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SABATO 31 GENNAIO: CORTEO PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO GLI SFRATTI. CASA – REDDITO – DIGNITA’ PER TUTT*. ORE 15 PIAZZA DELLA LOGGIA

31g_copertinaFBIl 31 gennaio in tutta Italia sarà una giornata di mobilitazione nazionale per il Diritto alla Casa.
Anche a Brescia scenderemo in piazza per mostrare ancora una volta che nonostante l’approvazione del Piano Casa del governo Renzi (il decreto Lupi) siamo determinati nel lottare per bisogni fondamentali come il diritto all’abitare. A Brescia le famiglie sotto sfratto sono oltre 2000 a fronte di più di 5000 alloggi sfitti.
L’emergenza abitativa si fa sempre più forte e le politiche sociali dei governi – per la gioia della rendita, degli speculatori, delle banche e delle grandi proprietà immobiliari – di certo non sono d’aiuto. Con l’approvazione dell’Articolo 5 del Piano Casa, che prevede il distacco delle utenze e che nega la residenza a chi per necessità occupa una casa, ad esempio, si ha un vero e proprio attacco ai diritti e alla dignità delle persone. Il negare la residenza comporta forti limitazioni ai propri diritti di cittadinanza.
Da anni i movimenti di lotta per la casa a Brescia e in tutto il Paese rispondono a queste misure attraverso la pratica irrinunciabile e concreta del mutuo soccorso e della solidarietà, con i blocchi diretti degli sfratti e le occupazioni a scopo abitativo, per riappropriarsi immediatamente di un bisogno primario come quello di avere un tetto sotto il quale vivere.
Nonostante molte siano state le proteste per denunciare questa grave emergenza sociale, risposte politiche e sociali non ce ne sono state (le uniche risposte del Governo e delle istituzioni locali sono state sfratti, sgomberi e distacchi delle utenze). Tutto questo mentre continuano ad essere stanziati soldi per progetti inutili se non dannosi (e fonte di profitto, tangenti, corruzione per mafie e grandi speculatori) quali EXPO e il TAV.
Sarà il corteo non solo delle persone o delle famiglie sotto sfratto o che occupano per necessità, sarà il corteo di tutte e tutti coloro che si trovano costretti a pagare i costi sociali della crisi, di chi, come corrieri e facchini dei magazzini della logistica, è sempre più sfruttato sul proprio posto di lavoro, di chi vede espropriata la propria casa o il proprio terreno dal passaggio di un’inutile e dispendiosa grande opera con il Tav, dei migrati truffati dalla sanatoria e dalla legge Bossi-Fini.
Saremo tutte e tutti in piazza il 31 gennaio per il blocco generalizzato degli sfratti, il diritto alle residenze e alle utenze di acqua, luce e gas.
Saremo in piazza per chiedere una moratoria sugli sfratti, che in questi anni ci siamo presi concretamente attraverso le pratiche di lotta.
Saremo in piazza per chiedere l’abolizione dell’Articolo 5 e il diritto alla residenza per gli inquilini delle case occupate.
Contro lo sfruttamento, contro sfratti e sgomberi, contro il sistema grandi opere e grandi eventi (come Tav ed Expo2015), contro razzismi istituzionali e non.
PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, REDDITO, SALUTE, DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

SABATO 31 GENNAIO
ORE 15 – PIAZZA della LOGGIA – BRESCIA
CORTEO PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO GLI SFRATTI

CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per Tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


SABATO 24 GENNAIO TUTT* A CREMONA: MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA – Ritrovo ore 13.15 Stazione FS di Brescia

FUORI I FASCISTI

CON OGNI MEZZO NECESSARIO

FUORI I FASCISTI DALLE CITTA’

Gli attivisti e le attiviste del C.S.A. Dordoni di Cremona riferiscono di un vero e proprio agguato premeditato nella giornata di domenica 18 da parte di 50 fascisti armati di spranghe, che hanno approfittato del derby allo stadio per raccogliere a chiamata alcuni volti noti di fascisti di altre città, in particolare Parma e Brescia. Intorno alle 18, a partita finita, l’assalto prima da parte di un gruppo di 10 fascisti, raggiunti poco dopo da altri 40 vigliacchi sbucati dalla via vicina al Dordoni.

Durante l’aggressione Emilio, compagno storico cremonese, è stato colpito ripetutamente al volto con una spranga e ora si trova all’ospedale, in coma, con una grave emorragia cerebrale e in pericolo di vita. Prima che compagni (che erano presenti nel centro sociale in 8) riuscissero a soccorrerlo, i fascisti si sono accaniti su di lui, già a terra, colpendolo con calci e bastoni

Da rimarcare anche il solito atteggiamento infame di Polizia e Carabinieri che, arrivati sul posto, si sono limitati ad identificare i fascisti per poi rilasciarli poco dopo garantendo loro una fuga in tutta tranquillità, caricando inoltre i compagni del Dordoni che, nonostante l’inferiorità numerica, difendevano lo spazio.

Crediamo che in questo clima politico a ogni tentativo di vecchi e nuovi fascisti di alzare la testa sia necessaria una risposta forte, unitaria e intransigente.

Sappiamo come Casa pound e le altre formazioni di estrema destra siano da sempre al servizio delle istituzioni, e che questo permetta loro di agire indisturbati e impuniti. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima, i fascisti hanno sempre fatto il gioco dei padroni e dei potenti (specialmente in periodi come questo, di duro attacco alle condizioni di vita di precari, lavoratori, e disoccupati da parte del governo Renzi) nel fermare quei movimenti sociali che quotidianamente si autorganizzano per la costruzione di territori resistenti alle politiche di austerity e di precarietà, in lotta per i bisogni ed i desideri di chi è oppresso e non ha ma voce in capito: territori solidali, meticci, liberi da razzismo, fascismo e sessismo.

Emilio è uno dei compagni che a questo ha dedicato la propria vita, mettendola in gioco fino all’ultimo per difendere lo spazio sociale cittadino dallo squadrismo fascista.

Per dare una risposta forte, decisa, da tutta Italia.

Per togliere ai fascisti ogni spazio di agibilità politica nelle nostre città.

Per portare la nostra solidarietà incondizionata ai compagni e alle compagne di Cremona.

Perché nessun nazionalismo ci salverà dall’austerity.

Ai nostri posti ci troverete.

SABATO 24 GENNAIO UN CORTEO NAZIONALE ANTIFASCISTA, DETERMINATO, AUTODIFESO E MILITANTE

TRENO COLLETTIVO DA BRESCIA – APPUNTAMENTO ORE 13,15  STAZIONE FS

 

C.S.A. MAGAZZINO47 – KSL – ASS. DIRITTI PER TUTTI


AD OGNI SGOMBERO, UNA NUOVA OCCUPAZIONE. SOLIDARIETA’ A VIA NEZIOLE 4 DI PISOGNE!

non ci avrete maiAD OGNI SGOMBERO, UNA NUOVA OCCUPAZIONE
SOLIDARIETA’ A VIA NEZIOLE  4 A PISOGNE!
Giù le mani dagli spazi sociali.

Questa mattina, martedì 13 gennaio, Polizia, Polizia Locale e Carabinieri hanno sgomberato l’occupazione di via Neziole 4 (ex-Kag) di Pisogne, in Val Camonica (provincia di Brescia). Il Kapannone autogestito è un’esperienza che, dal 2009, aveva trovato spazio in uno stabile messo a disposizione dall’amministrazione comunale dell’epoca diventando luogo di aggregazione, socialità, incontro e punto di riferimento per le riunioni di associazioni e collettivi che portano in quel territorio il proprio intervento politico, sociale e culturale. L’attuale giunta comunale destroleghista del paese, però, capitanata da Diego Invernici (Fratelli d’Italia) ha deciso di dichiarare guerra a questa eperienza di autogestione e dunque di non rinnovare la concessione di questo immobile all’associazione Kag per l’anno 2015; un contratto di concessione che è scaduto proprio l’ultimo giorno dell’anno appena trascorso, il 31 dicembre 2014.

Nonostante questo, un gruppo di giovani della Valle ha deciso di non subire passivamente le politiche imposte dall’ennesimo sindaco sceriffo che tenta di mettersi di traverso sulla strada dell’autogestione e della conquista di spazi sociali per la costruzione di un’alternativa ad un esistente fatto di austerity, precarietà, smantellamento del welfare, espropriazione di diritti e desertificazione culturale. Dal primo giorno di Gennaio e dell’anno, dunque, il nuovo collettivo di occupanti di via Neziole aveva mantenuto, e anzi rilanciato, le attività dello spazio sociale, con iniziative culturali, momenti di aggregazione, dibattiti, continue assemblee. Laddove il sindaco Invernici vorrebbe, pretestuosamente, la costosa nuova sede della Protezione Civile, l’autorganizzazione ha prodotto un nuovo progetto di condivisione, partecipazione collettiva e dal basso, attivazione di nuovi percorsi di lotta per i diritti sociali e di nuove connessioni tra le rivendicazioni della soddisfazione dei bisogni in territorio camuno: casa, reddito, saperi liberi, salute, dignità.

Anche se in un comune di provincia, e di poche migliaia di abitanti, l’attacco all’occupazione dell’ex-Kag di Pisogne è parte di un attacco complessivo, di una guerra ormai aperta e dichiarata alle occupazioni e alle esperienze di autorganizzazione dal basso in corso in tutta Italia. Lo sgombero di via Neziole si inserisce in una campagna politica e sociale precisa e sdoganata definitivamente dal governo Renzi. Lo han messo in chiaro i continui sgomberi di case occupate e centri sociali, manu militari, in tutto lo Stivale da Milano a Roma, passando per Firenze. Una guerra contro chi oggi paga i costi sociali di una crisi sulla quale non ha colpe, un attacco generalizzato contro chi ha deciso di intraprendere percorsi collettivi di solidarietà e mutuo soccorso, antifascismo, antirazzismo e antisessismo, contro la miseria, la solitudine e la povertà imposte dalle politiche di austerity e precarietà imposte dalle governance e dalle istituzioni politiche e finanziarie europee e transnazionali. Contro chi, per conquistare diritti e dignità, ha scelto la lotta e la creazione di territori resistenti, di spazi di libertà per costruire un altro modo possibile di vivere i rapporti sociali e umani, per produrre dal basso sapere critico, cultura e socialità altre, fuori dal disciplinamento e dall’omologazione imperanti.

Tutto questo vuole essere praticato in un luogo di aggregazione altra di cui la Val Camonica ha bisogno. Tutto questo ha spaventato l’arrogante ignoranza del sindaco Invernici e della sua cricca, che vuole chiudere ogni spazio di dissenso e di costruzione di alternativa a Pisogne e in tutto il territorio. Per tutto questo noi stiamo con l’occupazione dell’ex-Kag e con tutte le esperienze di autogestione, di autorganizzazione e di sperimentazione di alternative possibili al dominio del pensiero unico dello sfruttamento e del controllo sociale. Per questo, sabato 17 gennaio, saremo in piazza a Pisogne insieme ai nostri compagni del collettivo via Neziole occupata, del collettivo Provincialotta e del Colettivo Studentesco Camuno. Con le occupazioni, con le esperienze di autogestione, per gli spazi sociali e per una sola grande opera: casa, reddito, diritti, salute e dignità per tutte e tutti. Contro gli sfratti e gli sgomberi, contro austerity e precarietà imposte dall’alto sulle nostre vite.
SOLIDALI E COMPLICI
CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


12/12 SPEZZONE SOCIALE nello SCIOPERO GENERALE – Brescia

12d_copertinaFBVENERDI’ 12 DICEMBRE 2014
ore 9.00 piazza Garibaldi, Brescia
SPEZZONE SOCIALE nello SCIOPERO GENERALE

Il 12 dicembre in tutta Italia sarà una giornata di sciopero, il tanto agognato sciopero generale finalmente (ma troppo tardi!) indetto da CGIL e UIL, sindacati confederali ormai troppo evidentemente piegati alle volontà dei governi e dei padroni, che negli anni hanno firmato accordi e leggi di progressiva precarizzazione e smantellamento dei diritti dei lavoratori, rendendosi inevitabilmente complici. Oggi però l’attacco portato dal Jobs Act del governo Renzi alle condizioni di vita di tutti i lavoratori ed i precari, e il secco “no” opposto dall’esecutivo ai loro come al solito timidi tentativi di concertazione, hanno costretto parte del sindacalismo confederale ad indire una giornata di sciopero generale, appunto.
Crediamo risulti poco incisiva l’idea di questo sciopero, cheprobabilmente rimarrà in questa giornata ed è stato indetto solo dopo che ormai da mesi nel Paese, seppur a intermittenza, si esprimono rabbia e malcontento verso le politiche di macelleria sociale di questo governo. Uno sciopero contro il “Jobs Act” che arriva addirittura dopo l’approvazione alle camere della fiducia chiesta dal ministro Poletti per procedere.

Per questo abbiamo deciso di attraversare questa data di mobilitazione solo come un’ulteriore tappa di un ben più lungo percorso di continua sperimentazione e conflitto sociale contro lo sfruttamento, per i diritti e la dignità di tutte e tutti. Un percorso che è ancora soltanto all’inizio, ma che affrontiamo sapendo che la risposta alle politiche di austerity e precarietà non può essere in una giornata ma dev’essere costruita nella quotidianità della crisi.

Sarà, dunque, per noi un’altra giornata per connettere le lotte sociali e continuare a ricomporre, organizzare dal basso, l’esigenza ed il desiderio di raggiungere conquiste reali e di radicalizzare i contenuti da portare nelle piazze contro la crisi. Un’occasione per continuare a costruire, giorno per giorno, territori resistenti e ostili alle politiche di austerità e a tutte le manovre volute dall’alto e imposte a tutte e tutti noi:

Di fronte al governo Renzi ed al suo tentativo di dipingersi come “il nuovo che avanza” mentre, distruggendo le condizioni di vita della maggior parte della popolazione, prosegue sulla strada del rigore e dell’austerità tracciata da istituzioni politiche e finanziarie europee e transnazionali.

Di fronte al modello di sviluppo proposto da questo governo, fatto di grandi eventi e grandi opere che si rivelano grandi speculazioni per il malaffare come Expo2015 e TAV (e come l’intera gestione di appalti e cooperative in tutto il Paese, come su Roma ci ha dimostrato in questi giorni la vicenda “Mafia Capitale”).

Di fronte al Jobs Act, alla precarizzazione definitiva delle nostre vite, allo smantellamento definitivo dei diritti di chi lavora. Di fronte al Piano Casa e alla guerra ai poveri mossa dal governo contro le occupazioni abitative e le lotte per il diritto alla casa.

Di fronte alla cosiddetta “Buona-scuola” di Renzi e Giannini, che vorrebbe portare a compimento anche il processo di aziendalizzazione e privatizzazione della scuola pubblica.

Costruiamo uno spezzone sociale all’interno del corteo della CGIL con lavoratori, studenti, precari, disoccupati, italiani e migranti. Uno spezzone sociale nel quale possa incrociarsi e lottare insieme tutta quella composizione sociale, del mondo del lavoro e no, che, con buona pace dei sindacati confederali, è in continua mutazione e subisce uno sfruttamento sempre più aggressivo nei più disparati aspetti della propria quotidianità.

Per una sola grande opera: CASA – REDDITO – SAPERI – DIGNITA’ per tutt*!

CSA Magazzino 47
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14/11 BRESCIA SCIOPERA! Sciopero sociale e generale: BLOCCHIAMO LE CITTA’ PER CASA – REDDITO – DIGNITA’

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VENERDI’ 14 NOVEMBRE 2014
ore 9.00 PIAZZA GARIBALDI – Brescia
BRESCIA SCIOPERA – SCIOPERO SOCIALE GENERALE
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#14N BRESCIA SCIOPERA :SCIOPERO SOCIALE METROPOLITANO
Scioperare la crisi, ricomporre le lotte!

VENERDÌ 14 NOVEMBRE ORE 9 PIAZZA GARIBALDI

BLOCCHIAMO LA CITTA’ per una sola grande opera: CASA – REDDITO – DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

La giornata del 16 ottobre scorso ha visto scendere in piazza migranti, precari, studenti, lavoratori e disoccupati che hanno messo in pratica uno sciopero sociale metropolitano al fine di bloccare e boicottare i principali snodi economici di Brescia e di tantissime città italiane.
È stata una data fondamentale in cui tutti questi soggetti hanno manifestato il desiderio di riprendersi spazi, tempi, diritti, e sicurezze per il proprio futuro minacciati sempre più dalle politiche di austerity messe in campo dai governi europei.

Anche la forte risposta al premier Renzi, al suo gran galà degli industriali bresciani alla Palazzoli (quartiere S.Bartolomeo) lo scorso 3 novembre, ha dimostrato la capacità e la scelta di queste soggettività di incanalare la propria rabbia nei confronti di coloro che imponendo diktat dall’alto, provvedono a schiacciare chi già da anni soffre, sempre più, i costi sociali della crisi.

La precarizzazione dei più giovani è espressa nella nuova riforma del lavoro del governo Renzi, basata infatti sul lavoro non pagato, stage e lunghi apprendistati.
Prima di entrare a far parte del mondo del lavoro si viene adeguatamente “formati” nella nuova (ma in realtà vecchia ed in continuità con le precedenti politiche imposte al mondo della formazione) “buona scuola” di Renzi; un istituto modellato sugli standard aziendali per gettare lo studente sempre più direttamente tra le fila degli sfruttati.

In un periodo in cui ci viene chiesto sempre più di tirare la cinghia, in cui vengono tagliati i fondi per l’istruzione e per la sanità, vediamo però che gli stanziamenti per le inutili e costose grandi opere non mancano mai, e non mancano certamente di rimpinguare oltremodo le tasche di alcuni secondo interessi ben precisi. Basti pensare alle indagini riguardanti EXPO 2015, Brebemi e TAV che hanno evidenziato corruzione e affari sporchi di questi lavori finanziati con il denaro pubblico.

A fronte di tutto ciò il governo continua comunque ad attaccare i movimenti che lottano per il diritto alla casa con tutte quelle persone che, colpite dalla crisi, non riescono più a permettersi un tetto. Basti pensare al piano casa di Renzi e Lupi che attacca direttamente chi occupa impedendogli di ottenere una residenza, nonché l’allacciamento aille utenze di acqua, luce e gas.
Costruiamo un’altra data di conflitto sociale, nello sciopero generale e sociale diffuso in tutta Italia e in tutta Europa, capace di praticare la costruzione dal basso di territori resistenti da contrapporre all’inquità delle politiche neoliberiste.

VENERDÌ 14 NOVEMBRE
studenti, precari, lavoratori, disoccupati, occupanti
TUTT* IN PIAZZA GARIBALDI ALLE ORE 9
C.S.A. Magazzino 47

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3/11: RENZI A BRESCIA? ACCOGLIAMOLO! – Il 3 novembre dillo a Matteo Renzi…

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Senti parlare di continuo di ripresa economica e crescita, ma la tua busta paga (quando c’è) è sempre la stessa, se non peggio?

I ministri fanno i vertici europei sull’occupazione giovanile ma da quando hai terminato gli studi un lavoro non l’hai mai nemmeno sfiorato, figuriamoci un reddito?

Quando ti hanno offerto un lavoro era volontariato per Expo2015?

Pensavi che il piano casa avrebbe risolto le tue difficoltà nel pagare l’affitto ma sei stato sfrattato dalla tua casa?
Hai occupato una casa vuota ed ora minacciano di staccarti le utenze e negarti la residenza?

Ti propongono la ‘Buona scuola’ ma nella tua classe il soffitto è sul punto di caderti in testa?
Le tasse universitarie aumentano di anno in anno?

“Non ci sono i soldi” ma i tuoi contributi finanzieranno un’opera inutile e molto costosa, che oltretutto abbatterà la tua casa ed esproprierà i tuoi terreni?

I politici piangono le stragi a Lampedusa ma continui a vivere nella paura di essere catturato e internato in un CIE perchè non hai il permesso di soggiorno?

IL 3 NOVEMBRE DILLO A MATTEO RENZI!!
(APPUNTAMENTO ORE 9.00 – piazzale FERMATA METRO CASAZZA)

Il 3 novembre il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Brescia. Ad invitarlo in città sono stati i privilegiati dalle sue politiche economiche e sul lavoro. L’occasione, infatti, sarà l’assemblea dei padroni del nostro territorio: quella dell’AIB (Associazione Industriali Bresciani) che si svolgerà presso l’industria Palazzoli (quartiere S.Bartolomeo).
Matteo Renzi rappresenta bene, e senza nasconderlo, i loro interessi.
Renzi, come chi l’ha preceduto, rappresenta perfettamente gli interessi dei poteri economici e finanziari europei e transnazionali e l’imposizione delle politiche di austerity e tagli ai servizi (anche quando bisticcia con Barroso); i privilegi dei ricchi che vorrebbero essere sempre più ricchi; l’attacco ai diritti dei lavoratori con il Jobs Act; le speculazioni dei palazzinari e delle lobby del cemento, con un piano casa che premia chi costruisce palazzi destinati a rimanere vuoti ed attacca, punisce, chi, per necessità, occupa immobili da anni sfitti e abbandonati. Con una politica delle grandi opere e dei grandi eventi (TAV ed EXPO in testa) che devastano e saccheggiano i territori in favore degli affari sporchi di mafie e politici corrotti.
E ancora Renzi rappresenta, con il ministro Giannini, una ‘buona scuola’ che è in realtà la completa mercificazione dei saperi e il compimento di una progressiva trasformazione di scuole e università: da luoghi della formazione ad aziende (accessibili a sempre meno giovani) destinate a produrre lavoratori precari e flessibili.

Renzi è portavoce di una retorica del cambiamento e del nuovo che nasconde, in realtà, un’accelerazione nella guerra contro i poveri, in ossequio ai diktat delle banche e delle governance politiche e finanziarie: più sfruttamento, sacrifici, austerity, tagli ai servizi, meno diritti, ma tante promesse e proclama sui social network.

Per questo invitiamo tutte e tutti: studenti, precari, disoccupati, lavoratori, migranti ad accoglierlo nella nostra città come si merita.
Sarà la Brescia meticcia e solidale, contro Renzi e il governo dell’austerity e della precarietà…verso lo sciopero generale e sociale del 14 novembre!

LUNEDI’ 3 NOVEMBRE
APPUNTAMENTO ORE 9.00 – piazzale FERMATA METRO CASAZZA


TUTT* A VERONA – 25/10 TRENO COLLETTIVO DA BRESCIA PER LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA!

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SABATO 25 OTTOBRE 2014
ore 13.15 – Stazione FS di Brescia:

TRENO DA BRESCIA PER LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DI VERONA!

Un treno collettivo per raggiungere insieme la manifestazione a Verona! Facciamo sentire che aria tira a neofascisti, leghisti e il sindaco-sceriffo Flavio Tosi!

Portiamo in piazza le lotte sociali, meticcie e solidali, per spazzare le derive fasciste, razziste, sessiste, omofobe…

NESSUNA DESTRA CI SALVERA’ DALL’AUSTERITY!

#verona #antifa #25ottobre
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Riportiamo di seguito il comunicato di indizione del corteo:

Appello per una GIORNATA ANTIRAZZISTA e ANTIFASCISTA a Verona il 25 Ottobre 2014

Verona è ormai da troppo tempo una città-laboratorio dell’estrema destra e dei movimenti integralisti cattolici, appoggiati dall’attuale sindaco, il leghista Flavio Tosi. Tra i consiglieri comunali e circoscrizionali eletti nella sua lista, parecchi provengono dalle file della destra radicale e qualcuno ne è tuttora il referente.
Vittorio Di Dio, ex Msi-An-PdL, è il referente di CasaPound in consiglio comunale, Marcello Ruffo, coordinatore regionale di CasaPound, è consigliere in Terza circoscrizione, Massimo Piubello, ex Veneto Front Skinhead, ex Fiamma Tricolore, attualmente di Progetto nazionale-Fiamma futura, è consigliere comunale, Ciro Maschio, ex Fronte della Gioventù, ex An, attualmente di Fratelli d’Italia, è consigliere comunale e via discorrendo.
Altri, ex consiglieri in forza al centrodestra, sono stati nominati presidenti delle municipalizzate.
Andrea Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, chitarrista del gruppo nazirock “Gesta Bellica” è presidente dell’Amia (municipalizzata per i Servizi ambientali), Massimo Mariotti, ex MSI-AN, referente della destra sociale, indicato dagli integralisti cattolici sul sito Agere Contra come loro responsabile, ex assessore alle Politiche giovanili nella giunta Sironi (Forza Italia) dal 1998 al 2002, è presidente di Acque Veronesi, la società consortile che gestisce la rete idrica cittadina.
L’avvocato difensore di tutti i neonazisti coinvolti in pestaggi o peggio, Roberto Bussinello, ex Fiamma tricolore, ex Forza Nuova, attualmente di Comunità identitaria, fa parte dell’organismo di vigilanza di Agsm (municipalizzata che gestisce la rete di distribuzione di gas ed energia elettrica).
L’ultimo, eclatante episodio di discriminazione “istituzionale”, che riguarda “soltanto” un gruppo musicale, i 99 Posse, a cui è stato praticamente impedito di esibirsi in città nell’ambito dell’Vrban Ecofestival, è sintomatico del clima di intimidazione portato avanti dall’estrema destra che gode di appoggi e collateralismo nella giunta comunale.
Ma sono però molti altri gli episodi e i fatti, ben più gravi, a scandire la vita quotidiana della città.
L’aggressione squadrista all’università in occasione di una conferenza di Alessandra Kersevan sulle foibe, l’approvazione in consiglio comunale di una mozione omo-transfobica a cura del consigliere integralista cattolico Alberto Zelger, che invita le scuole a vigilare sulle iniziative in odor di “teoria del gender” con numero verde comunale per ricevere le “spiate”, le varie ordinanze e divieti del sindaco, tra cui quella che multa chi soccorre i senzatetto, l’aggressione fascista in vari locali del quartiere popolare di Veronetta con protagonista il suddetto consigliere di circoscrizione Marcello Ruffo, l’approvazione con finanziamento pubblico del progetto di quest’ultimo per una commemorazione del neofascista Sergio Ramelli, sono soltanto alcuni degli episodi di un elenco che sarebbe tristemente più lungo. Dal 2008, quando una banda di ragazzotti (tra cui alcuni neofascisti) aggredì Nicola Tommasoli che morì in seguito alle
violenze, non è cambiato nulla!
Già 14 anni fa gli antifascisti veronesi chiamarono alla mobilitazione le forze democratiche, nel tentativo di fermare quello che anche allora si configurava come un laboratorio avanzato delle destre. Allora la Lega era alleata con Forza Italia per affermare un blocco di consenso che comprendeva nuovi fascisti e integralisti.
Oggi la Lega ha il volto del sindaco Tosi che nel frattempo è diventato un fenomeno mediatico ma che in realtà è l’abile tessitore di questo laboratorio, coadiuvato dai suoi amici fascisti vecchi e nuovi. A tutto ciò non è estranea neppure la Chiesa cattolica, che a Verona, oltre ad esprimere la potenza anche economica legata all’Opus Dei, trova nell’attuale vescovo Zenti un forte sostenitore non solo degli integralisti ma anche dello stesso sindaco.
Ci sembra dunque arrivato il momento di lanciare un appello per una nuova grande GIORNATA ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA a Verona per sabato 25 ottobre, che sia non un punto d’arrivo ma la tappa di un percorso di riflessione, di sensibilizzazione e di reale cambiamento.
E’ il momento di riappropriarci della città, degli spazi, della facoltà di decidere chi deve suonare o meno, o di fare una festa senza che vengano bruciate bandiere.
Abbiamo sete di cultura, di conoscenza e di confronto, insomma vogliamo una città libera, aperta, solidale, inclusiva, vivace e accogliente,
Verona, città medaglia d’oro della Resistenza, ora e sempre antifascista!

ASSEMBLEA per il 25 OTTOBRE
Kollettivo Autonomo Antifascista Verona
Circolo Pink LGBTE Verona
Ross@ Verona
Partito dei Comunisti Italiani – Verona
Rifondazione Comunista – Verona
Partito Comunista – Verona

per adesioni: assemblea25ottobre@autoproduzioni.net

Sabato 25 Ottobre 2014

h. 10.30 Incontro Pubblico con Saverio Ferrari (responsabile dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre)
h. 14.30 Concentramento piazzale Stazione P.ta Nuova
h. 15.00 Corteo
Al termine CONCERTO GRATUITO


#16O: BRESCIA SCIOPERA – Sciopero Sociale Metropolitano!

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CORTEO METROPOLITANO – BRESCIA SCIOPERA!


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BRESCIA SCIOPERA!
16 OTTOBRE – SCIOPERO SOCIALE METROPOLITANO
Scioperare la crisi, ricomporre le lotte!

Ci troviamo ormai nell’ottavo anno della crisi economica, in Italia come in europa molti governi si sono succeduti, ma la ricetta proposta è stata ovunque la stessa: austerity, precarizzazione e saccheggio dei territori.

Quotidianamente viene ripetuto che questa è l’unica via d’uscita dalla crisi, una strada che prevede, per favorire il profitto di pochi e la continua accumulazione di capitale, la demolizione sistematica dei diritti sociali e il peggioramento delle condizioni lavorative, colpendo direttamente tutti gli aspetti della vita (a partire da sanità e previdenza) e precarizzando le nostre esistenze.
I grandi registi di questi teatrini sono quegli stessi poteri che vogliono in tutti i modi erigersi ad arbitri universali delle regole economiche, e che invece sappiamo essere una parte in gioco con interessi ben definiti: gli interessi delle banche, dei mercati finanziari e delle grandi compagnie multinazionali.

L’italia non fa eccezione: i governi cosiddetti tecnici prima ed i decreti del governo Renzi poi (“Sblocca Italia” , “Jobs Act” e “ La Buona Scuola”), sono esempi lampanti della direzione nella quale si vuol trascinare tutto il paese: una deturpazione ambientale con grandi opere inutili e dannose, una precarizzazione capillare di gran parte dei soggetti lavorativi e nella creazione di una scuola sempre più dedita ad insegnare obbedienza e finalizzata all’utilità per il sistema produttivo, eliminando ogni spazio per lo sviluppo di pensieri critici sull’esistente.
Al contempo inflazione, caro vita e privatizzazioni rendono ogni giorno più difficile per la maggior parte delle persone far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese.
La grande astensione dal voto alla quale abbiamo assistito nelle ultime tornate elettorali, prova il livello di sfiducia generale raggiunto nei confronti delle istituzioni, e va a dimostrare ancora una volta la crisi della rappresentanza partitica, incapace di incarnare e difendere gli interessi delle più ampie fasce di popolazione.

La risposta degli sfruttati, degli studenti, e di chi subisce quotidianamente gli effetti del dogma neoliberista basato sul libero sfruttamento del lavoro, da sola non riesce ad incidere nè ad essere inclusiva verso il resto del tessuto sociale, anche se già spontaneamente riesce ad identificare molti dei punti che stanno alla base del problema.
Bisogna, pensiamo, saper aggregare, ricomporre e catalizzare questa contrapposizione sociale, iniziale, diffusa, ma che fatica ad assumere una dimensione collettiva, coscienti che la lotta di ognuno deve essere lotta per tutti.
A Brescia questa contrapposizione sociale si muove dalla lotta per la casa, con centinaia di sfratti bloccati annualmente e diverse occupazioni a scopo abitativo, ai picchetti della logistica, con i lavoratori stufi di condizioni lavorative disumane e precarie; dalla richiesta di tutela della salute dei territori e dei cittadini contro opere inutili e dannose (come la tratta TAV Brescia-Verona) alla lotta degli studenti contro la scuola-azienda e per i saperi liberi, fino alla sacrosanta battaglia per i diritti dei migranti, contro il reato di clandestinità e la truffa della sanatoria.

Per questo il 16 Ottobre saremo tutte e tutti in piazza:
Per costruire insieme lo Sciopero sociale metropolitano, per creare, a partire dai nostri luoghi di studio, lavoro e vita, l’unica alternativa credibile e sostenibile all’austerity e al neoliberismo,ovvero dal basso verso reddito e diritti!
Per ribadire che i bisogni degli sfruttati e degli sfrattati non sono diversi da quelli dello studente a cui la laurea tanto sudata servirà solo ad essere meglio sfruttabile per il sistema produttivo.
Per riaffermare che la casa è un diritto e chi lo nega è al soldo di palazzinari e speculatori.

GIOVEDI’ 16 OTTOBRE – ore 18 Piazza della Loggia
BRESCIA SCIOPERA: CORTEO METROPOLITANO

CSA MAGAZZINO 47
ASSOCIAZIONE DIRITTI PER TUTTI

Settimana di mobilitazione europea per il diritto all’abitare: “Stop evictions – Take the city”


ALLA GLS DI BRESCIA LA LOTTA OTTIENE IL REINTEGRO DEGLI AUTISTI LICENZIATI!

SAMSUNGNel corso della settimana che giunge al termine, la cooperativa che, all’interno della filiale bresciana di “GLS corriere espresso”, gestisce la forza lavoro di padroncini e conseguentemente corrieri, ha licenziato (“oralmente”, senza nessuna lettera o documento impugnabile) 5 lavoratori. La sola colpa di questi è quella di essersi iscritti al sindacato di base S.I. Cobas, da anni impegnato nella reale e concreta difesa dei diritti dei lavoratori con una coraggiosa lotta in un settore spesso attraversato dagli interessi di mafie varie (dalla criminalità organizzata alle cooperative “rosse” anche a seconda delle coordinate geografiche).
La filiale di GLS a Brescia, situata nell’importante polo logistico della zona industriale della città, è uno di quei covi dell’iper sfruttamento nei quali non esiste il più minimo diritto dei lavoratori: orari e ritmi di lavoro insostenibili (il più delle ore non risultano in busta paga), niente TFR, niente ferie, niente indennità di malattia o infortunio, ecc.

Questa mattina, comunque, dopo essersi confrontati collettivamente nei giorni scorsi, autisti e facchini delle filiali GLS di Brescia, Manerbio e Rovato hanno incrociato le braccia, picchettando i cancelli della sede in via Di Vittorio fin dalle 6, paralizzando tutta la merce all’interno dei magazzini e pretendendo innanzitutto il reintegro dei cinque.
Dopo poche ore azienda e cooperativa (“Brescia service”), trovatesi di fronte al coraggio che, diffondendosi da TNT ed SDA fino a coinvolgere gli autisti GLS, sta trasformando il polo logistico in un “polo delle lotte”, hanno concesso un tavolo di trattativa nel quale si è stabilito il reintegro immediato, e senza contropartite, dei lavoratori licenziati ingiustamente.
Anche questa mattina come lavoratori, studenti, precari e disoccupati abbiamo voluto esserci. Abbiamo voluto lottare, bloccare e picchettare a fianco degli operai della logistica che sempre più, a Brescia come in tantissime città italiane, ci mostrano come l’unica strada realmente percorribile verso la conquista di diritti, bisogni e dignità sia la lotta, organizzata e praticata collettivamente ed in connessione con tutti quei percorsi che nei territori provano oggi a riappropriarsi, a strappare, picchetto per picchetto, occupazione per occupazione, pezzi di reddito e di spazio.
Siamo convinti che, soprattutto di fronte all’accellerazione dei processi di iper-sfruttamento ed alla portata dell’attacco neoliberista alle nostre condizioni di vita, ben rappresentata da un governo che senza problemi dichiara guerra ai poveri e a qualsiasi rivendicazione di diritti, la sfida sia riuscire a rispondere al sistema della crisi e della precarietà bloccando i cancelli della logistica come le strade e le città e provando ad inceppare il meccanismo di messa a valore delle nostre vite.

Anche per questo molti nostri compagni, dal picchetto alla GLS, si sono poi mossi alla volta del paese di Nuvolera, dove la giunta PD non voleva saperne di fornire una soluzione abitativa dignitosa ad una famiglia con due bambini piccoli. Qui, insieme a molti altri, hanno occupato il Municipio arrivando poi ad ottenere una soluzione dopo un’intera giornata di lotta.

Oggi dunque, insieme al S.I. Cobas ed ai lavoratori in lotta, accogliamo queste nuove vittorie e rivolgiamo lo sguardo alla giornata di sciopero sociale del 16 ottobre, al prossimo blocco, al prossimo picchetto.

CSA MAGAZZINO 47


PASSEGGIATA POPOLARE NO TAV – DOMENICA 5 OTTOBRE 2014 – SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA

10606551_286171194920032_574146281420129864_nI Comitati NO TAV Brescia-Verona organizzano per domenica 5 ottobre 2014 una passeggiata popolare a San Martino della Battaglia, una delle terre che verrà segnata dal passaggio dell’alta velocità della tratta Brescia-Verona.
La passeggiata sarà la prima di tante iniziative che vedranno i comitati NO TAV della zona attivi per contrastare il passaggio dell’alta velocità nelle nostre terre, per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita!

ORE 14:00
RITROVO in Piazza Concordia a San Martino della Battaglia

ORE 14:30
PARTENZA PASSEGGIATA

Percorso previsto: Piazza della Pace (o Concordia), via Unita’ d’Italia, via Colli Storici (SP 13),
via Bonata – localita’ Ortaglia (Torre), via Bonata -localita’ Parantonello, via Bonata – localita’ Armea,
via Morone, via dei Colli Storici, via Unita’ d’Italia, Piazza della Pace (o Concordia)

ORE 18:30
RISTORO E MUSICA in Piazza Concordia a San Martino della Battaglia

Per maggiori informazioni:
www.notavbs.org

https://www.facebook.com/pages/Coordinamento-NO-TAV-Basso-Garda-Colline-Moreniche/509993849016060?fref=ts

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NO ALL’ALTA VELOCITÀ BRESCIA-VERONA: INUTILE, COSTOSA, DANNOSA!

– 2 miliardi e 800 milioni di euro di spesa preventivati per la realizzazione della tratta ferroviaria Alta Velocità Brescia – Verona per un costo al Chilometro di 28,5 milioni di euro.
– Decine di case, cascine e aziende abbattute, decine di famiglie espropriate e sfrattate.
– Intere frazioni e quartieri isolati per anni da cantieri decennali (come a Campagna nel comune di Lonato), che sorgeranno in molti casi a ridosso di siti dal grande valore storico e naturalistico (sito archeologico del Lavagnone, Lago del Frassino, ecc.).
– 2 milioni e 245 mila metri quadrati di suolo agricolo consumati. Tra questi andranno persi per sempre circa 300 ettari (sui 1300 complessivi, circa il 20%) di vigneti del Lugana, con un danno economico stimato attorno a 14 milioni di euro annui.
– Un tunnel di 7 km sotto la cittadina di Lonato che creerà grossi scompensi idrici a questo territorio, interrompendo come una diga il flusso della falda acquifera dalle colline a nord del paese verso la pianura posta a sud (con il rischio che si prosciughino i pozzi per uso agricolo posti a sud della galleria e il conseguente innalzamento della falda a nord)
– Nuove cave per rifornire di ghiaia e sabbia l’opera e (quindi) nuove discariche in cui smaltire le rocce di smarino. Il TAV, uscendo da Brescia, attraverserà la famigerata “necropoli delle discariche”, cioè quella fascia di territorio che dai quartieri di S. Polo e Buffalora arriva a Montichiari, passando per Castenedolo, Mazzano e Calcinato, dove si registra una delle più alte concentrazioni di cave e discariche d’Europa, molte delle quali in attesa da anni di bonifiche mai arrivate.
– Il consorzio Cepav 2, a cui è stata affidata (senza gara d’appalto) la realizzazione dell’opera, è coinvolto, attraverso le ditte che ne fanno parte, in tutti i maggiori scandali recenti riguardanti le grandi opere (Maltauro s.p.a per Expo, Condotte d’acqua s.p.a. per il Mose, ecc.).
– Intanto il trasporto pubblico locale langue in uno stato comatoso dopo continui tagli di corse lungo l’attuale tratta Brescia-Verona, non ultimo il taglio degli 8 treni interregionali veloci Milano-Venezia, utilizzati quotidianamente da oltre 10000 persone.

Tutto questo mentre nessuno riesce ancora a comprendere quali vantaggi porterà quest’infrastruttura, rimasta ferma ad un progetto di oltre 20 anni fa.
Questi potrebbero essere alcuni dei motivi per dire NO alla realizzazione di questa ennesima grande opera inutile. Ma il passaggio del TAV significherà anche la perdita definitiva e inaccettabile di una parte consistente del patrimonio storico-culturale e ambientale del territorio gardesano, già compromesso da anni di gestione dissennata, risorsa inestimabile per riprogettare il territorio in chiave sostenibile e da lasciare a disposizione a tutte le generazioni che verranno.
Per questo motivo vogliamo dar vita ad una passeggiata in uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. Per ricordarci e ricordare a chi ci governa che la nostra terra non è in vendita.

FERMARLO E’ POSSIBILE, FERMARLO TOCCA A NOI!

Domenica 5 ottobre 2014 ore 14:00 – Piazza Concordia – Passeggiata popolare No Tav

NON DELEGARE, PARTECIPA!