Iscriviti alla nostra Newsletter
(Inserici la tua email)

Radio Onda D'Urto Kollettivo Studenti in Lotta CUA CTV

QUANDO LA TESTIMONIANZA DI UN FASCISTA VALE PIU’ DI TESTIMONIANZE E VIDEO.

antifaPer il Tribunale di Brescia la testimonianza di un giovane dichiaratamente fascista vale più di una prova video e di una testimonianza genuina e super partes. E’ quanto stabilito oggi, lunedì 2 maggio 2016, dalla vergognosa sentenza di condanna contro due militanti antifascisti e antagonisti bresciani, accusati di aggressione e lesioni ai danni di uno studente appartenente alla formazione giovanile del partito neofascista Forza Nuova (Lotta Studentesca), con riferimento ai fatti del 26 marzo 2013. Questa sentenza è stata emessa basandosi esclusivamente sulle testimonianze e sui riconoscimenti tendenziosi – oltre che confusionari e contraddittori – del neofascista e di alcuni suoi compagni di scuola dell’epoca. Addirittura i testimoni amici del giovane fascista avevano escluso in sede processuale il riconoscimento di uno dei due condannati, mentre per l’altra condannata avevano descitto una presenza marginale sul luogo della presunta aggressione. A scagionare uno degli imputati, invece, un video di sorveglianza che lo rappresenta intento a fare colazione in un bar nell’orario dei fatti, oltre che la testimonianza diretta dell’allora titolare del locale.
Ancora una volta, senza prove chiare e schiaccianti, la magistratura e le forze dell’ordine si fanno garanti della difesa e della legittimazione di chi fomenta impunemente odio razziale nelle nostre città, punendo e condannando chi ogni giorno si batte per i valori della solidarietà, dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

CSA MAGAZZINO 47
ASSOCIAZIONE DIRITTI PER TUTTI
KOLLETTIVO STUDENTI IN LOTTA
COLLETTIVO GARDESANO AUTONOMO


CASSIANI E’ UNA MERDA?

cassiani merdaQuesta mattina [giovedì 31 marzo 2016] ben 6 agenti della DIGOS della Questura di Brescia hanno fatto irruzione all’interno dell’hotel Alabarda occupato per perquisire la stanza in cui vive un compagno reo, secondo gli inquirenti, di aver vergato la scritta “Cassiani sei una merda” all’esterno del Palagiustizia. Ebbene sì: una perquisizione, con tanto di fermo e sequestro di alcuni indumenti, per una scritta sul muro (che per quanto si sappia, tra l’altro, potrebbe aver tracciato chiunque). Un’operazione di Polizia, che i media ci raccontano impegnata nelle ricerche del jihadista della porta accanto e dei covi dell’Isis nella nostra provincia, per soddisfare i capricci di un Pm, il dottor Ambrogio Cassiani, forse stupito dalla scarsa simpatia che ha saputo generare intorno alla propria persona – a forza di costruire strampalati quanto pericolosi teoremi accusatori, di insultare, di sbeffeggiare chi osa opporsi all’ingiustizia sociale dell’esistente – o forse innervosito per le assoluzioni continue – “perchè il fatto non sussiste” – degli imputati che vorrebbe vedere un giorno dietro le sbarre e privati della propria agibilità fisica e politica.

Cassiani è espressione giuridica di un sistema politico, economico e sociale di merda. Un sistema che mette i profitti e gli interessi dei privati davanti ai bisogni delle persone, la conservazione dell’esistente davanti a tutto, colpendo con ogni mezzo necessario (spesso anche con una buona dose di fantasia e con poca professionalità) e mettendo continuamente a rischio la libertà personale di chi ha scelto di lottare per un mondo migliore.

Cassiani sogna di essere un supereroe mandato contro i movimenti per punire e intimidire chi si mostra incompatibile, non allineato, ribelle. Invece è la guardia giurata di chi vuol continuare a condurre affari sporchi e speculazioni sulla pelle della gente.

Cassiani è ossessionato dalle lotte. E’ tormentato da chi non si arrende alla povertà, alla miseria, al razzismo, all’emarginazione, alla solitudine. Da chi lotta per la casa, per il reddito, per i diritti, contro la precarietà e lo sfruttamento.

Qualcuno, nell’immediatezza della comunicazione murale, definisce Cassiani una merda e a noi che qualcuno si senta di assegnare questo appellattivo al PM con l’elmetto non stupisce affatto.

CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


Comunicato di solidarietà a compagne e compagni di Torino

Questa mattina l’ennesima infame operazione repressiva ha colpito 7 student* del Collettivo Universitario Autonomo di Torino. Sei di loro sono attualmente agli arresti domiciliari, per una compagna è stato invece disposto l’obbligo di firma. I reati contestati riguardano i fatti avvenuti questo autunno quando, in seguito alle provocazioni dei neofascisti del FUAN e di altre organizzazioni razziste e xenofobe come il MUP, decine di studenti e studentesse si ripresero gli spazi della propria università dimostrando con determinazione il rifiuto della presenza di questi personaggi nel campus Luigi Einaudi. Corpi estranei rispetto all’Università le cui comparsate sono sempre scortate e ben protette da reparti celere, DIGOS e conseguente militarizzazione dell’ateneo.

Esprimiamo la nostra più totale solidarietà non solo alle compagne e ai compagni vittime oggi della repressione poliziesca, con ancora una volta gravi restrizioni alla propria libertà di studiare e di vivere la propria vita, ma a tutte le militanti e tutti i militanti che, tra Torino e la Val di Susa, sono oggi colpiti da pesanti misure cautelari. Sappiamo come il grimaldello della libertà d’espressione in questo paese sia buono solo per guerrafondai e amici dei poteri forti alla Panebianco, o per i fascisti che possono rendersi protagonisti di vigliacche aggressioni con la copertura di stampa e Questura, come recentemente accaduto nella nostra città. Il numero di compagne e compagni attualmente colpiti dalle restrizioni della propria libertà a Torino e in Val Susa è, però, anche e soprattutto spia del timore che la pratica del conflitto sociale, agita e costruita quotidianamente e pazientemente nei territori, alla luce del sole, sanno incutere a chi – dalla Questura alla Procura – difende l’ingiustizia sociale e la conservazione dell’esistente.
Solidali e complici con le nostre compagne e i nostri compagni del Collettivo Universitario Autonomo, del CSOA Askatasuna, del Movimento No Tav della Val di Susa!
#libertàdidissenso
#libertàdistudiare
LIBER* TUTT*!
CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per tutti
Kollettivo Studenti in Lotta

RESPINTA AGGRESSIONE FASCISTA AL CIRCOLO DI RADIO ONDA D’URTO

circolo radioCOMUNICATO STAMPA

BRESCIA, SABATO 12 MARZO 2016.

Nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 marzo 2016, dopo le 01.00, un gruppo di circa 20 fascisti ha tentato di aggredire le frequentatrici e i frequentatori del Circolo di Radio Onda d’Urto in via Battaglie 29/a, nel quartiere del Carmine, a Brescia.

Hanno trovato però l’immediata reazione di circa 20 avventori, presenti a una serata promossa all’interno delle iniziative antifasciste “Carmine Resistente”, nello specifico organizzata, in questo caso, dalla RASH Brescia (movimento internazionale che unisce gli skinhead comunisti e anarchici).

Evidente la premeditazione della tentata aggressione fascista: al contenuto della serata si deve aggiungere che uno degli aggressori è stato visto già prima del tentato attacco passare in bicicletta, col chiaro intento quindi di monitorare la situazione ed attendere il momento migliore per colpire.

Difatti il tentativo di aggredire i presenti è avvenuto quando la serata stava ormai volgendo al termine, con buona parte delle persone che se ne erano già andate.

Appare quindi estremamente fantasiosa, per usare un eufemismo, la falsa ricostruzione della digos di Brescia, tra l’altro mai giunta sul posto, riportata da giornali e agenzie di stampa nella quale si fa riferimento ad un “incontro fortuito”.

La verità, lo ribadiamo, è che è stata una aggressione premeditata avvenuta agli ingressi del nostro Circolo.

Come sostenere una versione diversa davanti all’evidenza che 20 fascisti, alcuni armati di manganelli estensibili, passino proprio davanti al nostro Circolo, non proprio in una via di passaggio e ben conosciuto nel quartiere e nella città, a quell’ora della notte?

A proposito di manganelli estensibili: i fascisti hanno pensato bene di aggredire con uno di questi una ragazza (e non con una bottiglia come falsamente sostenuto dalla assente digos e riportato dai giornali), che ha dovuto ricorrere alle cure sanitarie di un’ambulanza giunta sul posto dopo che i fascisti sono stati messi in fuga grazie alla reazione di autodifesa promossa dai presenti.

A lei va la nostra vicinanza e solidarietà.

Ci si domanda, infine e alquanto retoricamente, come mai la Digos stia diffondendo questa versione, purtroppo riportata acriticamente dai quotidiani e dalle agenzie, tesa ad alleggerire le responsabilità dei fascisti, facendoli addirittura passare per provocati.

Radio Onda d’Urto


IN LOTTA TUTTO L’ANNO

cinemag marzo donne in lottaL’8 marzo è diventato uno dei tanti giorni di festa strumentalizzati da politici e media che propagandano la figura di una donna debole e vittima del mondo a lei circostante.

Per questo abbiamo deciso di proporre per il mese di marzo un ciclo di film che tocca diversi aspetti del ruolo della donna nella famiglia e nella società e le questioni di genere.

Nella nostra programmazione non poteva mancare il nuovo film “Suffragette”, che racconta la storia della lotta per il diritto di voto alle donne portata avanti collettivamente da coloro che erano costrette a continue discriminazioni sia in campo familiare che lavorativo, destinate a ricevere uno stipendio minore rispetto a quello degli uomini, impossibilitate di poter gestire le proprie ricchezze e la propria vita.

Le Suffragette, unendo le loro forze, avevano deciso di mettere in discussione quella legalità decisa da uomini per gli uomini, pensando che con la conquista del diritto di voto avrebbero potuto tutelare tutte le donne. Dobbiamo ringraziarle per la battaglia politica che hanno portato avanti, sacrificando in alcuni casi anche la loro vita, ma non dobbiamo accontentarci.

Il diritto di voto l’abbiamo ricevuto, sì certo, ma oggi nel 2016 continuano ad esserci disparità tra i sessi: una donna che fa carriera non è ben vista, in alcuni casi viene defemminilizzata, in altri non le vengono riconosciute le vere qualità per cui ha raggiunto il suo ruolo professionale. Ancora adesso esistono stipendi per uomini e stipendi per donne. Questo significa che la lotta iniziata dalle suffragette nella seconda metà dell’Ottocento non è ancora finita.

In questo ciclo di film conosceremo anche la prima persona ad essersi identificata come transessuale e poi sottoposta all’operazione per cambiare sesso.

Questo per ribadire che oggi nessuna lotta si è arrestata, continua anzi quella per la rivendicazione dei nostri corpi e dalle nostre vite che è più attuale che mai.

Vediamo questa negazione di scelta delle nostre esistenze, quando le piazze si popolano di “sentinelle in piedi”, una realtà che vuole vigilare sulla tutela della famiglia, quella naturale e tradizionale.

Vediamo questa negazione, quando ci rechiamo in farmacia e non ci viene concessa la pillola del giorno dopo dal farmacista obiettore e lo rivediamo ancora quando vogliamo praticare l’interruzione volontaria di gravidanza e ci viene negata per obiezione di coscienza. Oggi la privazione della libera scelta si concretizza con l’approvazione di una legge come il DDL Cirinnà scritto in modo da non creare fastidio al potere clericale. Una legge che sembra portare un cambiamento che in realtà non c’è. Una legge che va a decidere sui legami affettivi tra le persone ponendo delle negazioni.

Quando siamo sces* in piazza contro le sentinelle in piedi e “contro” il DDL Cirinnà, l’abbiamo fatto perché vogliamo diritti sociali per le relazioni affettive e per le famiglie di qualunque natura esse siano, vogliamo essere noi a scegliere sulle nostre relazioni, sui nostri corpi e sulle nostre vite.

Queste politiche predicano tanto sulla famiglia tradizionale che deve essere forte e unita, ma noi vediamo tutti giorni non essere così. Ce ne accorgiamo ad esempio nei casi di sfratto per morosità, quando le istituzioni se ne occupano in prima persona: la loro prima mossa è lo smembramento della famiglia, prendendosi carico solo della madre e dei bambini, lasciando a se stesso la figura paterna. In questi casi nessuno pensa a tutelare la famiglia naturale e tradizionale.

La famiglia è proprio un altro tema che toccheremo questo mese con l’ultimo film del ciclo, “Mustang”­. Si parlerà della lotta per l’autodeterminazione del proprio corpo e della propria vita, personificata nelle giovani protagoniste che si sottrarranno alle costrizioni imposte dall’ambiente familiare.

È questo che facciamo tutto l’anno: lottiamo! L’8 marzo deve essere solo un giorno in più in cui ribadire che non abbiamo bisogno di una morale che ci imponga il posto in cui stare e il comportamento da tenere per “il nostro bene”, che non abbiamo bisogno di essere vittimizzate per veder riconosciuti i nostri diritti. Vogliamo diritti sociali per le relazioni affettive e per le famiglie di qualsiasi forma, reddito di autodeterminazione per tutte e tutti, libertà delle scelte riproduttive fuori da ogni imperativo alla procreazione.

CSA MAGAZZINO 47

CINEMAG47 DI MARZO

CICLO: DONNE IN LOTTA

Marzo è il mese in cui ricade la data della ora mai strumentalizzata festa della donna dell’8 marzo. Abbiamo deciso di dedicare il ciclo del Cinemag47 di questo mese alle donne che lottano ogni giorno della loro vita e non come vogliono farci credere una sola volta all’anno.

DOMENICA 6 MARZO h 21.00

THE DANISH GIRL di Tom Hooper – Trama:

Copenhagen, primi anni 20. L’artista danese Gerda Wegener dipinge un ritratto del marito Einar vestito da donna. Il dipinto raggiunge grande popolarità e Einar inizia a mantenere in modo permanente un’apparenza femminile, mutando il suo nome in Lili Elbe. Spinto da ideali femministi e supportato dalla moglie, Elbe tenta di effettuare il primo intervento per cambio di sesso da uomo a donna. L’intervento avrà grosse ripercussioni sul suo matrimonio e sulla sua identità.

DOMENICA 13 MARZO h 21.00

SUFFRAGETTE di Sarah Gavron – Trama:

Maud è una suffragetta e come tale fa parte di uno dei primi movimenti femministi della storia, impegnato a reclamare per le donne gli stessi diritti degli uomini contro uno Stato sempre più brutale. Senza essere principalmente donne delle classi più colte, le suffragette erano soprattutto lavoratrici che avevano visto fallire le loro proteste pacifiche e che avevano deciso di ricorrere a tutti i mezzi a loro disposizione per difendere la loro dignità, il loro lavoro, le loro case, i loro figli e le loro stesse vite.

DOMENICA 20 MARZO h 21.00

MUSTANG di Deniz Gamze Ergüven – Trama:

Siamo all’inizio dell’estate. In un remoto villaggio turco Lale e le sue quattro sorelle scatenano uno scandalo dalle conseguenze inattese per essersi messe a giocare con dei ragazzini tornando da scuola. La casa in cui vivono con la famiglia si trasforma un po’ alla volta in una prigione, i corsi di economia domestica prendono il posto della scuola e per loro cominciano ad essere combinati i matrimoni. Le cinque sorelle, animate dallo stesso desiderio di libertà, si sottrarranno alle costrizioni loro imposte.