dell’insicurezza sociale che colpisce milioni di italiani e immigrati è la precarietà del reddito e del lavoro, sono gli sfratti (2mila all’anno a Brescia), è la mancanza di tutele sociali. Ad alimentare l’insicurezza sono le leggi contro i diritti e i salari dei lavoratori, sono i tagli ai servizi sociali, sono leggi razziste come la Bossi-Fini. Ad imporre l’insicurezza sono le oligarchie al potere che con le politiche di austerità mettono al sicuro solo i loro privilegi, impadronendosi dell’enorme ricchezza che tutti, italiani e immigrati, produciamo. Banche, società finanziarie, grandi industriali, casta politica al loro servizio: sono loro il vero problema sociale, non gli immigrati!

Le donne e gli uomini immigrati non sono schiavi da sfruttare nella clandestinità e nel lavoro nero.
Basta razzismo e legge Bossi-Fini. Basta precarietà e austerità! Permesso subito per tutti e tutte!

SENZA DIRITTI NON C’È SICUREZZA PER NESSUNO!
SABATO 28 MARZO – ORE 16 – PIAZZA LOGGIA, BRESCIA
MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E ANTIRAZZISTI

#PERMESSOSUBITO #BASTAPRECARIETÀ #BRESCIALIBERA

Associazione Diritti per Tutti, Coordinamento immigrati CGIL, Associazione dei senegalesi di Brescia e provincia, Associazione culturale islamica Muhammadiah


23/03 LUPI SI E’ DIMESSO??…ORA VIA PIANO CASA E TAV!

LUNEDI’ 23 MARZO 2015
h.17.30 PIAZZA DELLA LOGGIA – BRESCIA
LUPI SI E’ DIMESSO?…ORA VIA PIANO CASA E TAV!


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Era stata annunciata, per la data di lunedì 23 marzo, la visita nella nostra città dell’ormai dimesso ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi. (Sarebbe dovuto intervenire prima a Palazzo Loggia, dove avrebbe incontrato la Giunta comunale per parlare di emergenza casa, poi al Pirellino, dove doveva incontrare i sindaci dei comuni interessati dal passaggio dell’Alta Velocità nella nostra provincia).

Proprio quel ministro Lupi che in queste ore si è trovato in primo piano in tutti i giornali e i principali portali web di informazione per il proprio coinvolgimento di lusso (e quello del figlio, che compare nell’albo degli indagati) nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Firenze che sta, nuovamente, mettendo in luce la gestione mafiosa, corredata di ogni sorta di clientelismo, che si nasconde dietro la realizzazione delle cosiddette grandi opere (TAV in testa), spacciate per indispensabili dagli esponenti del partito trasversale degli affari (Maurizio Lupi, ultima icona del “magna-magna”, in testa). Evidentemente non scopriamo nulla di nuovo, ma allo stesso tempo è sempre più evidente il ruolo, del Governo e dell’intera classe politica, di sponda istituzionale per le speculazioni e i profitti di coloro che detengono la maggior parte della ricchezza, lontana anni luce dai bisogni di quella che è invece la maggioranza della popolazione.

Proprio quel ministro Lupi che da il nome all’infame “Piano casa” del governo Renzi. Un decreto legge che, a fronte di una più che conclamata emergenza abitativa, guarda ancora una volta agli interessi della rendita, della speculazione, della grande proprietà immobiliare. In particolare gli articoli 3 e 5, in esso contenuti, restituiscono nitidamente il contenuto delle politiche abitative di chi governa: il primo decreta la svendita, tramite soprattutto gli enti locali (comuni e regioni in primis), del patrimonio immobiliare pubblico; il secondo afferma che chi, invece che rassegnarsi all’abbandono, decide, insieme agli altri, di conquistare il diritto alla casa, occupando per necessità stabili altrimenti lasciati vuoti, non ha diritto alla residenza (e ai servizi sociali essenziali per cui questa è necessaria) né ad acqua, luce e gas.

Maurizio Lupi che rappresenta anche il governo del compiuto smantellamento, anche formale, di qualsiasi forma di diritto a tutela dei lavoratori nei posti di lavoro con il cosiddetto Jobs Act che è già giunto all’approvazione dei decreti attuativi. Il Governo dell’istituzione e della generalizzazione della precarietà lavorativa ed esistenziale. Il Governo della “Buona scuola”, del passaggio dalla già esistente scuola-azienda all’azienda-scuola, e dunque della definitiva mercificazione dei saperi, in funzione dell’inesorabile processo di continua produzione di soggetti forgiati sui mantra della competitività, del sacrificio, della flessibilità, e privati di qualsiasi capacità critica. Il Governo del lavoro gratuito per Expo 2015.

Maurizio Lupi che per questo governo dovrà anche rispondere alle domande dei migranti in lotta nel nostro territorio per il permesso di soggiorno, contro l’ennesima Sanatoria-truffa, quella del 2012. Dovrà spiegare perchè solo a Brescia, una provincia che da anni regge quel che rimane della propria caratterizzazione industriale sullo sfruttamento della manodopera migrante, la rigidità di Prefettura e Questura produce l’80% dei rigetti delle richieste di regolarizzazione.

Lunedì 23 marzo, che Lupi abbia la faccia tosta di presentarsi in città o meno, noi saremo in piazza per mostrare un territorio differente dalla realtà costruita dalla propaganda del ministro e dei suoi colleghi (dalla classe politica fino alle governance finanziarie europee e transnazionali). Un territorio resistente che stiamo provando a costruire, giorno dopo giorno, insieme a tutte e tutti coloro che hanno deciso di colmare collettivamente, con processi di lotta e riappropriazione dei propri bisogni e desideri, il vuoto lasciato nelle periferie delle città-vetrina iper-produttive dalla guerra contro i poveri. Saremo disoccupati, studenti, precari, lavoratori, attivisti dei comitato No Tav e ambientalisti nati numerosi negli ultimi anni nel nostro territorio, saremo nativi e migranti. Verremo dalle periferie, dai quartieri, dalla provincia, dalle scuole…

BRESCIA – PIAZZA DELLA LOGGIA – ore 17.30
LUNEDI’ 23 MARZO 2015

ABOLIRE IL PIANO-CASA E I PROGETTI DELLA MAFIA-TAV.
UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA – REDDITO – PERMESSI – DIGNITA’ PER TUTT*.

CSA Magazzino 47 – Associazione Diritti per Tutti – Kollettivo Studenti in Lotta – Collettivo Gardesano Autonomo – Collettivo Studentesco Camuno – Neziole 4 Ovunque

 


BRESCIA, 21 MARZO – MANIFESTAZIONE MIGRANTI E ANTIRAZZISTI: BASTA PRECARIETA’, PERMESSO SUBITO!


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SABATO 21 MARZO 2015
ore 16.00 PIAZZA DELLA LOGGIA – BRESCIA
MANIFESTAZIONE-PRESIDIO DI MIGRANTI E ANTIRAZZISTI: BASTA PRECARIETA’, PERMESSO SUBITO!

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I dati sono ora definitivi: la Prefettura di Brescia ha respinto quasi l’80% delle oltre 5.000 domande di permesso di soggiorno presentate con la sanatoria del 2012. Al contrario nel resto d’Italia il 70-80% dei richiedenti ha ottenuto il permesso. Persino il Ministero dell’Interno ha ammesso che a Brescia la Prefettura ha lavorato male e contro gli immigrati.
Intanto da mesi la Questura applica la legge Bossi-Fini togliendo il permesso a migliaia di immigrati che hanno perso il lavoro e sono diventati più poveri. Come se la crisi fosse colpa loro.
Così, senza il permesso, molte migliaia di immigrati, che spesso vivono a Brescia da tanti anni con le loro famiglie, sono costretti a lavorare senza contratto, rischiano in qualsiasi momento l’espulsione, non possono avere una casa in affitto, la residenza, l’iscrizione al servizio sanitario.

Per tutte e tutti gli immigrati e gli antirazzisti è il momento di unirsi e di lottare. Aspettare ancora vuole dire perdere la possibilità di cambiare questa situazione gravissima. Gli avvocati e i costosissimi ricorsi in tribunale non bastano. Non basta un grande corteo di poche ore. Bisogna lottare con coraggio e continuità: così è possibile ottenere i diritti umani e sociali negati.

La causa vera dell’insicurezza sociale che colpisce milioni di italiani e immigrati è la precarietà del reddito e del lavoro, sono gli sfratti (2mila all’anno a Brescia), è la mancanza di tutele sociali. Ad alimentare l’insicurezza sono le leggi contro i diritti e i salari dei lavoratori, sono i tagli ai servizi sociali, sono leggi razziste come la Bossi-Fini. Ad imporre l’insicurezza sono le oligarchie al potere che con le politiche di austerità mettono al sicuro solo i loro privilegi, impadronendosi dell’enorme ricchezza che tutti, italiani e immigrati, produciamo. Banche, società finanziarie, grandi industriali, casta politica al loro servizio: sono loro
il vero problema sociale, non gli immigrati!

Le donne e gli uomini immigrati non sono schiavi da sfruttare nella clandestinità e nel lavoro nero.
Basta razzismo e legge Bossi-Fini. Basta precarietà e austerità! Permesso subito per tutti e tutte!

SENZA DIRITTI NON C’E SICUREZZA PER NESSUNO!
SABATO 21 MARZO – ORE 16 – PIAZZA LOGGIA, BRESCIA
MANIFESTAZIONE – PRESIDIO

Associazione Diritti per Tutti, Coordinamento immigrati CGIL, Associazione dei senegalesi di Brescia e provincia, Associazione culturale islamica Muhammadiah


“ALL’ARMI, SIAM QUESTURINI!”. Sulle violente e ingiustificate cariche contro il corteo studentesco del 27 febbraio – Brescia.

studenti“ALL’ARMI, SIAM QUESTURINI!”
Sulle violente e ingiustificate cariche contro il corteo studentesco del 27 febbraio 2015, a Brescia.

Questa mattina, venerdì 27 febbraio 2015, come in molte città italiane anche a Brescia le studentesse e gli studenti delle scuole superiori sono scesi nelle strade per esprimere, ancora una volta, la propria contrarietà all’ennesima riforma della scuola calata dall’alto sulle proprie teste (in questo caso una vera e propria consacrazione della scuola-azienda e dei saperi-merce, la cosiddetta “Buona scuola” del premier Renzie del ministro Giannini). La manifestazione studentesca, come spesso accade, ha deciso, dopo aver attraversato le vie della città con i propri slogan ed esprimendo i propri contenuti, di terminare la propria giornata di lotta sotto la Prefettura, sede fisica della rappresentanza del Governo nel territorio. Qui lo scenario che da troppo tempo si presenta ad ogni corteo o iniziativa di piazza di chi in città costruisce giorno per giorno percorsi di lotta dal basso e autorganizzata, autogestione, solidarietà, mutuo soccorso, contro le politiche di austerity e precarietà e di smantellamento dei diritti sociali: un Palazzo Broletto blindato da file di transenne, blindati e reparti di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa. Ed è di fronte al materializzarsi, per l’ennesima volta in piazza Paolo VI, di una concezione odiosa del rapporto tra politica istituzionale e popolo, che la piazza ha deciso di contestare l’ennesima porta chiusa in faccia al dissenso da parte di un Governo ostinatamente e ideologicamente sordo ad ogni rivendicazione di reddito, casa, saperi liberi e per tutte e tutti. Lo ha fatto in maniera del tutto simbolica scuotendo la prima fila di transenne e lanciando un paio di uova. Proprio sul finire di questa contestazione il surreale ha conquistato la scena: i celerini sono usciti dal cortile della Prefettura, superando le transenne e, insieme ad altri reparti che già si trovavano all’esterno si sono letteralmente scagliati (caschi, scudi e manganelli), su studentesse e studenti in grandissima parte minorenni, affrontandoli come se si trovassero di fronte ad una minaccia per la propria incolumità. Hanno picchiato ragazzi giovanissimi, alcuni dei quali hanno riportato diverse lesioni, colpendo al volto e sulla testa con i manganelli. A ordinare questa follia a freddo (sarà che siamo convinti della legittimità del manifestare il proprio dissenso nelle piazze, ma noi ancora non abbiamo capito perchè siano partite queste cariche) è stato ancora una volta il Primo Dirigente della Polizia di Stato Domenico Farinacci, lo stesso che il 14 novembre 2012 ordinò due violentissime cariche sul corteo dello sciopero europeo contro austerity e precarietà, nelle quali rimasero feriti studenti, attivisti antisfratto, occupanti di case e per le quali 16 compagn* delle realtà antagoniste bresciane stanno subendo un processo corredato da accuse pesantissime. Lo stesso Farinacci che il 28 maggio dello stesso anno fece caricare il corteo antagonista e antifascista in un tratto di percorso concordato e normalmente “autorizzato”. E ancora lo stesso che il 3 novembre 2014 pensò bene di sfoggiare un coltello a serra manico (di certo estraneo alla dotazione di ordinanza) di fronte alla contestazione al presidente del consiglio Matteo Renzi, “per tagliare le fascette che univano alcune transenne”.

Scriviamo questo comunicato per esprimere la nostra solidarietà al Kollettivo Studenti in Lotta e a tutti gli studenti e le studentesse di Brescia che sono stati attaccati e picchiati vigliaccamente e senza alcun motivo. E’ inaccettabile che costui, così come molti altri dirigenti delle questure di tutto un Paese il cui Governo non-eletto ha eletto la manganellata ad unica risposta politica e sociale al dissenso, possa indossare l’elmetto e permettersi di picchiare e far picchiare studenti minorenni, con ogni probabilità nel bel mezzo dei propri deliri da “libro e moschetto” (probabilmente in ossequio all’inquietante omonimia con il gerarca fascista Roberto Farinacci, squadrista cremonese e gerarca del Partito Nazionale Fascista).

Centro Sociale Autogestito Magazzino 47


LA NOSTRA RICETTA ANTI-AGGRESSIONE SUI MEZZI PUBBLICI: RIDURRE I PREZZI DI BIGLIETTI E ABBONAMENTI!

Apprendiamo della decisione di Brescia Metro di dotare agenti di linea e accertatori di bombolette di spray urticante (la cui dotazione è molto discussa addirittura per quanto riguarda le forze dell’ordine) in funzione anti-aggressione.
In primo luogo non possiamo che domandarci che percezione abbiano questi signori della città di Brescia, di certo non una delle città più pericolose del Paese e altrettanto certamente nemmeno lontanamente la giungla che si vorrebbe dipingere al fine di giustificare e alimentare deliri securitari, meccanismi di disciplinamento sociale e, perchè no, retoriche razziste.

In secondo luogo ci sentiamo di proporre una nostra ricetta per provare a risolvere diversamente il problema delle liti tra controllori e passeggeri sui mezzi di trasporto pubblico: e se, in una fase ormai piuttosto duratura e conclamata di crisi economica e forte impoverimento ed emergenzialità sociale, si provasse ad abbassare il prezzo di biglietti e abbonamenti? Se si pensasse ad un trasporto pubblico votato all’accessibilità invece che al profitto?
Non ci venga risposto che mancano i soldi. Quando si tratta di devastare l’ambiente con enormi e vergognose speculazioni i fondi ci sono sempre. Piuttosto si preferisce utilizzare il denaro pubblico per ingrassare la rendita e non per soddisfare i bisogni di chi vive la città, ormai governata esclusivamente da logiche di profitto e sfruttamento.
A queste si sono aggiunte nel tempo numerose campagne di allarmismo securitario, proprio come quest’ultima di Brescia Metro, che ora vuole trasformare i propri dipendenti in sceriffi armati, a caccia del colpevole straccione che si è permesso di non pagare il biglietto (magari perchè ha preferito prendersi qualcosa da mettere sotto i denti).
Se da un lato, come dicevamo sopra, ci sembra che questa paura degli aggressori derivi da una visione distorta della nostra città e della sua vivibilità in termini di sicurezza, dall’altro siamo molto preoccupati: chi controlla il controllore?

Lo abbiamo sempre pensato e lo ribadiamo: Brescia Si/cura con i diritti sociali, la solidarietà, il reddito, una casa per tutte e tutti e mezzi di trasporto pubblico accessibili (non militarizzati).

 

Centro Sociale Autogestito Magazzino 47

 


SABATO 21 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE POPOLARE NO TAV – TUTT* A TORINO

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Ogni euro speso per il Tav è un euro rubato a qualcosa di utile per tutti e tutte, per questo recentemente 48 notav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 131.140 euro.

Da oltre venticinque anni ci battiamo contro un’opera inutile e dannosa, non solo per il territorio e per la vita della Valsusa, ma per i bisogni e il futuro di tutti i cittadini.

Parliamo di un progetto di cui nessuno, presidenti del consiglio, ministri della repubblica, commissari di governo, tecnici e docenti, è mai riuscito a dimostrare realmente la effettiva necessità per il nostro Paese.

Al contrario, il movimento No Tav ha dimostrato in ogni sede, non solo come si possa fare a meno di una nuova linea veloce tra Torino e Lione, ma come questo progetto sia un attentato alle finanze pubbliche e che ogni risorsa dedicata al Tav sia sottratta alle vere esigenze della società.

Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione, anzi ha sempre avuto un assenso continuo da parte dei vari inquilini dei palazzi del potere, a prescindere, con la motivazione recitata a memoria: “ormai è stato deciso” o addirittura “lo vuole l’Europa”.

Nessuna di queste due affermazioni è vera, l’opera è giorno dopo giorno sempre più messa in discussione proprio in Europa, l’organismo che dovrebbe cofinanziare il Tav.

Il movimento No Tav ha sempre fatto la sua parte in questa vicenda, osteggiando con ogni mezzo possibile la realizzazione dell’opera, e per questo da oltre due anni frequenta quotidianamente le aule di tribunale se non le patrie galere.

Non potendoci sconfiggere con altri mezzi, da oltre due anni è la magistratura a portare avanti con più determinazione gli interessi del “sistema Tav”, ingaggiando una campagna senza precedenti contro i No Tav, che ha visto solo negli ultimi due anni oltre mille indagati, decine di arresti, capi d’imputazione fantasiosi, risarcimenti esorbitanti, accuse di terrorismo, e solo poche settimane fa a 46 No Tav sono toccati 140 anni di prigione, ben 130 anni in più degli autori della strage del Vajont. 3 ragazzi sono ancora in carcere, 4 ai domiciliari e in decine non possono frequentare la Valle di Susa a causa dei fogli di via.

Una costruzione capillare del nemico pubblico No Tav utile a difendere un progetto che vale al centimetro quanto un buon stipendio mensile: milleseicento euro.

Questo quando ogni volta che piove ci tocca contare le vittime dell’incuria del territorio, quando cade il tetto di una scuola, quando una famiglia dorme in macchina, quando si taglia sul trasporto pubblico ma aumenta il biglietto per bus e tram, quando senza soldi non ci si può curare.

E nonostante questo le priorità del governo rimangono sempre altre: come l’Expo di Milano, un vero e proprio affare per mafie e lobby, che ha trasformato Milano in un cantiere a cielo aperto, mentre viene spacciato come un’ occasione di rilancio per il nostro Paese.

Se siamo colpevoli di batterci contro quest’immondo (quanto consapevole) spreco di denaro pubblico a favore di interessi di pochi non abbiamo problemi a dirlo: siamo tutti colpevoli, dal più anziano al più giovane, ed è per questo che invitiamo tutti alla manifestazione che si terrà sabato 21 febbraio a Torino.

Vogliamo essere in tanti quel giorno perché la libertà è una cosa seria e come tale va trattata. Perché tutti insieme siamo imbattibili, perché fermarci è veramente impossibile.

Il Movimento No Tav

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Il Coordinamento No Tav Brescia – Verona organizza due pullman in partenza rispettivamente da

Desenzano del Garda, via Michelangelo 96 (di fronte alle piscine comunali) 

e

Brescia, via Industriale (di fronte al csa Magazzino 47)

Per prenotare un posto chiamare il numero 030/45670, specificando il luogo di partenza (Desenzano o Brescia)

costo 12 euro


SABATO 31 GENNAIO: CORTEO PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO GLI SFRATTI. CASA – REDDITO – DIGNITA’ PER TUTT*. ORE 15 PIAZZA DELLA LOGGIA

31g_copertinaFBIl 31 gennaio in tutta Italia sarà una giornata di mobilitazione nazionale per il Diritto alla Casa.
Anche a Brescia scenderemo in piazza per mostrare ancora una volta che nonostante l’approvazione del Piano Casa del governo Renzi (il decreto Lupi) siamo determinati nel lottare per bisogni fondamentali come il diritto all’abitare. A Brescia le famiglie sotto sfratto sono oltre 2000 a fronte di più di 5000 alloggi sfitti.
L’emergenza abitativa si fa sempre più forte e le politiche sociali dei governi – per la gioia della rendita, degli speculatori, delle banche e delle grandi proprietà immobiliari – di certo non sono d’aiuto. Con l’approvazione dell’Articolo 5 del Piano Casa, che prevede il distacco delle utenze e che nega la residenza a chi per necessità occupa una casa, ad esempio, si ha un vero e proprio attacco ai diritti e alla dignità delle persone. Il negare la residenza comporta forti limitazioni ai propri diritti di cittadinanza.
Da anni i movimenti di lotta per la casa a Brescia e in tutto il Paese rispondono a queste misure attraverso la pratica irrinunciabile e concreta del mutuo soccorso e della solidarietà, con i blocchi diretti degli sfratti e le occupazioni a scopo abitativo, per riappropriarsi immediatamente di un bisogno primario come quello di avere un tetto sotto il quale vivere.
Nonostante molte siano state le proteste per denunciare questa grave emergenza sociale, risposte politiche e sociali non ce ne sono state (le uniche risposte del Governo e delle istituzioni locali sono state sfratti, sgomberi e distacchi delle utenze). Tutto questo mentre continuano ad essere stanziati soldi per progetti inutili se non dannosi (e fonte di profitto, tangenti, corruzione per mafie e grandi speculatori) quali EXPO e il TAV.
Sarà il corteo non solo delle persone o delle famiglie sotto sfratto o che occupano per necessità, sarà il corteo di tutte e tutti coloro che si trovano costretti a pagare i costi sociali della crisi, di chi, come corrieri e facchini dei magazzini della logistica, è sempre più sfruttato sul proprio posto di lavoro, di chi vede espropriata la propria casa o il proprio terreno dal passaggio di un’inutile e dispendiosa grande opera con il Tav, dei migrati truffati dalla sanatoria e dalla legge Bossi-Fini.
Saremo tutte e tutti in piazza il 31 gennaio per il blocco generalizzato degli sfratti, il diritto alle residenze e alle utenze di acqua, luce e gas.
Saremo in piazza per chiedere una moratoria sugli sfratti, che in questi anni ci siamo presi concretamente attraverso le pratiche di lotta.
Saremo in piazza per chiedere l’abolizione dell’Articolo 5 e il diritto alla residenza per gli inquilini delle case occupate.
Contro lo sfruttamento, contro sfratti e sgomberi, contro il sistema grandi opere e grandi eventi (come Tav ed Expo2015), contro razzismi istituzionali e non.
PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, REDDITO, SALUTE, DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

SABATO 31 GENNAIO
ORE 15 – PIAZZA della LOGGIA – BRESCIA
CORTEO PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO GLI SFRATTI

CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per Tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


SABATO 24 GENNAIO TUTT* A CREMONA: MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA – Ritrovo ore 13.15 Stazione FS di Brescia

FUORI I FASCISTI

CON OGNI MEZZO NECESSARIO

FUORI I FASCISTI DALLE CITTA’

Gli attivisti e le attiviste del C.S.A. Dordoni di Cremona riferiscono di un vero e proprio agguato premeditato nella giornata di domenica 18 da parte di 50 fascisti armati di spranghe, che hanno approfittato del derby allo stadio per raccogliere a chiamata alcuni volti noti di fascisti di altre città, in particolare Parma e Brescia. Intorno alle 18, a partita finita, l’assalto prima da parte di un gruppo di 10 fascisti, raggiunti poco dopo da altri 40 vigliacchi sbucati dalla via vicina al Dordoni.

Durante l’aggressione Emilio, compagno storico cremonese, è stato colpito ripetutamente al volto con una spranga e ora si trova all’ospedale, in coma, con una grave emorragia cerebrale e in pericolo di vita. Prima che compagni (che erano presenti nel centro sociale in 8) riuscissero a soccorrerlo, i fascisti si sono accaniti su di lui, già a terra, colpendolo con calci e bastoni

Da rimarcare anche il solito atteggiamento infame di Polizia e Carabinieri che, arrivati sul posto, si sono limitati ad identificare i fascisti per poi rilasciarli poco dopo garantendo loro una fuga in tutta tranquillità, caricando inoltre i compagni del Dordoni che, nonostante l’inferiorità numerica, difendevano lo spazio.

Crediamo che in questo clima politico a ogni tentativo di vecchi e nuovi fascisti di alzare la testa sia necessaria una risposta forte, unitaria e intransigente.

Sappiamo come Casa pound e le altre formazioni di estrema destra siano da sempre al servizio delle istituzioni, e che questo permetta loro di agire indisturbati e impuniti. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima, i fascisti hanno sempre fatto il gioco dei padroni e dei potenti (specialmente in periodi come questo, di duro attacco alle condizioni di vita di precari, lavoratori, e disoccupati da parte del governo Renzi) nel fermare quei movimenti sociali che quotidianamente si autorganizzano per la costruzione di territori resistenti alle politiche di austerity e di precarietà, in lotta per i bisogni ed i desideri di chi è oppresso e non ha ma voce in capito: territori solidali, meticci, liberi da razzismo, fascismo e sessismo.

Emilio è uno dei compagni che a questo ha dedicato la propria vita, mettendola in gioco fino all’ultimo per difendere lo spazio sociale cittadino dallo squadrismo fascista.

Per dare una risposta forte, decisa, da tutta Italia.

Per togliere ai fascisti ogni spazio di agibilità politica nelle nostre città.

Per portare la nostra solidarietà incondizionata ai compagni e alle compagne di Cremona.

Perché nessun nazionalismo ci salverà dall’austerity.

Ai nostri posti ci troverete.

SABATO 24 GENNAIO UN CORTEO NAZIONALE ANTIFASCISTA, DETERMINATO, AUTODIFESO E MILITANTE

TRENO COLLETTIVO DA BRESCIA – APPUNTAMENTO ORE 13,15  STAZIONE FS

 

C.S.A. MAGAZZINO47 – KSL – ASS. DIRITTI PER TUTTI


AD OGNI SGOMBERO, UNA NUOVA OCCUPAZIONE. SOLIDARIETA’ A VIA NEZIOLE 4 DI PISOGNE!

non ci avrete maiAD OGNI SGOMBERO, UNA NUOVA OCCUPAZIONE
SOLIDARIETA’ A VIA NEZIOLE  4 A PISOGNE!
Giù le mani dagli spazi sociali.

Questa mattina, martedì 13 gennaio, Polizia, Polizia Locale e Carabinieri hanno sgomberato l’occupazione di via Neziole 4 (ex-Kag) di Pisogne, in Val Camonica (provincia di Brescia). Il Kapannone autogestito è un’esperienza che, dal 2009, aveva trovato spazio in uno stabile messo a disposizione dall’amministrazione comunale dell’epoca diventando luogo di aggregazione, socialità, incontro e punto di riferimento per le riunioni di associazioni e collettivi che portano in quel territorio il proprio intervento politico, sociale e culturale. L’attuale giunta comunale destroleghista del paese, però, capitanata da Diego Invernici (Fratelli d’Italia) ha deciso di dichiarare guerra a questa eperienza di autogestione e dunque di non rinnovare la concessione di questo immobile all’associazione Kag per l’anno 2015; un contratto di concessione che è scaduto proprio l’ultimo giorno dell’anno appena trascorso, il 31 dicembre 2014.

Nonostante questo, un gruppo di giovani della Valle ha deciso di non subire passivamente le politiche imposte dall’ennesimo sindaco sceriffo che tenta di mettersi di traverso sulla strada dell’autogestione e della conquista di spazi sociali per la costruzione di un’alternativa ad un esistente fatto di austerity, precarietà, smantellamento del welfare, espropriazione di diritti e desertificazione culturale. Dal primo giorno di Gennaio e dell’anno, dunque, il nuovo collettivo di occupanti di via Neziole aveva mantenuto, e anzi rilanciato, le attività dello spazio sociale, con iniziative culturali, momenti di aggregazione, dibattiti, continue assemblee. Laddove il sindaco Invernici vorrebbe, pretestuosamente, la costosa nuova sede della Protezione Civile, l’autorganizzazione ha prodotto un nuovo progetto di condivisione, partecipazione collettiva e dal basso, attivazione di nuovi percorsi di lotta per i diritti sociali e di nuove connessioni tra le rivendicazioni della soddisfazione dei bisogni in territorio camuno: casa, reddito, saperi liberi, salute, dignità.

Anche se in un comune di provincia, e di poche migliaia di abitanti, l’attacco all’occupazione dell’ex-Kag di Pisogne è parte di un attacco complessivo, di una guerra ormai aperta e dichiarata alle occupazioni e alle esperienze di autorganizzazione dal basso in corso in tutta Italia. Lo sgombero di via Neziole si inserisce in una campagna politica e sociale precisa e sdoganata definitivamente dal governo Renzi. Lo han messo in chiaro i continui sgomberi di case occupate e centri sociali, manu militari, in tutto lo Stivale da Milano a Roma, passando per Firenze. Una guerra contro chi oggi paga i costi sociali di una crisi sulla quale non ha colpe, un attacco generalizzato contro chi ha deciso di intraprendere percorsi collettivi di solidarietà e mutuo soccorso, antifascismo, antirazzismo e antisessismo, contro la miseria, la solitudine e la povertà imposte dalle politiche di austerity e precarietà imposte dalle governance e dalle istituzioni politiche e finanziarie europee e transnazionali. Contro chi, per conquistare diritti e dignità, ha scelto la lotta e la creazione di territori resistenti, di spazi di libertà per costruire un altro modo possibile di vivere i rapporti sociali e umani, per produrre dal basso sapere critico, cultura e socialità altre, fuori dal disciplinamento e dall’omologazione imperanti.

Tutto questo vuole essere praticato in un luogo di aggregazione altra di cui la Val Camonica ha bisogno. Tutto questo ha spaventato l’arrogante ignoranza del sindaco Invernici e della sua cricca, che vuole chiudere ogni spazio di dissenso e di costruzione di alternativa a Pisogne e in tutto il territorio. Per tutto questo noi stiamo con l’occupazione dell’ex-Kag e con tutte le esperienze di autogestione, di autorganizzazione e di sperimentazione di alternative possibili al dominio del pensiero unico dello sfruttamento e del controllo sociale. Per questo, sabato 17 gennaio, saremo in piazza a Pisogne insieme ai nostri compagni del collettivo via Neziole occupata, del collettivo Provincialotta e del Colettivo Studentesco Camuno. Con le occupazioni, con le esperienze di autogestione, per gli spazi sociali e per una sola grande opera: casa, reddito, diritti, salute e dignità per tutte e tutti. Contro gli sfratti e gli sgomberi, contro austerity e precarietà imposte dall’alto sulle nostre vite.
SOLIDALI E COMPLICI
CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per tutti
Kollettivo Studenti in Lotta