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“ALL’ARMI, SIAM QUESTURINI!”. Sulle violente e ingiustificate cariche contro il corteo studentesco del 27 febbraio – Brescia.

studenti“ALL’ARMI, SIAM QUESTURINI!”
Sulle violente e ingiustificate cariche contro il corteo studentesco del 27 febbraio 2015, a Brescia.

Questa mattina, venerdì 27 febbraio 2015, come in molte città italiane anche a Brescia le studentesse e gli studenti delle scuole superiori sono scesi nelle strade per esprimere, ancora una volta, la propria contrarietà all’ennesima riforma della scuola calata dall’alto sulle proprie teste (in questo caso una vera e propria consacrazione della scuola-azienda e dei saperi-merce, la cosiddetta “Buona scuola” del premier Renzie del ministro Giannini). La manifestazione studentesca, come spesso accade, ha deciso, dopo aver attraversato le vie della città con i propri slogan ed esprimendo i propri contenuti, di terminare la propria giornata di lotta sotto la Prefettura, sede fisica della rappresentanza del Governo nel territorio. Qui lo scenario che da troppo tempo si presenta ad ogni corteo o iniziativa di piazza di chi in città costruisce giorno per giorno percorsi di lotta dal basso e autorganizzata, autogestione, solidarietà, mutuo soccorso, contro le politiche di austerity e precarietà e di smantellamento dei diritti sociali: un Palazzo Broletto blindato da file di transenne, blindati e reparti di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa. Ed è di fronte al materializzarsi, per l’ennesima volta in piazza Paolo VI, di una concezione odiosa del rapporto tra politica istituzionale e popolo, che la piazza ha deciso di contestare l’ennesima porta chiusa in faccia al dissenso da parte di un Governo ostinatamente e ideologicamente sordo ad ogni rivendicazione di reddito, casa, saperi liberi e per tutte e tutti. Lo ha fatto in maniera del tutto simbolica scuotendo la prima fila di transenne e lanciando un paio di uova. Proprio sul finire di questa contestazione il surreale ha conquistato la scena: i celerini sono usciti dal cortile della Prefettura, superando le transenne e, insieme ad altri reparti che già si trovavano all’esterno si sono letteralmente scagliati (caschi, scudi e manganelli), su studentesse e studenti in grandissima parte minorenni, affrontandoli come se si trovassero di fronte ad una minaccia per la propria incolumità. Hanno picchiato ragazzi giovanissimi, alcuni dei quali hanno riportato diverse lesioni, colpendo al volto e sulla testa con i manganelli. A ordinare questa follia a freddo (sarà che siamo convinti della legittimità del manifestare il proprio dissenso nelle piazze, ma noi ancora non abbiamo capito perchè siano partite queste cariche) è stato ancora una volta il Primo Dirigente della Polizia di Stato Domenico Farinacci, lo stesso che il 14 novembre 2012 ordinò due violentissime cariche sul corteo dello sciopero europeo contro austerity e precarietà, nelle quali rimasero feriti studenti, attivisti antisfratto, occupanti di case e per le quali 16 compagn* delle realtà antagoniste bresciane stanno subendo un processo corredato da accuse pesantissime. Lo stesso Farinacci che il 28 maggio dello stesso anno fece caricare il corteo antagonista e antifascista in un tratto di percorso concordato e normalmente “autorizzato”. E ancora lo stesso che il 3 novembre 2014 pensò bene di sfoggiare un coltello a serra manico (di certo estraneo alla dotazione di ordinanza) di fronte alla contestazione al presidente del consiglio Matteo Renzi, “per tagliare le fascette che univano alcune transenne”.

Scriviamo questo comunicato per esprimere la nostra solidarietà al Kollettivo Studenti in Lotta e a tutti gli studenti e le studentesse di Brescia che sono stati attaccati e picchiati vigliaccamente e senza alcun motivo. E’ inaccettabile che costui, così come molti altri dirigenti delle questure di tutto un Paese il cui Governo non-eletto ha eletto la manganellata ad unica risposta politica e sociale al dissenso, possa indossare l’elmetto e permettersi di picchiare e far picchiare studenti minorenni, con ogni probabilità nel bel mezzo dei propri deliri da “libro e moschetto” (probabilmente in ossequio all’inquietante omonimia con il gerarca fascista Roberto Farinacci, squadrista cremonese e gerarca del Partito Nazionale Fascista).

Centro Sociale Autogestito Magazzino 47


LA NOSTRA RICETTA ANTI-AGGRESSIONE SUI MEZZI PUBBLICI: RIDURRE I PREZZI DI BIGLIETTI E ABBONAMENTI!

Apprendiamo della decisione di Brescia Metro di dotare agenti di linea e accertatori di bombolette di spray urticante (la cui dotazione è molto discussa addirittura per quanto riguarda le forze dell’ordine) in funzione anti-aggressione.
In primo luogo non possiamo che domandarci che percezione abbiano questi signori della città di Brescia, di certo non una delle città più pericolose del Paese e altrettanto certamente nemmeno lontanamente la giungla che si vorrebbe dipingere al fine di giustificare e alimentare deliri securitari, meccanismi di disciplinamento sociale e, perchè no, retoriche razziste.

In secondo luogo ci sentiamo di proporre una nostra ricetta per provare a risolvere diversamente il problema delle liti tra controllori e passeggeri sui mezzi di trasporto pubblico: e se, in una fase ormai piuttosto duratura e conclamata di crisi economica e forte impoverimento ed emergenzialità sociale, si provasse ad abbassare il prezzo di biglietti e abbonamenti? Se si pensasse ad un trasporto pubblico votato all’accessibilità invece che al profitto?
Non ci venga risposto che mancano i soldi. Quando si tratta di devastare l’ambiente con enormi e vergognose speculazioni i fondi ci sono sempre. Piuttosto si preferisce utilizzare il denaro pubblico per ingrassare la rendita e non per soddisfare i bisogni di chi vive la città, ormai governata esclusivamente da logiche di profitto e sfruttamento.
A queste si sono aggiunte nel tempo numerose campagne di allarmismo securitario, proprio come quest’ultima di Brescia Metro, che ora vuole trasformare i propri dipendenti in sceriffi armati, a caccia del colpevole straccione che si è permesso di non pagare il biglietto (magari perchè ha preferito prendersi qualcosa da mettere sotto i denti).
Se da un lato, come dicevamo sopra, ci sembra che questa paura degli aggressori derivi da una visione distorta della nostra città e della sua vivibilità in termini di sicurezza, dall’altro siamo molto preoccupati: chi controlla il controllore?

Lo abbiamo sempre pensato e lo ribadiamo: Brescia Si/cura con i diritti sociali, la solidarietà, il reddito, una casa per tutte e tutti e mezzi di trasporto pubblico accessibili (non militarizzati).

 

Centro Sociale Autogestito Magazzino 47

 


SABATO 21 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE POPOLARE NO TAV – TUTT* A TORINO

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Ogni euro speso per il Tav è un euro rubato a qualcosa di utile per tutti e tutte, per questo recentemente 48 notav sono stati condannati ad oltre 140 anni di carcere e al risarcimento di 131.140 euro.

Da oltre venticinque anni ci battiamo contro un’opera inutile e dannosa, non solo per il territorio e per la vita della Valsusa, ma per i bisogni e il futuro di tutti i cittadini.

Parliamo di un progetto di cui nessuno, presidenti del consiglio, ministri della repubblica, commissari di governo, tecnici e docenti, è mai riuscito a dimostrare realmente la effettiva necessità per il nostro Paese.

Al contrario, il movimento No Tav ha dimostrato in ogni sede, non solo come si possa fare a meno di una nuova linea veloce tra Torino e Lione, ma come questo progetto sia un attentato alle finanze pubbliche e che ogni risorsa dedicata al Tav sia sottratta alle vere esigenze della società.

Mentre la crisi economica miete vittime quotidianamente e tutti i governi che si sono succeduti hanno concorso all’impoverimento generale, il “sistema tav” non è mai stato messo in discussione, anzi ha sempre avuto un assenso continuo da parte dei vari inquilini dei palazzi del potere, a prescindere, con la motivazione recitata a memoria: “ormai è stato deciso” o addirittura “lo vuole l’Europa”.

Nessuna di queste due affermazioni è vera, l’opera è giorno dopo giorno sempre più messa in discussione proprio in Europa, l’organismo che dovrebbe cofinanziare il Tav.

Il movimento No Tav ha sempre fatto la sua parte in questa vicenda, osteggiando con ogni mezzo possibile la realizzazione dell’opera, e per questo da oltre due anni frequenta quotidianamente le aule di tribunale se non le patrie galere.

Non potendoci sconfiggere con altri mezzi, da oltre due anni è la magistratura a portare avanti con più determinazione gli interessi del “sistema Tav”, ingaggiando una campagna senza precedenti contro i No Tav, che ha visto solo negli ultimi due anni oltre mille indagati, decine di arresti, capi d’imputazione fantasiosi, risarcimenti esorbitanti, accuse di terrorismo, e solo poche settimane fa a 46 No Tav sono toccati 140 anni di prigione, ben 130 anni in più degli autori della strage del Vajont. 3 ragazzi sono ancora in carcere, 4 ai domiciliari e in decine non possono frequentare la Valle di Susa a causa dei fogli di via.

Una costruzione capillare del nemico pubblico No Tav utile a difendere un progetto che vale al centimetro quanto un buon stipendio mensile: milleseicento euro.

Questo quando ogni volta che piove ci tocca contare le vittime dell’incuria del territorio, quando cade il tetto di una scuola, quando una famiglia dorme in macchina, quando si taglia sul trasporto pubblico ma aumenta il biglietto per bus e tram, quando senza soldi non ci si può curare.

E nonostante questo le priorità del governo rimangono sempre altre: come l’Expo di Milano, un vero e proprio affare per mafie e lobby, che ha trasformato Milano in un cantiere a cielo aperto, mentre viene spacciato come un’ occasione di rilancio per il nostro Paese.

Se siamo colpevoli di batterci contro quest’immondo (quanto consapevole) spreco di denaro pubblico a favore di interessi di pochi non abbiamo problemi a dirlo: siamo tutti colpevoli, dal più anziano al più giovane, ed è per questo che invitiamo tutti alla manifestazione che si terrà sabato 21 febbraio a Torino.

Vogliamo essere in tanti quel giorno perché la libertà è una cosa seria e come tale va trattata. Perché tutti insieme siamo imbattibili, perché fermarci è veramente impossibile.

Il Movimento No Tav

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Il Coordinamento No Tav Brescia – Verona organizza due pullman in partenza rispettivamente da

Desenzano del Garda, via Michelangelo 96 (di fronte alle piscine comunali) 

e

Brescia, via Industriale (di fronte al csa Magazzino 47)

Per prenotare un posto chiamare il numero 030/45670, specificando il luogo di partenza (Desenzano o Brescia)

costo 12 euro


SABATO 31 GENNAIO: CORTEO PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO GLI SFRATTI. CASA – REDDITO – DIGNITA’ PER TUTT*. ORE 15 PIAZZA DELLA LOGGIA

31g_copertinaFBIl 31 gennaio in tutta Italia sarà una giornata di mobilitazione nazionale per il Diritto alla Casa.
Anche a Brescia scenderemo in piazza per mostrare ancora una volta che nonostante l’approvazione del Piano Casa del governo Renzi (il decreto Lupi) siamo determinati nel lottare per bisogni fondamentali come il diritto all’abitare. A Brescia le famiglie sotto sfratto sono oltre 2000 a fronte di più di 5000 alloggi sfitti.
L’emergenza abitativa si fa sempre più forte e le politiche sociali dei governi – per la gioia della rendita, degli speculatori, delle banche e delle grandi proprietà immobiliari – di certo non sono d’aiuto. Con l’approvazione dell’Articolo 5 del Piano Casa, che prevede il distacco delle utenze e che nega la residenza a chi per necessità occupa una casa, ad esempio, si ha un vero e proprio attacco ai diritti e alla dignità delle persone. Il negare la residenza comporta forti limitazioni ai propri diritti di cittadinanza.
Da anni i movimenti di lotta per la casa a Brescia e in tutto il Paese rispondono a queste misure attraverso la pratica irrinunciabile e concreta del mutuo soccorso e della solidarietà, con i blocchi diretti degli sfratti e le occupazioni a scopo abitativo, per riappropriarsi immediatamente di un bisogno primario come quello di avere un tetto sotto il quale vivere.
Nonostante molte siano state le proteste per denunciare questa grave emergenza sociale, risposte politiche e sociali non ce ne sono state (le uniche risposte del Governo e delle istituzioni locali sono state sfratti, sgomberi e distacchi delle utenze). Tutto questo mentre continuano ad essere stanziati soldi per progetti inutili se non dannosi (e fonte di profitto, tangenti, corruzione per mafie e grandi speculatori) quali EXPO e il TAV.
Sarà il corteo non solo delle persone o delle famiglie sotto sfratto o che occupano per necessità, sarà il corteo di tutte e tutti coloro che si trovano costretti a pagare i costi sociali della crisi, di chi, come corrieri e facchini dei magazzini della logistica, è sempre più sfruttato sul proprio posto di lavoro, di chi vede espropriata la propria casa o il proprio terreno dal passaggio di un’inutile e dispendiosa grande opera con il Tav, dei migrati truffati dalla sanatoria e dalla legge Bossi-Fini.
Saremo tutte e tutti in piazza il 31 gennaio per il blocco generalizzato degli sfratti, il diritto alle residenze e alle utenze di acqua, luce e gas.
Saremo in piazza per chiedere una moratoria sugli sfratti, che in questi anni ci siamo presi concretamente attraverso le pratiche di lotta.
Saremo in piazza per chiedere l’abolizione dell’Articolo 5 e il diritto alla residenza per gli inquilini delle case occupate.
Contro lo sfruttamento, contro sfratti e sgomberi, contro il sistema grandi opere e grandi eventi (come Tav ed Expo2015), contro razzismi istituzionali e non.
PER UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA, REDDITO, SALUTE, DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

SABATO 31 GENNAIO
ORE 15 – PIAZZA della LOGGIA – BRESCIA
CORTEO PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO GLI SFRATTI

CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per Tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


SABATO 24 GENNAIO TUTT* A CREMONA: MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIFASCISTA – Ritrovo ore 13.15 Stazione FS di Brescia

FUORI I FASCISTI

CON OGNI MEZZO NECESSARIO

FUORI I FASCISTI DALLE CITTA’

Gli attivisti e le attiviste del C.S.A. Dordoni di Cremona riferiscono di un vero e proprio agguato premeditato nella giornata di domenica 18 da parte di 50 fascisti armati di spranghe, che hanno approfittato del derby allo stadio per raccogliere a chiamata alcuni volti noti di fascisti di altre città, in particolare Parma e Brescia. Intorno alle 18, a partita finita, l’assalto prima da parte di un gruppo di 10 fascisti, raggiunti poco dopo da altri 40 vigliacchi sbucati dalla via vicina al Dordoni.

Durante l’aggressione Emilio, compagno storico cremonese, è stato colpito ripetutamente al volto con una spranga e ora si trova all’ospedale, in coma, con una grave emorragia cerebrale e in pericolo di vita. Prima che compagni (che erano presenti nel centro sociale in 8) riuscissero a soccorrerlo, i fascisti si sono accaniti su di lui, già a terra, colpendolo con calci e bastoni

Da rimarcare anche il solito atteggiamento infame di Polizia e Carabinieri che, arrivati sul posto, si sono limitati ad identificare i fascisti per poi rilasciarli poco dopo garantendo loro una fuga in tutta tranquillità, caricando inoltre i compagni del Dordoni che, nonostante l’inferiorità numerica, difendevano lo spazio.

Crediamo che in questo clima politico a ogni tentativo di vecchi e nuovi fascisti di alzare la testa sia necessaria una risposta forte, unitaria e intransigente.

Sappiamo come Casa pound e le altre formazioni di estrema destra siano da sempre al servizio delle istituzioni, e che questo permetta loro di agire indisturbati e impuniti. Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima, i fascisti hanno sempre fatto il gioco dei padroni e dei potenti (specialmente in periodi come questo, di duro attacco alle condizioni di vita di precari, lavoratori, e disoccupati da parte del governo Renzi) nel fermare quei movimenti sociali che quotidianamente si autorganizzano per la costruzione di territori resistenti alle politiche di austerity e di precarietà, in lotta per i bisogni ed i desideri di chi è oppresso e non ha ma voce in capito: territori solidali, meticci, liberi da razzismo, fascismo e sessismo.

Emilio è uno dei compagni che a questo ha dedicato la propria vita, mettendola in gioco fino all’ultimo per difendere lo spazio sociale cittadino dallo squadrismo fascista.

Per dare una risposta forte, decisa, da tutta Italia.

Per togliere ai fascisti ogni spazio di agibilità politica nelle nostre città.

Per portare la nostra solidarietà incondizionata ai compagni e alle compagne di Cremona.

Perché nessun nazionalismo ci salverà dall’austerity.

Ai nostri posti ci troverete.

SABATO 24 GENNAIO UN CORTEO NAZIONALE ANTIFASCISTA, DETERMINATO, AUTODIFESO E MILITANTE

TRENO COLLETTIVO DA BRESCIA – APPUNTAMENTO ORE 13,15  STAZIONE FS

 

C.S.A. MAGAZZINO47 – KSL – ASS. DIRITTI PER TUTTI


AD OGNI SGOMBERO, UNA NUOVA OCCUPAZIONE. SOLIDARIETA’ A VIA NEZIOLE 4 DI PISOGNE!

non ci avrete maiAD OGNI SGOMBERO, UNA NUOVA OCCUPAZIONE
SOLIDARIETA’ A VIA NEZIOLE  4 A PISOGNE!
Giù le mani dagli spazi sociali.

Questa mattina, martedì 13 gennaio, Polizia, Polizia Locale e Carabinieri hanno sgomberato l’occupazione di via Neziole 4 (ex-Kag) di Pisogne, in Val Camonica (provincia di Brescia). Il Kapannone autogestito è un’esperienza che, dal 2009, aveva trovato spazio in uno stabile messo a disposizione dall’amministrazione comunale dell’epoca diventando luogo di aggregazione, socialità, incontro e punto di riferimento per le riunioni di associazioni e collettivi che portano in quel territorio il proprio intervento politico, sociale e culturale. L’attuale giunta comunale destroleghista del paese, però, capitanata da Diego Invernici (Fratelli d’Italia) ha deciso di dichiarare guerra a questa eperienza di autogestione e dunque di non rinnovare la concessione di questo immobile all’associazione Kag per l’anno 2015; un contratto di concessione che è scaduto proprio l’ultimo giorno dell’anno appena trascorso, il 31 dicembre 2014.

Nonostante questo, un gruppo di giovani della Valle ha deciso di non subire passivamente le politiche imposte dall’ennesimo sindaco sceriffo che tenta di mettersi di traverso sulla strada dell’autogestione e della conquista di spazi sociali per la costruzione di un’alternativa ad un esistente fatto di austerity, precarietà, smantellamento del welfare, espropriazione di diritti e desertificazione culturale. Dal primo giorno di Gennaio e dell’anno, dunque, il nuovo collettivo di occupanti di via Neziole aveva mantenuto, e anzi rilanciato, le attività dello spazio sociale, con iniziative culturali, momenti di aggregazione, dibattiti, continue assemblee. Laddove il sindaco Invernici vorrebbe, pretestuosamente, la costosa nuova sede della Protezione Civile, l’autorganizzazione ha prodotto un nuovo progetto di condivisione, partecipazione collettiva e dal basso, attivazione di nuovi percorsi di lotta per i diritti sociali e di nuove connessioni tra le rivendicazioni della soddisfazione dei bisogni in territorio camuno: casa, reddito, saperi liberi, salute, dignità.

Anche se in un comune di provincia, e di poche migliaia di abitanti, l’attacco all’occupazione dell’ex-Kag di Pisogne è parte di un attacco complessivo, di una guerra ormai aperta e dichiarata alle occupazioni e alle esperienze di autorganizzazione dal basso in corso in tutta Italia. Lo sgombero di via Neziole si inserisce in una campagna politica e sociale precisa e sdoganata definitivamente dal governo Renzi. Lo han messo in chiaro i continui sgomberi di case occupate e centri sociali, manu militari, in tutto lo Stivale da Milano a Roma, passando per Firenze. Una guerra contro chi oggi paga i costi sociali di una crisi sulla quale non ha colpe, un attacco generalizzato contro chi ha deciso di intraprendere percorsi collettivi di solidarietà e mutuo soccorso, antifascismo, antirazzismo e antisessismo, contro la miseria, la solitudine e la povertà imposte dalle politiche di austerity e precarietà imposte dalle governance e dalle istituzioni politiche e finanziarie europee e transnazionali. Contro chi, per conquistare diritti e dignità, ha scelto la lotta e la creazione di territori resistenti, di spazi di libertà per costruire un altro modo possibile di vivere i rapporti sociali e umani, per produrre dal basso sapere critico, cultura e socialità altre, fuori dal disciplinamento e dall’omologazione imperanti.

Tutto questo vuole essere praticato in un luogo di aggregazione altra di cui la Val Camonica ha bisogno. Tutto questo ha spaventato l’arrogante ignoranza del sindaco Invernici e della sua cricca, che vuole chiudere ogni spazio di dissenso e di costruzione di alternativa a Pisogne e in tutto il territorio. Per tutto questo noi stiamo con l’occupazione dell’ex-Kag e con tutte le esperienze di autogestione, di autorganizzazione e di sperimentazione di alternative possibili al dominio del pensiero unico dello sfruttamento e del controllo sociale. Per questo, sabato 17 gennaio, saremo in piazza a Pisogne insieme ai nostri compagni del collettivo via Neziole occupata, del collettivo Provincialotta e del Colettivo Studentesco Camuno. Con le occupazioni, con le esperienze di autogestione, per gli spazi sociali e per una sola grande opera: casa, reddito, diritti, salute e dignità per tutte e tutti. Contro gli sfratti e gli sgomberi, contro austerity e precarietà imposte dall’alto sulle nostre vite.
SOLIDALI E COMPLICI
CSA Magazzino 47
Associazione Diritti per tutti
Kollettivo Studenti in Lotta


12/12 SPEZZONE SOCIALE nello SCIOPERO GENERALE – Brescia

12d_copertinaFBVENERDI’ 12 DICEMBRE 2014
ore 9.00 piazza Garibaldi, Brescia
SPEZZONE SOCIALE nello SCIOPERO GENERALE

Il 12 dicembre in tutta Italia sarà una giornata di sciopero, il tanto agognato sciopero generale finalmente (ma troppo tardi!) indetto da CGIL e UIL, sindacati confederali ormai troppo evidentemente piegati alle volontà dei governi e dei padroni, che negli anni hanno firmato accordi e leggi di progressiva precarizzazione e smantellamento dei diritti dei lavoratori, rendendosi inevitabilmente complici. Oggi però l’attacco portato dal Jobs Act del governo Renzi alle condizioni di vita di tutti i lavoratori ed i precari, e il secco “no” opposto dall’esecutivo ai loro come al solito timidi tentativi di concertazione, hanno costretto parte del sindacalismo confederale ad indire una giornata di sciopero generale, appunto.
Crediamo risulti poco incisiva l’idea di questo sciopero, cheprobabilmente rimarrà in questa giornata ed è stato indetto solo dopo che ormai da mesi nel Paese, seppur a intermittenza, si esprimono rabbia e malcontento verso le politiche di macelleria sociale di questo governo. Uno sciopero contro il “Jobs Act” che arriva addirittura dopo l’approvazione alle camere della fiducia chiesta dal ministro Poletti per procedere.

Per questo abbiamo deciso di attraversare questa data di mobilitazione solo come un’ulteriore tappa di un ben più lungo percorso di continua sperimentazione e conflitto sociale contro lo sfruttamento, per i diritti e la dignità di tutte e tutti. Un percorso che è ancora soltanto all’inizio, ma che affrontiamo sapendo che la risposta alle politiche di austerity e precarietà non può essere in una giornata ma dev’essere costruita nella quotidianità della crisi.

Sarà, dunque, per noi un’altra giornata per connettere le lotte sociali e continuare a ricomporre, organizzare dal basso, l’esigenza ed il desiderio di raggiungere conquiste reali e di radicalizzare i contenuti da portare nelle piazze contro la crisi. Un’occasione per continuare a costruire, giorno per giorno, territori resistenti e ostili alle politiche di austerità e a tutte le manovre volute dall’alto e imposte a tutte e tutti noi:

Di fronte al governo Renzi ed al suo tentativo di dipingersi come “il nuovo che avanza” mentre, distruggendo le condizioni di vita della maggior parte della popolazione, prosegue sulla strada del rigore e dell’austerità tracciata da istituzioni politiche e finanziarie europee e transnazionali.

Di fronte al modello di sviluppo proposto da questo governo, fatto di grandi eventi e grandi opere che si rivelano grandi speculazioni per il malaffare come Expo2015 e TAV (e come l’intera gestione di appalti e cooperative in tutto il Paese, come su Roma ci ha dimostrato in questi giorni la vicenda “Mafia Capitale”).

Di fronte al Jobs Act, alla precarizzazione definitiva delle nostre vite, allo smantellamento definitivo dei diritti di chi lavora. Di fronte al Piano Casa e alla guerra ai poveri mossa dal governo contro le occupazioni abitative e le lotte per il diritto alla casa.

Di fronte alla cosiddetta “Buona-scuola” di Renzi e Giannini, che vorrebbe portare a compimento anche il processo di aziendalizzazione e privatizzazione della scuola pubblica.

Costruiamo uno spezzone sociale all’interno del corteo della CGIL con lavoratori, studenti, precari, disoccupati, italiani e migranti. Uno spezzone sociale nel quale possa incrociarsi e lottare insieme tutta quella composizione sociale, del mondo del lavoro e no, che, con buona pace dei sindacati confederali, è in continua mutazione e subisce uno sfruttamento sempre più aggressivo nei più disparati aspetti della propria quotidianità.

Per una sola grande opera: CASA – REDDITO – SAPERI – DIGNITA’ per tutt*!

CSA Magazzino 47
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14/11 BRESCIA SCIOPERA! Sciopero sociale e generale: BLOCCHIAMO LE CITTA’ PER CASA – REDDITO – DIGNITA’

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VENERDI’ 14 NOVEMBRE 2014
ore 9.00 PIAZZA GARIBALDI – Brescia
BRESCIA SCIOPERA – SCIOPERO SOCIALE GENERALE
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#14N BRESCIA SCIOPERA :SCIOPERO SOCIALE METROPOLITANO
Scioperare la crisi, ricomporre le lotte!

VENERDÌ 14 NOVEMBRE ORE 9 PIAZZA GARIBALDI

BLOCCHIAMO LA CITTA’ per una sola grande opera: CASA – REDDITO – DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

La giornata del 16 ottobre scorso ha visto scendere in piazza migranti, precari, studenti, lavoratori e disoccupati che hanno messo in pratica uno sciopero sociale metropolitano al fine di bloccare e boicottare i principali snodi economici di Brescia e di tantissime città italiane.
È stata una data fondamentale in cui tutti questi soggetti hanno manifestato il desiderio di riprendersi spazi, tempi, diritti, e sicurezze per il proprio futuro minacciati sempre più dalle politiche di austerity messe in campo dai governi europei.

Anche la forte risposta al premier Renzi, al suo gran galà degli industriali bresciani alla Palazzoli (quartiere S.Bartolomeo) lo scorso 3 novembre, ha dimostrato la capacità e la scelta di queste soggettività di incanalare la propria rabbia nei confronti di coloro che imponendo diktat dall’alto, provvedono a schiacciare chi già da anni soffre, sempre più, i costi sociali della crisi.

La precarizzazione dei più giovani è espressa nella nuova riforma del lavoro del governo Renzi, basata infatti sul lavoro non pagato, stage e lunghi apprendistati.
Prima di entrare a far parte del mondo del lavoro si viene adeguatamente “formati” nella nuova (ma in realtà vecchia ed in continuità con le precedenti politiche imposte al mondo della formazione) “buona scuola” di Renzi; un istituto modellato sugli standard aziendali per gettare lo studente sempre più direttamente tra le fila degli sfruttati.

In un periodo in cui ci viene chiesto sempre più di tirare la cinghia, in cui vengono tagliati i fondi per l’istruzione e per la sanità, vediamo però che gli stanziamenti per le inutili e costose grandi opere non mancano mai, e non mancano certamente di rimpinguare oltremodo le tasche di alcuni secondo interessi ben precisi. Basti pensare alle indagini riguardanti EXPO 2015, Brebemi e TAV che hanno evidenziato corruzione e affari sporchi di questi lavori finanziati con il denaro pubblico.

A fronte di tutto ciò il governo continua comunque ad attaccare i movimenti che lottano per il diritto alla casa con tutte quelle persone che, colpite dalla crisi, non riescono più a permettersi un tetto. Basti pensare al piano casa di Renzi e Lupi che attacca direttamente chi occupa impedendogli di ottenere una residenza, nonché l’allacciamento aille utenze di acqua, luce e gas.
Costruiamo un’altra data di conflitto sociale, nello sciopero generale e sociale diffuso in tutta Italia e in tutta Europa, capace di praticare la costruzione dal basso di territori resistenti da contrapporre all’inquità delle politiche neoliberiste.

VENERDÌ 14 NOVEMBRE
studenti, precari, lavoratori, disoccupati, occupanti
TUTT* IN PIAZZA GARIBALDI ALLE ORE 9
C.S.A. Magazzino 47

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3/11: RENZI A BRESCIA? ACCOGLIAMOLO! – Il 3 novembre dillo a Matteo Renzi…

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Senti parlare di continuo di ripresa economica e crescita, ma la tua busta paga (quando c’è) è sempre la stessa, se non peggio?

I ministri fanno i vertici europei sull’occupazione giovanile ma da quando hai terminato gli studi un lavoro non l’hai mai nemmeno sfiorato, figuriamoci un reddito?

Quando ti hanno offerto un lavoro era volontariato per Expo2015?

Pensavi che il piano casa avrebbe risolto le tue difficoltà nel pagare l’affitto ma sei stato sfrattato dalla tua casa?
Hai occupato una casa vuota ed ora minacciano di staccarti le utenze e negarti la residenza?

Ti propongono la ‘Buona scuola’ ma nella tua classe il soffitto è sul punto di caderti in testa?
Le tasse universitarie aumentano di anno in anno?

“Non ci sono i soldi” ma i tuoi contributi finanzieranno un’opera inutile e molto costosa, che oltretutto abbatterà la tua casa ed esproprierà i tuoi terreni?

I politici piangono le stragi a Lampedusa ma continui a vivere nella paura di essere catturato e internato in un CIE perchè non hai il permesso di soggiorno?

IL 3 NOVEMBRE DILLO A MATTEO RENZI!!
(APPUNTAMENTO ORE 9.00 – piazzale FERMATA METRO CASAZZA)

Il 3 novembre il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Brescia. Ad invitarlo in città sono stati i privilegiati dalle sue politiche economiche e sul lavoro. L’occasione, infatti, sarà l’assemblea dei padroni del nostro territorio: quella dell’AIB (Associazione Industriali Bresciani) che si svolgerà presso l’industria Palazzoli (quartiere S.Bartolomeo).
Matteo Renzi rappresenta bene, e senza nasconderlo, i loro interessi.
Renzi, come chi l’ha preceduto, rappresenta perfettamente gli interessi dei poteri economici e finanziari europei e transnazionali e l’imposizione delle politiche di austerity e tagli ai servizi (anche quando bisticcia con Barroso); i privilegi dei ricchi che vorrebbero essere sempre più ricchi; l’attacco ai diritti dei lavoratori con il Jobs Act; le speculazioni dei palazzinari e delle lobby del cemento, con un piano casa che premia chi costruisce palazzi destinati a rimanere vuoti ed attacca, punisce, chi, per necessità, occupa immobili da anni sfitti e abbandonati. Con una politica delle grandi opere e dei grandi eventi (TAV ed EXPO in testa) che devastano e saccheggiano i territori in favore degli affari sporchi di mafie e politici corrotti.
E ancora Renzi rappresenta, con il ministro Giannini, una ‘buona scuola’ che è in realtà la completa mercificazione dei saperi e il compimento di una progressiva trasformazione di scuole e università: da luoghi della formazione ad aziende (accessibili a sempre meno giovani) destinate a produrre lavoratori precari e flessibili.

Renzi è portavoce di una retorica del cambiamento e del nuovo che nasconde, in realtà, un’accelerazione nella guerra contro i poveri, in ossequio ai diktat delle banche e delle governance politiche e finanziarie: più sfruttamento, sacrifici, austerity, tagli ai servizi, meno diritti, ma tante promesse e proclama sui social network.

Per questo invitiamo tutte e tutti: studenti, precari, disoccupati, lavoratori, migranti ad accoglierlo nella nostra città come si merita.
Sarà la Brescia meticcia e solidale, contro Renzi e il governo dell’austerity e della precarietà…verso lo sciopero generale e sociale del 14 novembre!

LUNEDI’ 3 NOVEMBRE
APPUNTAMENTO ORE 9.00 – piazzale FERMATA METRO CASAZZA


TUTT* A VERONA – 25/10 TRENO COLLETTIVO DA BRESCIA PER LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA!

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SABATO 25 OTTOBRE 2014
ore 13.15 – Stazione FS di Brescia:

TRENO DA BRESCIA PER LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DI VERONA!

Un treno collettivo per raggiungere insieme la manifestazione a Verona! Facciamo sentire che aria tira a neofascisti, leghisti e il sindaco-sceriffo Flavio Tosi!

Portiamo in piazza le lotte sociali, meticcie e solidali, per spazzare le derive fasciste, razziste, sessiste, omofobe…

NESSUNA DESTRA CI SALVERA’ DALL’AUSTERITY!

#verona #antifa #25ottobre
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Riportiamo di seguito il comunicato di indizione del corteo:

Appello per una GIORNATA ANTIRAZZISTA e ANTIFASCISTA a Verona il 25 Ottobre 2014

Verona è ormai da troppo tempo una città-laboratorio dell’estrema destra e dei movimenti integralisti cattolici, appoggiati dall’attuale sindaco, il leghista Flavio Tosi. Tra i consiglieri comunali e circoscrizionali eletti nella sua lista, parecchi provengono dalle file della destra radicale e qualcuno ne è tuttora il referente.
Vittorio Di Dio, ex Msi-An-PdL, è il referente di CasaPound in consiglio comunale, Marcello Ruffo, coordinatore regionale di CasaPound, è consigliere in Terza circoscrizione, Massimo Piubello, ex Veneto Front Skinhead, ex Fiamma Tricolore, attualmente di Progetto nazionale-Fiamma futura, è consigliere comunale, Ciro Maschio, ex Fronte della Gioventù, ex An, attualmente di Fratelli d’Italia, è consigliere comunale e via discorrendo.
Altri, ex consiglieri in forza al centrodestra, sono stati nominati presidenti delle municipalizzate.
Andrea Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, chitarrista del gruppo nazirock “Gesta Bellica” è presidente dell’Amia (municipalizzata per i Servizi ambientali), Massimo Mariotti, ex MSI-AN, referente della destra sociale, indicato dagli integralisti cattolici sul sito Agere Contra come loro responsabile, ex assessore alle Politiche giovanili nella giunta Sironi (Forza Italia) dal 1998 al 2002, è presidente di Acque Veronesi, la società consortile che gestisce la rete idrica cittadina.
L’avvocato difensore di tutti i neonazisti coinvolti in pestaggi o peggio, Roberto Bussinello, ex Fiamma tricolore, ex Forza Nuova, attualmente di Comunità identitaria, fa parte dell’organismo di vigilanza di Agsm (municipalizzata che gestisce la rete di distribuzione di gas ed energia elettrica).
L’ultimo, eclatante episodio di discriminazione “istituzionale”, che riguarda “soltanto” un gruppo musicale, i 99 Posse, a cui è stato praticamente impedito di esibirsi in città nell’ambito dell’Vrban Ecofestival, è sintomatico del clima di intimidazione portato avanti dall’estrema destra che gode di appoggi e collateralismo nella giunta comunale.
Ma sono però molti altri gli episodi e i fatti, ben più gravi, a scandire la vita quotidiana della città.
L’aggressione squadrista all’università in occasione di una conferenza di Alessandra Kersevan sulle foibe, l’approvazione in consiglio comunale di una mozione omo-transfobica a cura del consigliere integralista cattolico Alberto Zelger, che invita le scuole a vigilare sulle iniziative in odor di “teoria del gender” con numero verde comunale per ricevere le “spiate”, le varie ordinanze e divieti del sindaco, tra cui quella che multa chi soccorre i senzatetto, l’aggressione fascista in vari locali del quartiere popolare di Veronetta con protagonista il suddetto consigliere di circoscrizione Marcello Ruffo, l’approvazione con finanziamento pubblico del progetto di quest’ultimo per una commemorazione del neofascista Sergio Ramelli, sono soltanto alcuni degli episodi di un elenco che sarebbe tristemente più lungo. Dal 2008, quando una banda di ragazzotti (tra cui alcuni neofascisti) aggredì Nicola Tommasoli che morì in seguito alle
violenze, non è cambiato nulla!
Già 14 anni fa gli antifascisti veronesi chiamarono alla mobilitazione le forze democratiche, nel tentativo di fermare quello che anche allora si configurava come un laboratorio avanzato delle destre. Allora la Lega era alleata con Forza Italia per affermare un blocco di consenso che comprendeva nuovi fascisti e integralisti.
Oggi la Lega ha il volto del sindaco Tosi che nel frattempo è diventato un fenomeno mediatico ma che in realtà è l’abile tessitore di questo laboratorio, coadiuvato dai suoi amici fascisti vecchi e nuovi. A tutto ciò non è estranea neppure la Chiesa cattolica, che a Verona, oltre ad esprimere la potenza anche economica legata all’Opus Dei, trova nell’attuale vescovo Zenti un forte sostenitore non solo degli integralisti ma anche dello stesso sindaco.
Ci sembra dunque arrivato il momento di lanciare un appello per una nuova grande GIORNATA ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA a Verona per sabato 25 ottobre, che sia non un punto d’arrivo ma la tappa di un percorso di riflessione, di sensibilizzazione e di reale cambiamento.
E’ il momento di riappropriarci della città, degli spazi, della facoltà di decidere chi deve suonare o meno, o di fare una festa senza che vengano bruciate bandiere.
Abbiamo sete di cultura, di conoscenza e di confronto, insomma vogliamo una città libera, aperta, solidale, inclusiva, vivace e accogliente,
Verona, città medaglia d’oro della Resistenza, ora e sempre antifascista!

ASSEMBLEA per il 25 OTTOBRE
Kollettivo Autonomo Antifascista Verona
Circolo Pink LGBTE Verona
Ross@ Verona
Partito dei Comunisti Italiani – Verona
Rifondazione Comunista – Verona
Partito Comunista – Verona

per adesioni: assemblea25ottobre@autoproduzioni.net

Sabato 25 Ottobre 2014

h. 10.30 Incontro Pubblico con Saverio Ferrari (responsabile dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre)
h. 14.30 Concentramento piazzale Stazione P.ta Nuova
h. 15.00 Corteo
Al termine CONCERTO GRATUITO